venerdì 6 dicembre - Aggiornato alle 12:48

Regione, a vuoto voto su Squarta. Bori attacca Coletto: «No razzisti in giunta». Lui: «Riabilitato»

Insediata l’Assemblea legislativa con polemica sull’assessore alla Sanità. Pastorelli (Lega): «Insensibilità istituzionale da opposizioni». Seduta rinviata a martedì

L'aula del Consiglio regionale
Notizie Principali
10.25 - Paparelli apre la seduta
10.30 - Maggioranza propone Squarta presidente
12.00 - A vuoto le prime tre votazioni: seduta rinviata
Notizie Live
Ore 12.30

Nel frattempo l’assessore Coletto è arrivato a Palazzo Cesaroni. Alla domanda sulla condanna per razzismo ha risposto: «È una condanna per un reato d’opinione quindi non è niente di gravissimo e poi sono stato riabilitato. Farebbe bene il Pd a guardare nei suoi ranghi quanti indagati e condannati ci sono. Se far rilevare che c’è un campo nomadi abusivo è un errore e allora sì, ho commesso un errore»

Ore 12.00

Terza votazione per il presidente: Squarta ottiene ancora 13 voti, 8 bianche. Non è stato raggiunto nemmeno ora il quorum dei quattro quinti. A questo punto la seduta viene rinviata di 24 ore (martedì alle ore 10) e alla quarta votazione il quorum scenderà alla maggioranza semplice, per la quale Squarta avrà i voti per essere eletto

Ore 11.54

Seconda votazione per il presidente: di nuovo Squarta 13 voti, 8 bianche. Non è stato raggiunto il quorum dei quattro quinti, si va alla terza votazione

Ore 11.47

Prima votazione per il presidente: Squarta 13 voti, 8 bianche. Non è stato raggiunto il quorum dei quattro quinti, si va alla seconda votazione

Ore 11.39

Chiusa la discussione: partono le operazioni di voto per il presidente dell’Assemblea. Oggi ci saranno 3 voti a scrutinio segreto ed è richiesta la maggioranza dei quattro quinti

Ore 11.38

Quello del forzista Roberto Morroni è l’ultimo intervento che chiude il dibattito: «Dal voto – ha detto – è emersa voglia di cambiamento e questo rappresenta un carico di responsabilità per chi governa. Sono tante le questioni aperte e nessuno si può chiamare fuori. Non c’è spazio per Amarcord e per rivendicazioni propagandistiche o strumentalizzazioni, figlie di una propensione alla polemica che non è quello che serve. Qui occorre un confronto alto e nessuno vuole mettere in discussione diritti e valori  fondamentali e sacrosanti. Da questa maggioranza comportamento responsabile e attento. La posta in gioco è far sì che l’Umbria continui su traiettoria di progresso e benessere. E bisogna farlo con tutte le forze dell’Umbria, al di là di ruoli e collocazioni».

Ore 11.33

A parlare ora è il capogruppo della Lega Stefano Pastorelli: «Oggi è un giorno che ricorderemo. Dall’altra parte ho sentito che tutto andava bene e mi sono preoccupato. Non butteremo ciò che è stato fatto di buono, quel poco verrà mantenuto ma noi avremo responsabilità di implementare molte cose». Pastorelli è anche intervenuto sulla condanna di Coletto: «C’è una certa insensibilità Bori – ha detto – nel sollevare casi che riguardano persone che non sono presenti in aula, almeno nel primo giorno. Ma vi faccio un in bocca al lupo per portare a termine insieme a noi ciò che non è stato fatto».

Ore 10.31

Thomas De Luca, M5s, inizia ringraziando i predecessori. «Molti in questa regione vedono questo palazzo come un’entità astratta, dove si prendono decisioni sopra le loro teste. Non dobbiamo perdere tempo a progettare futuro già morto, bisogna aprire a innovazione, sostenibilità e inclusione. La prima priorità dovrà essere il lavoro e l’occupazione. Stop al dumping sociale: partiamo con un segnale presidente riguardo all’inceneritore di Terni, dia un segnale esprimendo parere contrario dando alla regione un futuro di sostenibilità. Troppe aree di questa regione si sono sentite abbandonate. Altra priorità sarà quella di allargare i diritti, per questo anche io sottoscriverò l’interrogazione sulla condanna di Coletto, e dare risposte su questo punto presidente è essenziale». Centrale, secondo De Luca, «dovrà essere anche il riequilibrio territoriale: non dovranno più esistere cittadini di serie A e quelli di serie Z».

Ore 11.20

Ora è il turno di Vincenzo Bianconi: «La mia missione – dice – rimane quella per cui mi sono candidato. La regione non si può rilanciare da soli, dietro serve una spinta popolare. Costruiamo insieme una legge di democrazia partecipativa reale. Serve un metodo anche per affrontare tutti i problemi della regione, serve una stagione di bella politica da parte di tutti. Sarò attento osservatore e contrasterò le ingiustizie, ma garantirò impegno, idee e contenuti per il bene dell’Umbria».

