mercoledì 17 luglio - Aggiornato alle 03:33

Regionali, Psi pronto anche a lanciare Bacchetta. Dal listone alle alleanze, le ipotesi a sinistra

I vertici del partito: «Possiamo anche proporre una nostra candidatura credibile». Le liste che si sono ritrovate in assemblea a Foligno ragionano sul da farsi

Un seggio elettorale (foto ©Fabrizio Troccoli)

di Daniele Bovi

Se il centrosinistra non dovesse trovare una figura gradita al Psi, i socialisti umbri sono pronti a lanciare, nell’agone delle prossime regionali, la candidatura del sindaco di Città di Castello Luciano Bacchetta. Nelle scorse ore il direttivo regionale e quelli provinciali del partito si sono riuniti per discutere dell’appuntamento di fine novembre ribadendo in primis, come fatto alcuni giorni fa, che il classico schema di centrosinistra è ormai da consegnare ai libri di storia. In un orizzonte che potrebbe comprendere, come accaduto alle ultime europee, anche +Europa, l’obiettivo del partito è quello di «costruire, da subito, un’ampia area riformista, aperta alle esperienze civiche e territoriali, che sappia superare il perimetro dell’attuale centrosinistra, proponendo ai cittadini umbri un’alternativa seria e credibile, in grado di contrastare la progressiva avanzata della destra populista e sovranista nella nostra regione».

Un nostro candidato Un quadro in cui «i socialisti umbri sono pronti – sin d’ora – a presentare le loro proposte per il progresso e lo sviluppo della nostra comunità regionale, potendo proporre anche una propria candidatura alla guida della Regione, in grado di coniugare comprovata capacità amministrativa e rappresentatività politica». L’identikit, ovviamente, è quello del sindaco di Città di Castello e presidente della Provincia di Perugia che subito dopo i ballottaggi, indicò la necessità per l’area di centrosinistra di imboccare strade nuove e diverse: «Bisogna riuscire a combinare – disse – il sogno di una società migliore con la praticità delle risposte concrete per cui è necessaria davvero una svolta epocale che andrà affrontata da tutti con serietà e soprattutto grande umiltà che spesso è mancata».

Lo scenario L’opzione Bacchetta però non è la prima sul tavolo. In primis c’è quella di dare vita a una coalizione che comprenda anche il Pd, purché il candidato presidente non sia un dem, opzione che viene giudicata (specialmente se in campo ci fosse un nome non esattamente di primo pelo) non adatta al clima che si respira nella regione. In una situazione fluida come quella attuale molto dipenderà anche da quale piega prenderanno le cose all’interno del Partito democratico: se si dovesse arrivare a una rottura anche sul tema della lista tra l’area marinian-bocciana e quella che sostiene il commissario Walter Verini, nella prima più d’uno potrebbe decidere di sposare un’eventuale candidatura di Bacchetta; scenari di cui nei palazzi della Regione e non solo si discute ampiamente.

«Che fare?» Le cose intanto si muovono anche alla sinistra del Pd, che ragiona intorno al classico «che fare?». Mercoledì si riunirà Rifondazione comunista mentre a Foligno, nei giorni scorsi, è andata in scena l’assemblea delle liste civiche e di sinistra alla quale è stato dato un titolo ambizioso: «Cambiamo l’Umbria». Un appuntamento ovviamente interlocutorio in cui però sono emerse delle proposte, che vanno dal listone unico con tutte le forze di sinistra che vogliono schierare volti nuovi all’ipotesi di un documento, da mettere nero su bianco, in cui proporre un’alleanza al M5S che, come spiegato più volte da Di Maio (l’ultima delle quali pochi giorni fa a Terni) alle regionali aprirà le porte a forze civiche per uscire dalla tenaglia. Qualcosa in più se ne saprà nei prossimi giorni.

Vinti A intervenire nel dibattito è l’ex assessore Stefano Vinti che, a nome dell’associazione UmbriaLeft, spiega che «è ormai giunto il tempo che le diverse soggettività della Sinistra umbra avanzino una proposta programmatica unitaria e di svolta radicale per la nostra regione». Vinti dopo aver parlato dei tanti fronti sui quali la società umbra soffre sostiene che serve una proposta «incentrata sull’emergenza principale di oggi: la crisi economica, il lavoro che non c’è e la sua qualità. Servono idee forti, innovative, di rottura con un ciclo politico che si è chiuso, alternative a quelle delle destre e dei populisti, in grado di avanzare soluzioni credibili e praticabili per fermare il declino dell’Umbria». La soluzione secondo Vinti è quella di dare vita a un «percorso innovativo nel metodo, che veda protagonisti i territori e le città (comitati locali per la salvaguardia dell’ambiente, per i diritti civili, per i diritti degli utenti, per i beni comuni, le liste civiche comunali di sinistra, singole personalità), e nel merito, cioè che sia una chiara risposta da sinistra alla crisi dell’Umbria, che coniughi la civiltà della nostra terra – conclude – con l’avvio di un nuovo progetto politico, e che sia una risposta di svolta e di rottura alla barbarie liberista e neoautoritaria della Lega e dei suoi alleati».

Twitter @DanieleBovi

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