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martedì 6 dicembre - Aggiornato alle 11:58

Regione, dopo il voto si corre veloci verso il rimpasto mentre la Lega mastica amaro

La presidente: «Con FdI confronto aperto da tempo». Il coordinatore del partito: «È un vulnus». Martedì vertice sulla sanità

Zaffini, Tesei, Pace e Squarta prima del comizio di Meloni a Perugia (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Come ampiamente preventivato alla vigilia del voto, il giorno dopo le elezioni di domenica in Umbria c’è politicamente un elefante nella stanza: il rimpasto di giunta. Un tema del quale fondamentalmente si parla dall’inizio della legislatura. Con i rapporti di forza radicalmente mutati il problema non è più rinviabile. Martedì a Palazzo Donini ci sarà un vertice per parlare di sanità, e in particolare della delicatissima questione dei conti (entro fine settembre Usl e ospedali dovranno presentare i piani di rientro), ma inevitabilmente si discuterà anche dei futuri assetti di Palazzo Donini.

I NUOVI RAPPORTI DI FORZA E GLI ELETTI

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Rimpasto L’indiziato numero uno, da lungo tempo, è Michele Fioroni ma con la vittoria della destra c’è anche la possibilità che l’assessore Luca Coletto ottenga un posto nell’esecutivo. Si vedrà. La sensazione è che tutto avverrà in tempi brevi e, nel frattempo, il coordinatore regionale di FdI Franco Zaffini forte della vittoria mette il vestito istituzionale, non forza la mano ma lancia messaggi chiari: «Mi pare che anche la presidente – dice a Umbria24 sul capitolo rimpasto – sia arrivata a questa determinazione. Il primo passo compete a lei e noi ci adegueremo sulla base dei tempi che detterà. Di sicuro il fatto che FdI sia fuori dall’esecutivo era un capriccio della storia, ora somiglia a un vulnus». Una partita che, in caso di elezione di Squarta e Pace, potrebbe legarsi anche al voto per il nuovo ufficio di presidenza del consiglio regionale.

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Zaffini e Tesei Quanto al risultato di domenica per Zaffini «la maggioranza in Regione ne esce rafforzata. Noi siamo pronti ad assumerci le nostre responsabilità anche in Umbria. Il voto ha dimostrato che a volte amministrare non serve per prendere consenso. Gli elettori hanno premiato il nostro messaggio coerente e qui abbiamo ottenuto cinque punti in più rispetto alla media. Ciò ci rasserena e lusinga ma ci sprona anche a fare un lavoro incisivo nell’amministrazione regionale, così da dare corpo all’auspicato cambiamento». E che il rimpasto sia la strada che sarà imboccata a breve lo dice anche Tesei: per la presidente il risultato della Lega in Umbria «segue l’andamento del resto del Paese», mentre sulla giunta «c’è un confronto aperto da tempo tra tutte le forze della coalizione. A breve ci incontreremo ancora. C’è un lavoro intenso nell’interesse della comunità umbra».

TUTTI I COMMENTI DEI PARTITI

La Lega mastica amaro La presidente è una delle poche a parlare in un partito tramortito dalla batosta. Oltre a lei c’è il capogruppo della Lega Stefano Pastorelli: «Sono e siamo consapevoli – scrive su Facebook – del messaggio che i cittadini hanno mandato con il loro voto alla Lega, il lavoro da fare è tanto e non ci sottrarremo alle nostre responsabilità». Il collega Valerio Mancini parla di «risultato al di sotto delle aspettative» e di una Lega che ha «pagato a caro prezzo l’errore di aver appoggiato il governo Draghi». Il segretario Caparvi, sempre su Facebook, si limita a ringraziare. Manuela Puletti dice che è «l’alba di un nuovo giorno» e per lei la ricetta è tornare contro le banche e l’Europa: «Torniamo a fare la Lega e non ce ne sarà per nessuno. Torniamo a parlare alla pancia delle persone, torniamo a occuparci dei problemi reali di vita, lasciamo fuori dai nostri confini il centrismo e i compromessi politici che poco ci addicono».  Il processo al Capitano è però aperto e il partito, intanto, entro l’autunno completerà i congressi cittadini per poi proseguire con quelli provinciali e regionali sospesi negli anni del Covid

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