Ore 11:14

La composizione del Consiglio regionale:

Ore 11.08

A parlare ora è Andrea Fora del Patto civico per l’Umbria: «Abbiamo ascoltato molto parole come discontinuità e cambiamento, è una diagnosi comune, ma dovremo concentrarci sulla cura. Evitiamo sterili contrapposizioni. Dna dell’Umbria non muterà nonostante maggioranza leghista». Il consigliere propone «sedute consiglio itineranti» e ricorda i dati economici negativi che caratterizzano l’Umbria, l’invecchiamento della popolazione, la disoccupazione e così via. «Non ci auguriamo un vostro fallimento ma la vittoria dell’Umbria». Un passaggio arriva anche sulla nuova fase di programmazione dei Fondi Ue, per la quale il neo consigliere chiede una visione comune.

Ore 10.56

Tommaso Bori

Ore 10.45

Il capogruppo Pd, Tommaso Bori, in un intervento tutto politico, cita Gramsci e la necessaria «spietata autocritica». «Nelle istituzioni – ha detto – presenteremo le nostre proposte e combatteremo ciò che va contro i nostri ideali e valori. Non governerete una landa desolata ma una delle regioni dove si vive meglio in Europa. L’Umbria ha saputo rialzarsi dopo la povertà e l’arretratezza del dopoguerra. C’è una storia da difendere e una speranza da riaccendere». Il capogruppo dem rivendica il metodo della programmazione, come fatto negli anni ‘60 «con la partecipazione delle forze economiche, sociali e culturali. Lì nacque l’Umbria come modello di sviluppo». Nel discorso di Bori anche i temi del diritto allo studio, del welfare, della lotta alle disuguaglianze, delle infrastrutture, dell’economia verde e del lavoro. Non poteva mancare anche la sanità: Bori ha ricordato la condanna a carico di Coletto, assente in aula, e ha ricordato che «ci sono persone che gettano il cuore oltre l’ostacolo e si prendono cura della gente; questa è la sanità che noi rivendichiamo come pubblica, che collabora con il privato convenzionato ma in cui il ruolo del pubblico è primario». Bori ha detto che è «inaccettabile avere un assessore condannato per razzismo. Lei deve dire se era a conoscenza o meno, se era all’oscuro».

Ore 10.35

Qui la diretta video della seduta consiliare:

Ore 10.30

Eleonora Pace, altra eletta di FdI insieme a Marco Squarta, ha proposto ufficialmente quest’ultimo per la presidenza dell’Assemblea.

Ore 10.28

Ore 10.25

Via alla seduta aperta da Fabio Paparelli. Giunta quasi al completo: manca l’assessore alla sanità Luca Coletto. «Bisogna saper cogliere – ha detto Paparelli – la novità di questi tempi e lavorare nell’esclusivo interesse dei cittadini. Bisogna mettersi in sintonia con la società umbra e produrre buone leggi in tempi congrui per migliorare la vita delle persone». L’ex assessore ha poi citato nel suo breve intervento il primo presidente della Regione Pietro Conti, ricordando che nel 2020 si festeggeranno i 50 anni dell’istituzione Regione, ha citato Pietro Conti e ha chiesto di «onorare al meglio il prossimo 50ennale, facendo un bilancio su ciò che siamo stati e su ciò che vorremmo essere».

Ore 10.15

La prima seduta del nuovo consiglio regionale, che segna l’avvio dell’undicesima legislatura, sta per iniziare. A presiederla il consigliere più anziano d’età, Fabio Paparelli. Oltre a molti curiosi, tanti ex del centrodestra in aula come Lignano Marchesani, De Sio e Nevi.

Via all’undicesima legislatura della Regione Umbria. Con la prima riunione dell’Assemblea di Palazzo Cesaroni parte la prima che avrà una maggioranza di destra. Umbria24 seguirà i lavori dal vivo in video e con un racconto minuto per minuto. All’ordine del giorno della seduta, convocata dal consigliere anziano Fabio Paparelli (Partito democratico), l’elezione del presidente e dell’Ufficio di presidenza.

VIDEO, PARLA COLETTI E TESEI: «NO COMMENT»

VIA ALLA LEGISLATURA: GLI SCENARI

Elezione del presidente Le modalità di convocazione e svolgimento della prima seduta dell’Assemblea sono regolate dagli articoli 44 e 46 dello Statuto regionale. Il presidente è eletto a maggioranza dei quattro quinti dei componenti dell’Assemblea, ma se dopo tre scrutini nessun candidato ottiene la maggioranza richiesta, nella quarta votazione, da tenersi nel giorno successivo, è sufficiente la maggioranza assoluta dei consiglieri. Dunque è pressoché certo che il favoritissimo Marco Squarta (Fratelli d’Italia) verrà eletto martedì. Successivamente all’elezione del presidente si procede a quella dei due vicepresidenti. In questa votazione ciascun consigliere può indicare un solo nominativo. Sono proclamati eletti i due consiglieri che riportano il maggior numero di voti e, a parità, i più giovani di età.

Le regole L’articolo 46 dello Statuto regionale stabilisce che i componenti dell’Ufficio di Presidenza (presidente e vicepresidenti) “durano in carica trenta mesi e sono rieleggibili. Qualora il presidente dell’Assemblea cessi dalla carica prima della scadenza, il nuovo presidente eletto dura in carica trenta mesi. Fino alla elezione del nuovo presidente l’Ufficio di Presidenza è presieduto dal vice presidente più anziano di età. Qualora, prima della scadenza, si dimetta un vice presidente, si procede all’elezione dei due vice presidenti. I nuovi eletti durano in carica fino alla naturale scadenza dell’organo”.

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