martedì 20 agosto - Aggiornato alle 09:26

Regionali, l’attivismo a 360 gradi di Fora. Il possibile schema a 5 punte e il nodo liste

Il numero uno di Confcooperative tesse reti e relazioni in vista del voto. I ragionamenti sulla coalizione. Mercoledì torna a riunirsi il Pd

Andrea Fora

di Daniele Bovi

Pazientemente e lontano dai riflettori, Andrea Fora tesse la sua tela in vista del voto d’autunno. Da settimane ormai il presidente di Confcooperative è impegnato in un continuo lavoro di tessitura di relazioni e rapporti, con al centro il progetto di una sua candidatura a presidente della Regione supportata da una coalizione con dentro anche il Pd. Il lavoro del numero uno delle coop bianche è a 360 gradi, dalla sinistra-sinistra fino alle associazioni di categoria, a quelle delle professioni e via così. La tessitura, fatta ventre a terra, serve per capire la risposta di pezzi importanti della società e della politica regionale; l’abc della politica e di chiunque si imbarca nella costruzione di un progetto dal respiro necessariamente ampio.

IL PC CANDIDA RUBICONDI

La tela Uno scenario che porta con sé un paradosso: il centrosinistra dato per spacciato sta in silenzio e lontano dai giornali provando a costruire un’ipotesi con l’obbiettivo almeno di provare a giocarsi la partita, mentre il centrodestra occupa le pagine dei quotidiani dibattendo su chi deve fare il presidente, chi il vice e via così. In più ci sono i tentennamenti della candidata in pectore, la senatrice leghista Donatella Tesei, e i rumors su possibili nomi alternativi. Insomma, mentre Fora tesse la tela e cerca consensi Lega e soci in questa fase sembrano impantanati nella discussione sugli assetti; e il consenso, in quelle regionali un po’ a metà strada fra politiche e amministrative, non cadrà dall’alto. Il voto d’opinione e la forza della Lega, che guiderà la coalizione nettamente favorita, non bastano.

Lo schema Il segno, chiarissimo, che dal palazzo del centrosinistra stia per spuntare la fumata bianca è l’accelerazione sulla data del voto: la scelta del 20 ottobre, se confermata, permetterebbe di non fare campagna elettorale mentre in tribunale ci saranno le udienze del processo scaturito dall’inchiesta su Concorsopoli, metterebbe pressione sul centrodestra (vedi il dossier liste) e toglierebbe spazio e tempo al Pd per litigare sulle candidature e ai ‘ribelli’ per pensare ad eventuali percorsi alternativi. Intorno a Fora potrebbe essere costruito uno schema a cinque punte: una lista del presidente, il Pd, i socialisti insieme a +Europa, una lista di sinistra e, chissà, Progetto Umbria dei fratelli Calabrese. I contatti con la sinistra e le civiche del gruppo di «Cambiamo Umbria» sono già in corso, anche se nulla per il momento è deciso, mentre Progetto Perugia ha in calendario un’assemblea nei primi giorni di settembre in cui si discuterà, ovviamente, anche di cosa fare alle regionali.

Liste e organismo Una questione centrale sarà quella delle liste, in particolare quella del Partito democratico: si imboccherà la via del rinnovamento totale o solo parziale? Quanto peserà la segreteria nazionale sulla formazione della quadra? Quel che è certo è che la scelta dei nomi sarà un elemento che i possibili membri della coalizione valuteranno con attenzione, e non è sicuramente difficile immaginare che l’opzione preferita sia quella del rinnovamento completo. Restando in casa dem, mercoledì alle 18 è in programma al Park Hotel di Ponte San Giovanni un’altra riunione del nuovo organismo dirigente voluto dal commissario Walter Verini: all’ordine del giorno la necessità di fare il punto, prima della pausa ferragostana, «sulle iniziative del partito anche in vista dell’appuntamento con le elezioni regionali». A Ponte San Giovanni ci sarà anche Marina Sereni, scelta da Zingaretti come responsabile Enti locali della sua nuova segreteria.

Twitter @DanieleBovi

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