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lunedì 6 febbraio - Aggiornato alle 23:16

«Regione ha voluto chiudere Punto nascita di Spoleto»: M5s prova a sostenere la battaglia

Richiesta di deroga nel mirino: «Modesto disagio orografico per il territorio è un insulto. Perché non hanno indicato i parti del 2019?»

Da sinistra Bonanni, Morganti, Fiorelli e De Luca

di Chiara Fabrizi

Dopo diverse settimane di silenzio il M5s prova a sostenere la battaglia solitaria di alcune associazioni per salvare il Punto nascita di Spoleto.

Punto nascita Spoleto E lo fa con il consigliere regionale del M5s, Thomas De Luca, che a palazzo Mauri, martedì mattina, si è presentato con la richiesta di deroga scritta dalla Regione e con il parere del ministero della Salute, sostenendo che «la chiusura del Punto nascita di Spoleto è una precisa scelta politica della giunta Tesei, perché per come è stata formulata nessuno avrebbe potuto concedere la deroga al San Matteo».

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«Modesto disagio orografico è un insulto» De Luca, in particolare, ha contestato come, «a distanza di un anno e mezzo, palazzo Donini sia tornato a segnalare al ministero del Salute la carenza di personale, da ostetriche e pediatri, che avrebbe potuto essere risolta – ha sostenuto De Luca – ricorrendo a procedure d’urgenza». Nel mirino, poi, anche il «modesto disagio orografico» che la Regione riconosce al comprensorio terremotato di Spoleto e Valnerina, bollato dal consigliere come «un vero e proprio insulto alle popolazioni che vivono in questi territori: per esempio da Civita di Cascia per arrivare all’ospedale di Spoleto occorre guidare 80 minuti».

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Bilancio stimato del 2020 anziché quello reale del 2019 Bersagliata, inoltre, anche la scelta di palazzo Donini di mettere sul tavolo del ministero il bilancio dei 422 parti del 2020 elaborato sommando le nascite effettivamente contate nei primi dieci mesi dell’anno, vale a dire prima che il San Matteo venisse riconfigurato in Covid hospital, con le nascite stimate in base a un calcolo aritmetico dei parti che si sarebbero potuti avere nei restanti due mesi dell’anno. De Luca domanda l’ovvio: «Per quale motivo la Regione non ha indicato al ministero il bilancio 2019 del Punto nascita di Spoleto, quando cioè si sono contati 498 parti, ovvero due in meno dei 500 necessari per mantenerlo aperto?».

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M5s prova a dare battaglia Una risposta, questa, che forse potrà arrivare dalla presidente Donatella Tesei, più che dall’assessore Luca Coletto, che potrebbe lasciare l’Umbria con il rimpasto, nell’ambito dell’agognato consiglio comunale aperto, comunque non ancora convocato, ma nuovamente annunciato per i primi di dicembre dal sindaco Andrea Sisti. Certo è, nel frattempo, che l’iniziativa odierna del M5s appare disarmonica nel contesto delle posizioni del centrosinistra cittadino e delle dichiarazioni dello stesso primo cittadino, che finora non avevano lasciato intravedere l’intenzione di dare battaglia per tentare di salvare il Punto nascita di Spoleto. Tanto che alla manifestazione di due settimane fa non è stato avvistato nessun esponente della maggioranza Sisti, neppure in quota M5s. «Ora affronteremo con la maggioranza in consiglio comunale quanto emerge da questi documenti» ha detto il capogruppo Samuele Bonanni, ricordando che «il parere del ministero della Salute è consultivo». Si resta in attesa.

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