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sabato 26 settembre - Aggiornato alle 07:45

«Registro tumori cancellato, schiaffo alla città. A Terni serve nuovo ospedale»

Ambiente e sanità, contestate le politiche regionali. Opposizione all’attacco anche da Narni su realizzazione nosocomio a Cammartana

 

Polemiche e proposte, pressing e attacchi politici: le scelte della giunta regionale a trazione leghista, guidata dalla governatrice Donatella Tesei, in materia ambientale e sanitaria fanno discutere. La soppressione del Registro tumori è solo l’ultima delle misure adottate, aspramente contestata: «Solo il centrodestra – scrivono i gruppi consiliari ternani di M5s, Pd, Senso civico e Terni immagina – poteva cancellare il registro dei tumori umbro. Questo rappresenta uno schiaffo in faccia ad una città con problematiche ambientali gravissime». «Scelta devastante» commenta il capogruppo M5s a Palazzo Cesaroni Thomas De Luca. Dal Pd, ad intervenire sulle questioni sanitarie è anche il consigliere regionale Fabio Paparelli, assieme al suo collega, capogruppo Tommaso Bori oltre al coordinamento dem narnese.

Registro tumori «La cancellazione del registro tumori – tuona l’opposizione ternana – è lo smantellamento di un’ istituzione importantissima e di una squadra di giovani ricercatori.  La situazione ambientale della conca Ternana è così allarmante da essere sottoposta ad esami approfonditi anche dal Ministero della Salute tramite lo “studio sentieri”, che ci ha visto più volte essere inseriti ai vertici delle classifiche nazionali per morti legate a patologie potenzialmente collegate alle fonti di inquinamento. Ci chiediamo come sarà possibile procedere a nuove indagini non avendo più uno strumento di raccolta dei dati come registro dei tumori. Purtroppo per questa città il fondo del barile non arriva mai».

De Luca «La Lega – aggiunge il pentastellato De Luca – ha risolto il problema ambientale in Umbria cancellando il Registro Tumori. Nel novembre 2019 la Regione Umbria ha lasciato scadere l’ultima convenzione con l’Università di Perugia e lasciato andare il personale che era incaricato di elaborare i dati. Una scelta dalle conseguenze devastanti sulla quale il gruppo del Movimento 5 Stelle in consiglio regionale ha depositato un’interrogazione alla giunta. La giunta deve chiarire prima di tutto se è cosciente delle conseguenze devastanti della soppressione del Registro Tumori. In secondo luogo se intende dare seguito alle promesse disattese, oppure palesare il chiaro intento politico di ostacolare le analisi dei dati nelle aree di crisi ambientale della nostra regione. Salvo poi invocare, con lacrime di coccodrillo, la necessità di studi epidemiologici procrastinando l’adozione delle urgenti azioni per la riduzione del rischio. Il controllo delle patologie neoplastiche rappresenta una componente fondamentale nella lotta ai tumori, perseguita in tutto il mondo e resa possibile grazie all’opera dei Registri Tumori presenti in tutte le nazioni avanzate e riuniti nella International Association of Cancer Registries. La funzionalità del Registro Tumori è imprescindibile per qualsiasi attività di indagine epidemiologica sul territorio. Senza il Registro Tumori non sarebbe stato possibile inviare i dati necessari per lo Studio Sentieri sull’area S.I.N Terni-Papigno da parte dell’Istituto Superiore Sanità. Ci chiediamo come sarà possibile procedere a nuove indagini non avendo più un simile strumento di raccolta dei dati. Va ricordato che l’Umbria era stata nel 1993 la prima regione in Italia ad attivare il Registro Tumori a copertura regionale e che già il 2 febbraio 2020 avevamo depositato una prima interrogazione per chiedere alla giunta le proprie intenzioni in merito al rinnovo della convenzione con l’Università di Perugia. Dopo più di 90 giorni, quindi ben oltre i termini regolamentari, senza aver ricevuto risposta, ho ripresentato tale interrogazione chiedendo l’immediata calendarizzazione nella seduta del 25 giugno 2020. E solo allora l’assessore Coletto ha nuovamente dichiarato la volontà della giunta di mantenere e preservare lo strumento del Registro Tumori. Omissioni e ritardi inaccettabili».

