martedì 11 dicembre - Aggiornato alle 01:25

Regione Umbria, approvata legge sull’editoria: «Lotta il precariato e difende la libertà di stampa»

Stanziati 780 mila euro per giornali, tv, radio e siti. Via libera con il voto contrario solo del M5S: «Era meglio finanziare i lettori»

L'aula del consiglio regionale (foto F.Troccoli)

L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato, con 18 voti favorevoli e due contrari (M5S), il disegno di legge di sostegno all’editoria, che prevede risorse pari a 780 mila euro nel triennio 2018-2020. L’Aula ha poi approvato all’unanimità un ordine del giorno, che ha come prima firmataria Casciari (Pd), per il sostegno alle edicole, che impegna l’Esecutivo a promuovere «una riqualificazione delle edicole per consentire un loro ammodernamento e una trasformazione in hub multiservizi».

La legge: cosa prevede Il testo stabilisce che la Regione sostiene le impresse di mass media «mediante la tutela del lavoro e della professionalità degli occupati nelle imprese dell’informazione, rispettando la disciplina contrattuale del settore e della normativa di equa retribuzione del lavoro giornalistico». Ne sono interessati le emittenti televisive e radiofoniche, la carta stampata, quotidiana e periodica, anche nella forma online, e le agenzie di stampa quotidiana. La Giunta regionale farà un programma annuale per gli interventi da finanziare. In particolare, si premierà chi punta «sull’innovazione tecnologica e su nuove modalità operative, privilegiando la collaborazione e la modernizzazione del sistema regionale di produzione, distribuzione e vendita, stimolando iniziative di autoproduzione, progetti editoriali e iniziative di autoimpiego dei giovani professionisti, fino al sostegno dell’occupazione». Saranno escluse le imprese che nell’ultimo anno di attività hanno avviato procedure di licenziamento o abbiano adottato provvedimenti di sospensione o riduzione dell’orario di lavoro a carico di personale giornalistico, non riconducibili all’applicazione di ammortizzatori sociali o di accordi sindacali; le imprese sanzionate dall’Agcom per violazione delle norme in materia di tutela dei minori; le emittenti in cui la televendita occupi più dell’80 per cento della propria programmazione; per le imprese i cui titolari o editori abbiano riportato condanna per reati contro la pubblica amministrazione o contro il patrimonio mediante frode. La legge viene finanziata con 630 mila euro per il biennio 2019-2020, e 150 mila euro per il 2018 riservati ad interventi per il sostegno all’occupazione.

Emendamenti Tra i vari emendamenti presentati è stato approvato quello a firma Morroni (FI) per la promozione della stampa locale nelle scuole. Approvato anche quello a firma Morroni (FI) e Brega (Pd) che esclude dai finanziamenti le imprese che diffondono contenuti o programmazioni che prevedono vincite in denaro o che pubblicizzano l’apertura o l’esercizio di sale da gioco o di sale scommesse. Respinto l’emendamento a firma Morroni (FI) e Brega (Pd) che puntava ad estendere la platea delle imprese che possono accedere ai finanziamenti, oltre a quelle con sede legale in Umbria, anche a quelle con sede operativa nel territorio regionale. Respinto anche l’emendamento a firma Morroni (FI) che chiedeva di sospendere i finanziamenti solo agli editori condannati in via definitiva.

Contrasto alla deriva di insulti Nella sua relazione, il presidente della Prima commissione, Andrea Smacchi, ha sostenuto che «difendere la libertà di stampa e contrastare la deriva di un linguaggio della politica fatto di insulti e minacce a chi ogni giorno svolge il proprio dovere di informare i cittadini è un atto di civiltà. Da alcuni anni – ha sottolineato – il sistema dell’informazione è in profondo e strutturale cambiamento e, in questo contesto, la componente locale dell’informazione attraversa una vera e propria emergenza: la stampa quotidiana nella nostra regione negli ultimi dieci anni ha perso il 53 per cento dei ricavi. Cinquanta giornalisti umbri, su poco più di 250 del totale con contratti di lavoro dipendente sono in disoccupazione o in cassa integrazione; numerosi sono poi i posti di lavoro persi da tecnici e amministrativi. Questa legge mira a sostenere, promuovere e valorizzare lo sviluppo della imprenditoria editoriale tutelando il lavoro e la professionalità degli occupati».

