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mercoledì 8 dicembre - Aggiornato alle 13:39

Regione, sull’aumento dello stipendio di alcuni direttori Bettarelli chiede chiarimenti alla giunta

Il vicepresidente dell’assemblea presenta un’interrogazione sul nuovo ‘super direttore’ che prenderà il posto di Cipiciani e sulla responsabile di Arpal

Gli uffici del Broletto (foto ©Fabrizio Troccoli)

«La giunta regionale chiarisca quali motivi starebbero alla base dell’aumento considerevole di stipendio che è stato riconosciuto al nuovo direttore regionale dei servizi Risorse, programmazione, cultura, turismo, a partire dal 1 gennaio 2022, e perché lo stesso incremento, nella parte variabile, è stato concesso anche alla neo direttrice di Arpal Umbria»: a chiederlo in una interrogazione è il consigliere regionale del Pd Michele Bettarelli, vice presidente dell’Assemblea legislativa. Il ritocco è stato deciso settimane fa dalla giunta nell’ambito del bando tramite il quale sarà scelto il successore di Carlo Cipiciani (in pole c’è Paolo Reboani), l’unico dei ‘super direttori’ con il contratto in scadenza a fine anno.

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Gli ingressi «Sarà un caso – sottolinea Bettarelli in una nota – ma da quando sono stati chiamati da fuori regione due dirigenti, entrambi ex collaboratori del ministro del Lavoro Maurizio Sacconi (all’epoca del Governo Berlusconi) ed entrambi legati, seppur in tempi e ruoli diversi, all’Agenzia nazionale per il lavoro, (prima denominata Italia lavoro e oggi Anpal Servizi – Agenzia nazionale per le Politiche attive del lavoro) c’è stato un flusso copioso di delibere regionali tese ad aumentare gli stipendi dei direttori e in particolare in quell’area direzionale che, stando alle indiscrezioni riportate da alcuni giornali, potrebbe venire ricoperta proprio dall’ex presidente e Amministratore Delegato di Italia Lavoro, Paolo Reboani che da qualche mese svolge l’attività di dirigente del servizio regionale di pianificazione e fondi europei».

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Gli aumenti Bettarelli ricorda che lo stipendio passerebbe da 120 a 130 mila euro, con un aumento – dal 10 al 20 per cento – anche della parte variabile dell’emolumento. «Dello stesso incremento – aggiunge – gioverà inspiegabilmente anche l’ex direttrice di Anpal Nazionale, Paola Nicastro, (agenzia che è stata recentemente commissariata dal ministro del Lavoro Andrea Orlando) oggi direttrice di Arpal Umbria, che, a fronte dei 132 mila euro di stipendio massimo complessivo stabiliti con delibera il 13 ottobre scorso, arriverebbe a 144 mila euro grazie a una nuova delibera approvata dalla giunta solo due settimane dopo, cioè il 27 ottobre. Peraltro il decreto di nomina n. 43 del 27/10/2021, in conformità alla Legge regionale 1/2018 (Istitutiva di Arpal Umbria) prevede che l’incarico di direttore sia disciplinato con contratto di diritto privato con carattere di esclusività ed a tempo pieno. Elementi, questi ultimi, che invitiamo a verificare nella pratica quotidiana visto che, a oggi, la neo direttrice sembrerebbe garantire la propria presenza presso le strutture di Arpal Umbria solo per 2/3 giorni a settimana».

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