mercoledì 18 settembre - Aggiornato alle 23:32

Regionali, Fora: «Partita è aperta». Verini: «Riunisca un tavolo con tutti i soggetti»

Il candidato di centrosinistra va al Trasimeno. Intanto si registrano movimenti tra Psi e civici. Il segretario Pd: «Dialogare col M5s»

Andrea Fora

di Ivano Porfiri

«Ora la partita è aperta, sta a noi raccoglierla ed essere degni di questa sfida, sapendo correggere gli errori di chi ci ha preceduto, ma con la consapevolezza che il nuovo libro per l’Umbria va scritto con i valori positivi e fondanti della nostra terra». Nonostante i confini della coalizione che lo sosterrà non sono ancora ben delineati, Andrea Fora continua la sua pre-campagna elettorale girando l’Umbria, incontrando persone e associazioni, allargando come tanti gli chiedono. Come ha fatto sabato mattina con lo Spi Cgil del Trasimeno. «Mi sono impegnato a far mie e della coalizione le proposte avanzate dagli amministratori, dai Sindaci presenti frutto di un lavoro locale di concertazione – ha detto -. La valorizzazione del Trasimeno quale straordinaria opportunità per l’Umbria sarà uno degli elementi centrali del nostro progetto di governo per l’Umbria».

Movimenti in corso Intorno a lui, però, le acque sono ben più agitate di quelle del lago. Il giorno dopo la presentazione della coalizione ‘Civica, verde e sociale’ che riunisce alcune aggregazioni di liste civiche con Partito socialista ed Europa verde, tanti sono pronti a scommettere che siamo ben lontani da configurazioni che arriveranno così al 27 settembre, giorno di consegna delle liste elettorali. Tra i socialisti, ad esempio, c’è chi spinge al dialogo con Fora e anche nel mondo civico, anziché le voci di chi parla, spiccano di più i silenzi di Stefania Proietti, Floriano Pizzichini, di quel Luca Ferrucci che su Facebook posta di giri in bici dalle parti di Colfiorito che «ti riconnettono con la bellezza dell’Umbria». Loro, come Luciano Bacchetta, alla discesa in campo della nuova coalizione non c’erano. Ma presto faranno sapere la loro posizione.

Verini: «Subito un tavolo» Intanto un segnale, forse quello atteso da tanti che ancora si muovono nell’ombra, arriva dal commissario Pd Walter Verini. «Noi – dice in un video messaggio – chiediamo ora a Fora di riunire attorno a un tavolo tutte le forze possibili, quelle che già sono con lui e quelle che non hanno ancora deciso di aderire al progetto perché noi abbiamo bisogno di tutte le idee e le storie. Abbiamo bisogno della sinistra, del Partito socialista, di tante forze civiche che per il momento hanno detto di voler stare da un’altra parte. Chiediamo a Fora di stilare con tutte queste forze un programma di cambiamento». Forse non a caso Verini parla di un «grande fermento» citando anche Ulderico Sbarra della Cisl e Luca Ferrucci. Carezze, come quella al Psi che sanno di inviti al dialogo.

Dialogo anche col M5s Ai riottosi, Verini fa l’esempio di Conte, accettato dal Pd «in nome del Paese e dei contenuti». Quindi a «coloro che hanno avuto dubbi e perplessità su metodo e merito – spiega – dico che siamo in emergenza, le elezioni sono domattina. Li invito a guardare la sostanza, i programmi perché si può davvero vincere per impedire alla Lega, che ha distrutto il bilancio a Montefalco e sta dando uno spettacolo pietoso a Terni, di prendere l’Umbria». Verini rimarca anche il «canale di dialogo che si è aperto col Movimento 5 stelle. Non vogliamo tirare per la giacca nessuno, ma chiediamo anche qui a Fora di dialogare con loro». Sulla lista Pd, infine, Verini la definisce «di esperienza, di innovazione e fortemente rappresentativa dei territori»

