martedì 19 novembre - Aggiornato alle 22:07

Pd, Bori capogruppo in consiglio regionale. E il Trasimeno chiede un ruolo per Meloni

Decisione «unanime» degli eletti dem, ancora da decidere gli altri ruoli. Il partito lacustre: «Emersa esigenza di rinnovamento»

Tommaso Bori - Pd

di D.B.

A suon di preferenze, Tommaso Bori si è conquistato il ruolo di capogruppo del Pd al Consiglio regionale dell’Umbria. La decisione è stata presa giovedì sera, unanimemente, dal nuovo gruppo consiliare democratico all’assemblea legislativa riunitosi alla presenza del Commissario regionale del partito Walter Verini. Bori – viene specificato in una nota – procederà da subito ai primi adempimenti per la costituzione formale del gruppo e al lavoro comune tra le forze della coalizione che ha sostenuto il programma e la candidatura a presidente di Vincenzo Bianconi.

Le opposizioni «Assumo la responsabilità – scrive Bori su Facebook – con spirito di servizio e volontà di costruzione del futuro». Il neo capogruppo promette un’opposizione «rigorosa, corretta e propositiva, saldamente ancorata ai principi e agli ideali che ci caratterizzano, per il bene dell’Umbria e delle persone che ci vivono, studiano e lavorano». Uno sguardo è ovviamente rivolto anche al Pd, «da rigenerare e rifondare a partire dai territori e dai militanti». Per quanto riguarda gli altri ruoli, al momento è tutto da decidere. All’opposizione spettano una delle due vicepresidenze dell’assemblea e la presidenza della commissione Vigilanza; in ballo c’è anche il ruolo di portavoce delle opposizioni, ruolo che in teoria dovrebbe essere ricoperto da Vincenzo Bianconi.

VERINI GUIDERÀ IL PD VERSO IL CONGRESSO

Il Trasimeno Quanto al dibattito interno al Pd, dopo la disfatta del 27 ottobre a fare il punto è stata l’assemblea comprensoriale del Pd del Trasimeno, che parla di «sconfitta elettorale che nasce da lontano». Al contrario di quanto successo nel 2015, quando Alessia Dorillo non ce la fece, stavolta il Pd lacustre è riuscito a far sedere in consiglio la propria candidata, cioè Simona Meloni; motivo per cui il partito spiega che il Trasimeno «è comunque riuscito a tenere alta la bandiera, sia in termini di percentuali di voto che per aver eletto Simona Meloni». L’assemblea invita tutti gli altri territori a riunirsi per discutere e ascoltare i problemi reali dei cittadini. In più si chiede al commissario Verini di avviare la macchina congressuale quanto prima e a convocare un’assemblea con «tutti i rappresentanti del Pd umbro, a partire dai circoli e dagli eletti. In questo percorso il commissario non può essere lasciato solo, ma dovrà essere affiancato dai rappresentanti delle organizzazioni di partito più significative della regione, a garanzia di un congresso svolto in maniera trasparente, democratica e coinvolgente».

Nuovo gruppo dirigente Il messaggio è abbastanza chiaro: il Trasimeno chiede a Verini di lavorare tutti insieme in vista del congresso. Guardando in prospettiva, i dem lacustri spiegano che l’obiettivo è «agevolare la costituzione di un nuovo gruppo dirigente (veramente nuovo) che abbia idee e proposte da portare all’attenzione della cittadinanza. Infatti, a nostro avviso, il congresso non può essere la classica “conta” tra candidati ma deve partire da un dibattito sui contenuti, su cosa fare per i nostri territori e su come condurre la vita democratica del partito stesso». Da ultimo il Trasimeno va alla carica per quanto riguarda le poche nomine che spettano alle opposizioni, chiedendo di «rispettare la volontà degli elettori e le espressioni di voto anche nell’attribuzione di incarichi e ruoli istituzionali, perché è emersa con chiarezza una esigenza di rinnovamento. Basta con i personalismi e con le logiche di corrente».

Twitter @DanieleBovi

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