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giovedì 18 agosto - Aggiornato alle 00:46

Regione, a quattro mesi dalla nomina si dimette uno dei cinque ‘super direttori’

A lasciare l’incarico è Paolo Reboani, che guidava la Direzione Risorse, programmazione, cultura e turismo

Paolo Reboani

di Daniele Bovi

A poco più di quattro mesi dalla nomina, la macchina della Regione perde una pedina importante. Si è infatti dimesso nelle scorse ore Paolo Reboani, uno dei cinque ‘super direttori’ di Palazzo Donini. Le dimissioni sono state formalizzate martedì e l’interim è stato conferito mercoledì dalla giunta a Luigi Rossetti. Reboani ha guidato la Direzione «Risorse, programmazione, cultura e turismo», affidata fino al 31 dicembre scorso a Carlo Cipiciani, l’unico tra i quattro ‘super direttori’ a cui l’incarico non è stato prolungato fino al termine della legislatura.

La nomina Nell’ottobre scorso la giunta aveva pubblicato un avviso per individuare la nuova figura, e già all’epoca le indiscrezioni portavano a Reboani, poi nominato e formalmente in carica dal primo gennaio. Reboani era entrato nella macchina di Palazzo Donini già da luglio, quando la giunta ha creato due nuove posizioni dirigenziali, che si occupano essenzialmente di Fondi UE e nazionali e di tutta la progettazione che ruota intorno a essi; entrambe le posizioni, ad interim, erano state affidate a Reboani.

Chi è Romano classe 1965, l’ormai ex direttore ha un curriculum che ruota molto intorno ai temi del lavoro: tra i diversi incarichi, in passato è stato infatti presidente e ad di Italia lavoro (ora l’Anpal di Domenico Parisi), consigliere economico e direttore generale dei ministeri del Lavoro e del Commercio internazionale.

Motivi e tempi Per quanto riguarda i motivi delle dimissioni, ufficialmente si parla di questioni familiari anche se più fonti raccontano di alcuni screzi capitati nel corso del tempo con la giunta e con parte della struttura. Quale che sia il motivo la certezza è una: Reboani lascia in una fase molto delicata dato che tra le competenze della Direzione c’è anche quella che riguarda tutta la partita dei Fondi UE, compresa quella relativa alla nuova fase di programmazione 2021-2027, da poco entrata nel vivo. La procedura per l’individuazione del successore richiederà del tempo e prevede la pubblicazione di un avviso e la valutazione dei curriculum; poi la parola spetterà alla presidente della giunta che, data la natura fiduciaria dell’incarico, lo conferirà con un decreto, senza valutazioni comparative.

Twitter @DanieleBovi

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