Sinistra Umbria a M5s: «Lavoriamo insieme» Il Coordinamento regionale di “Da Sinistra per l’Umbria” scrive una lettera aperta al M5s: «Occorre superare vecchi schemi, il recinto di vecchie coalizioni, riconoscere spazio alle generosità e alle competenze civiche, dialogare con disponibilità e apertura vera con il Movimento 5 stelle perché è questo che rappresenterebbe una reale novità e reali prospettive di governo. Al Movimento 5 stelle chiediamo di non relegare all’opposizione le loro idee ma di scendere in pista perché può forse rimuovere una situazione oggi pericolosamente ingessata. Anche l’Umbria ha bisogno di un governo e di una coalizione di svolta che eviti alla regione la deriva verso una destra arrogante e contraria a valori di solidarietà e inclusività sanciti dalla nostra storia. “Da Sinistra per l’Umbria del futuro” ha, ancora prima degli sviluppi nazionali, sottolineato l’esigenza di una coalizione ampia per evitare di adagiarsi sulla sconfitta, ma per vincere evitando trasformismi e chiusure per inerzia o peggio burocratiche nella partita del centrosinistra. E allora serve una iniziativa decisa, chiara che riapra i termini del confronto». A Terni è convocata per lunedì 9 settembre alle ore 17.30 presso l’associazione culturale ‘la Pagina’ in via De Filis 7 l’assemblea ‘Da Sinistra per l’Umbria del futuro’ in vista delle prossime elezioni regionali. L’obiettivo – si legge nella convocazione – è quello di creare un vero luogo di discussione tra tutte le diverse forze politiche, civiche e sociali di sinistra del nostro territorio in vista delle imminenti elezioni regionali. Per quanto ci riguarda pensiamo occorre dare vita a una coalizione ampia progressista e plurale che coinvolga forze politiche e civiche nel segno della totale discontinuità.

Vinti: «Nuova coalizione» A sinistra si fa sentire anche l’ex assessore regionale Stefano Vinti. «Avverto, con preoccupazione – scrive – che in diversi ritengono scontato il risultato delle elezioni regionali del 27 ottobre, una vittoria dell’ultra destra e dei neo-fascisti, Lega, Fratelli d’Italia. Chi sono? In primis il Pd, nonché il movimento dei civici con i socialisti e i Verdi, passando per il M5s. Questo è il tempo dell’innovazione, di utilizzare pienamente e rapidamente la possibilità politica che si è aperta difronte a noi in Umbria. Ci vuole fantasia, immaginazione, un po’ di spregiudicatezza e coraggio politico. La soluzione è una nuova coalizione, una coalizione di nuovo conio, che superi l’idea del centrosinistra; che definisca un programma per una ‘nuova Umbria’; che trovi la/il candidato unitario che rappresenti tutti, una coalizione composta da: M5s, forze politiche del centrosinistra e della sinistra, i civici di ogni rito, un Pd rinnovato. Un programma per una ‘nuova Umbria’; candidato presidente condiviso, impedire che l’ultra destra razzista, xenofoba, sessista, fascistoide, incapace amministrativamente, liberista autoritaria, avversa a tutti i valori di civiltà che hanno contraddistinto la nostra terra, governi la Regione dell’Umbria.Sono questi gli obiettivi realistici e concreti che è possibile raggiungere».

De Rebotti: «Insieme a Cinque stelle e civici» Nel dibattito entra anche il sindaco di Narni Francesco De Rebotti. L’esponente dem dice: «Il governo Conte è transitorio, occasionale o porta con sé un progetto politico originale e la nascita di un nuovo ed inedito bipolarismo. Se è quest’ultimo, come ho sempre sperato, si parta dall’Umbria subito e con coraggio, sostenendo, PD e M5S insieme, ma ognuno cedendo una parte di sovranità, una proposta civica che sappia includere ed allargare al massimo il campo civico e politico. Non ci sono, da ieri e a maggior ragione da oggi, alternative comprensibili e coerenti. Ci sono le condizioni per farlo da subito. Non provarci o peggio lasciare il tema consumarsi nei vecchi riti della politica sarebbe incomprensibile e castrante. Anche agli occhi di cittadini ed elettori che ci chiedono questo passo, mostrando con evidenza quello che pretendono dalla politica: coraggio, dialogo, scelte ed unità. Non sfugge a nessuno che le elezioni regionali in Umbria si caricano di un valore politico abnorme. Sarà il momento in cui si misurerà comunque la solidità della proposta politica uscita dal nuovo governo». L’appello: «Cari decisori, cari autorevoli dirigenti del PD, del M5S, delle forze politiche del centrosinistra, del composito mondo del civismo umbro, non si può, non si deve fallire quest’appuntamento, non ci si può e deve rassegnare alla divisione, non si può non rappresentare la speranza. Sarete e saremo apprezzati per quanto saremo in grado di costruire ed unire e non per quanto riusciamo a dividerci, prima e dopo il 27 ottobre».

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