Dibattito Per Claudio Ricci (Misto-Rp/Ic)«è un dovere della pubblica amministrazione sostenere strumenti di comunicazione in un periodo complesso come quello attuale». Maria Grazia Carbonari (M5S) ha espresso contrarietà per le troppe risorse stanziate. «Si tratta, è vero, di un settore in crisi – ha detto -. Ma ci sono altri settori in difficoltà. È il sistema dell’informazione locale che va cambiato puntando sui lettori più che sull’editore con contributi a fondo perduto per chi acquista giornali. Certe forme di incentivazione peggiorano la situazione della informazione locale». Casciari e Brega (Pd) hanno illustrato i loro emendamenti, mentre Emanuele Fiorini (Lega) ha sostenuto che «la democrazia si amplifica con le voci del territorio, occorre quindi fortificare le realtà locali per cui cercheremo di prevedere ancora più fondi per l’editoria». Per Silvano Rometti (SeR) è «giusto che la Regione si doti di uno strumento per sostenere le aziende del settore in un momento di grande trasformazione». Infine Roberto Morroni (FI) ha rimarcato come «le trasformazioni in atto sono irreversibili, guadi a mettersi su posizioni di mera difesa dell’esistente, no all’assistenzialismo che sarebbe sterile. Sia perciò sostegno e pungolo per spingere i processi di trasformazione».

Paparelli: «Garanzia a pluralismo e libertà» A chiudere gli interventi, prima del voto, l’assessore Fabio Paparelli, che ha spiegato come «questo è un testo condiviso con la Commissione consiliare e con il mondo dell’informazione regionale. Tiene fede a due principi: garantire il pluralismo oltre che l’autonomia e la libertà dell’informazione.Quest’ultima si garantisce in due modi: eliminando la precarietà e garantendo la riqualificazione professionale di cui anche il mondo dell’informazione ha bisogno. Gli stessi stake holder hanno concordato sui tre pilastri per questa legge: professionalità, rispetto delle regole e sostegno alle imprese umbre. Per questo è importante la sede legale nella nostra regione: noi non facciamo una legge per l’editoria nazionale. Sul tema delle condanne, poi, ricordo che esiste una legge dello Stato che vale per i politici. Il tema delle edicole è di grande rilevanza e importanza, ma non può essere inserito in questa legge per non snaturarla».

Odg: «Dedicata a Ciliani» «Un passaggio importante nel percorso di rivalutazione della professione giornalistica in Umbria e a livello nazionale»: questo il giudizio di Roberto Conticelli, presidente dell’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria, e Marco Baruffi, presidente dell’Associazione Stampa Umbra. «Certamente – spiegano proseguono Conticelli e Baruffi – non si tratta della panacea di tutti i mali per un comparto che negli ultimi anni ha perso importanti fette di mercato e livelli di considerazione presso l’opinione pubblica, tuttavia il provvedimento è importante perché va in controtendenza rispetto alla crisi e perché prevede stanziamenti significativi, comunque superiori a quanto erogato da altre realtà regionali, per l’incentivo e il sostegno alle realtà anche minori dell’informazione regionale. Questa legge – osservano i presidenti di Ordine e Asu – dice che per fare informazione ci vogliono i giornalisti e ci vogliono imprese serie che rispettano i contratti e le normative, che tutelano l’occupazione e investono, principi per noi irrinunciabili in un processo virtuoso di rilancio del settore. La speranza – affermano ancora i vertici degli organismi di categoria – è che tale provvedimento possa divenire effettivamente strutturale sia sul piano contabile che operativo. Vale la pena ricordare – concludono Conticelli e Baruffi – che il primo tra noi a intuire la necessità di un castello normativo regionale specificatamente riferito al nostro settore, adoperandosi di conseguenza, fu il mai dimenticato Dante Ciliani. A lui, idealmente, questa legge è dedicata».

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