Ospedali Sul fronte sanitario diversi gli interventi recenti delle minoranze. Il consigliere regionale Fabio Paparelli (Pd) ha annunciato un’interrogazione a risposta immediata alla Giunta per «conoscere le tempistiche riguardanti la fine dei lavori per la sistemazione e l’ampliamento del reparto di malattie infettive dell’ospedale di Terni e per sapere se le notizie di stampa relative al fermo e alla riprogettazione dei lavori di oncologia corrispondano al vero, quindi per conoscere le tempistiche per l’avvio e la conclusione dell’ampliamento e dell’adeguamento degli spazi dedicati all’oncoematologia ed oncologia».  Lo stesso dem, insieme al consigliere Tommaso Bori, incalza Palazzo Donini: «È giunto il momento di interrogarsi sul futuro dell’ospedale di Terni e su quello dell’intera sanità del comprensorio ternano, bisognerebbe realizzare un nuovo ospedale a Terni e di aprire quanto prima un tavolo ed un confronto con il Ministero sul completamento e la modernizzazione della rete regionale dei servizi. L’ospedale di Terni – spiegano Paparelli e Bori – stenta più di altri a far ripartire la propria normale attività, nonostante abbia indici di efficienza, Drg (raggruppamento omogeneo di diagnosi) ed attrattività superiori a tutti gli altri ospedali umbri. Inoltre la Regione ha già deciso di farne l’unico ospedale-covid della Usl Umbria 2, determinando una compressione rilevante delle altre attività, in particolare di quelle chirurgiche di alta specialità che costituiscono un punto di eccellenza e di forte attrattiva del servizio sanitario regionale. In particolare – continuano Paparelli e Bori – chiediamo alla Giunta un impegno a valutare la realizzazione di un nuovo ospedale della Conca Ternana, ad alta specialità, dotato di circa 5/600 posti letto, presso l’area di Maratta che dispone sia di validi accessi stradali che della aviosuperficie».

Ospedale Narni Amelia Questa e altre proposte in materia saranno inserite dai due dem in un’apposita mozione mentre da Narni interviene il segretario Pd Fabio Svizzeretto: «Abbiamo ascoltato con attenzione – scrive –  le promesse dell’assessore regionale alla sanità Coletto e della Consigliera Pace agli operatori degli ospedali di Narni e Amelia qualche tempo fa, si è parlato d’integrazione con il Santa Maria, di riapertura del punto di primo soccorso (codice verde e bianco) che comunque sarà un depotenziamento rispetto alle funzioni precedenti. Abbiamo deciso di lasciare un tempo ragionevole all’Assessore per attuare questi provvedimenti urgenti, ma la pazienza ha un limite e di sicuro non faremo sconti a nessuno. Infatti, in questo dibattito tutto ternicentrico è assordante il silenzio della Presidente della Regione, del Sindaco di Terni e stona leggere alcune dichiarazioni in cui si parla di rete sanitaria dell’Umbria del sud senza fare alcun cenno ai due presidi esistenti di Narni e Amelia, ne tanto meno dell’avvio alla realizzazione di quello nuovo comprensoriale (Narni/Amelia). Occorrerebbe una discussione ampia, di largo respiro, che coinvolga tutto il territorio e che sia in grado di fare una proposta seria e sostenibile, che abbia come unico obiettivo quello di costruire un’offerta efficiente ed integrata con un’assistenza sanitaria che risponda alle esigenze dei cittadini di questa parte dell’Umbria.  Il PD di Narni ribadisce con convinzione e forza che il nuovo ospedale comprensoriale non può essere messo in discussione, perché non è assolutamente alternativo alle ipotesi di un nuovo ospedale a Terni, anzi andrebbe ad integrarsi con questo con un’offerta sanitaria alternativa, andrebbe ad alleggerire le attività di “medio-bassa specializzazione” che al momento sono a carico del Santa Maria. Infatti, riteniamo che far rimanere il Santa Maria come eccellenza, l’ospedale di Orvieto come emergenza urgenza e il nuovo ospedale Narni-Amelia riabilitativo e di media bassa specializzazione, vada proprio nell’interesse tanto richiamato degli umbri. Pertanto, l’avvio del nuovo ospedale comprensoriale, andrebbe a diminuire le liste d’attesa, rendendo il sistema più efficiente e consentirebbe al Santa Maria di concentrarsi su “alta specializzazione” e sui servizi di livello un nuovo ospedale comprensoriale, oltre a diventare un punto di riferimento anche per l’alto Lazio, con la parte dedicata alla riabilitazione, eviterebbe a tanti pazienti umbri onerosi spostamenti anche in altre regioni. Dopo l’esproprio dei terreni a Cammartana e la presentazione del progetto esecutivo, definire l’apertura del cantiere è ormai a portata di mano e l’opera potrebbe essere disponibile per i cittadini in solo qualche anno.  Inoltre – conclude Svizzeretto – dando seguito a tutto il lavoro progettuale e autorizzativo svolto, oltre al fatto che non sarebbero buttati dalla finestra i quasi 2 milioni di euro già spesi tra espropri e progettazione, concretizzerebbe, con 58milioni di euro, il maggior investimento pubblico in Umbria degli ultimi anni».

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