giovedì 24 ottobre - Aggiornato alle 00:01

Regionali, Di Maio: «Sì candidato civico in Umbria, ma partiti fuori dalla giunta». Pd: «Intesa possibile»

Le condizioni. Verini e Zingaretti: «Via a confronto». Fora: «Aprire le porte». Ok di Leu e Prc. Salvini e il centrodestra: «Niente ci fermerà»

Luigi Di Maio (foto ©Fabrizio Troccoli)

Tutti aspettavano un segnale dal Movimento 5 stelle e il segnale è arrivato. Direttamente dal capo politico, Luigi Di Maio, l’unico deputato a disinnescare le Regionarie dalla scelta del candidato presidente (avrebbe significato automaticamente andare da soli) e a poter aprire a un’alleanza. Ci sperava la coalizione che si è coagulata intorno ad Andrea Fora, di cui fa parte il Pd, ma ci speravano anche i civici che hanno detto no a quel patto. Ebbene, l’apertura c’è, ma a determinate condizioni. E il Pd apre al confronto.

Basta scandali Nella lettera indirizzata alla direttrice, Agnese Pini, Di Maio parte dallo scandalo Concorspoli. «Non sembra sia ben chiara – scrive – la gravità del momento che sta attraversando questa regione. Lo scandalo che ha colpito la sanità non è un tema da usare in campagna elettorale, bensì un momento da tenere ben presente per capire che cosa vogliamo non accada più. Perché non è più accettabile che un cittadino onesto si presenti legittimamente a un concorso pubblico in un settore cruciale come la sanità e si veda tagliato fuori da giochi di potere».

Giunta civica e passo indietro «Per noi – aggiunge – sarebbe facile accusare qualcuno, ma vedere l’Umbria colpita da un male endemico come la corruzione, deve portarci a un ragionamento molto più alto». Sottolinea poi che «questa terra in passato abbia sempre dimostrato di avere gli anticorpi», ma «per rigenerare il patto di fiducia cittadini-istituzioni, secondo me c’è bisogno che tutte le forze politiche di buon senso facciano un passo indietro e lascino spazio a una giunta civica, che noi saremmo disposti a sostenere esclusivamente con la nostra presenza in consiglio regionale, senza pretese di assessorati o altri incarichi. Ovviamente ci aspettiamo che tutti gli altri facciano lo stesso». Di Maio nega si tratti di «alleanze o coalizioni», ed esplicita: «ognuno correrà con il proprio simbolo in sostegno di un presidente civico e con un programma comune. Ma senza pretendere nulla sulla composizione della giunta e sulle dinamiche del governo regionale. Le forze politiche saranno solo in consiglio regionale con i propri gruppi».

No pezzi di passato e impresentabili Dopo gli elogi a Laura Agea e Andrea Liberati (non sarà ricandidato perché già al secondo mandato), Di Maio fa l’identikit del candidato presidente: «fuori dalle appartenenze partitiche e che possa mettere al centro un programma innovativo, di punti veri e realizzabili». Ma anche per i candidati consiglieri: «tutte le forze che credono nel bene comune di questa regione facciano un passo indietro, rinunciando ai propri candidati presidente, e mettano fuori dalle liste quei candidati che hanno avuto a che fare con il passato di questa regione e gli impresentabili. Chiediamo che sottoscrivano insieme a noi un appello ai cittadini, proponendo alle migliori risorse di questa regione di farsi avanti».

Personalità all’altezza Dunque è un sì o un no, ad esempio, ad Andrea Fora? Di Maio non lo cita. Dice però di chiedere «a una personalità all’altezza di proporsi come candidato presidente» per poi sostenerlo in autonomia piena «per formare una squadra di super-competenti, senza interferenze della vecchia politica». In questi giorni si è parlato di Brunello Cucinelli, ma l’imprenditore ha già detto di no. «All’Umbria – afferma –  serve un progetto che contenga concretezza e visione e che s’ispiri al bello, alla bellezza di cui è piena questa splendida terra. Ho lanciato un appello chiaro a tutte le forze politiche che hanno a cuore il bene comune: facciamo tutti un passo indietro. E ne ho lanciato un altro a tutti gli umbri di buona volontà che vogliono mettersi in gioco: fate un passo avanti. C’è bisogno di voi».

Fora: «Capacità e rinnovamento» Il candidato civico, sostenuto dal Pd, Andrea Fora commenta sottolineando come condivide, «sin dal primo giorno di campagna elettorale, che sia necessario offrire ai cittadini umbri una squadra di governo che sia allo stesso tempo espressione di capacità e rinnovamento. È oramai evidente a tutti che siamo davanti a uno snodo fondamentale per il futuro della nostra Regione e che tutta Italia guarderà ciò che saremo in grado di offrire alla nostra gente. Dobbiamo riportare – aggiunge – la partecipazione al centro della proposta di governo e dobbiamo aprire le porte alle energie pulite del civismo. Dobbiamo lottare per un’Umbria in cui le persone non si sentano più destinatarie di scelte decise dall’alto, ma protagoniste attive del cambiamento. Un cambiamento che deve coinvolgere tutti, partiti, istituzioni, movimenti, senza distinzioni, senza che nessuno si senta escluso. Il fiorire dei tanti movimenti civici e dell’impegno personale di tanti di noi che ci hanno messo la faccia testimonia che la piccola Umbria può essere, come nel passato, esempio per il mondo. Il futuro lo costruiamo qua, ogni giorno: da parte nostra continuiamo a camminare e a lavorare in Umbria e per gli umbri, e non abbiamo bisogno di pellegrinaggi a Pontida».

Il Pd apre: «Via a confronto» Dal Partito democratico quella di Di Maio viene letta come una apertura e arrivano segnali positivi sia dai vertici regionali che nazionali. «Mi pare che le parole di Luigi Di Maio rappresentino un fatto nuovo e significativo: un’intesa a livello regionale può essere praticata – dice il commissario Walter Verini all’Ansa -. Di Maio offre un terreno di confronto con alcuni punti certamente condivisibili e da noi già da tempo acquisiti e altri sui quali confrontarci». Verini parla poi di «confronti ravvicinati sui programmi nell’interesse e per il futuro dell’Umbria» che «non non può e non vuole essere ‘presa’ dai sentimenti di odio e intolleranza che Matteo Salvini diffonde a piene mani». Anche per Zingaretti «in Umbria il confronto può andare avanti. Ci sono tutte le condizioni per un processo nuovo che valorizzi la qualità e metta al centro il lavoro, la sostenibilità e il bene dei cittadini umbri». Da Cortona arrivano le parole di Dario Franceschini: «L’Umbria è molto vicina e io interpreto le parole importanti di Di Maio oggi come un percorso che possiamo intraprendere. Per le altre regioni vediamo… un passo alla volta».

Leu dice sì Ok da Leu al patto civico proposto da Di Maio. «Una nuova stagione di civismo – afferma Roberto Speranza – è la strada giusta per l’Umbria. Da Di Maio arrivano oggi parole di buon senso, che non devono essere lasciate cadere. Per me il punto essenziale è la difesa dei valori portanti della Costituzione, a partire dalla dignità del lavoro e dalla lotta contro le diseguaglianze». E Vasco Errani: «La proposta di Di Maio per le elezioni dell’Umbria va presa in seria considerazione. Può essere la via giusta, che deve essere interpretata in modo serio e coerente, per aprire una nuova fase». Per il coordinatore provinciale di di Articolo uno, Valerio Marinelli «bisogna cogliere subito le aperture dei 5S. Articolo uno c è. Convinto che anche in Umbria occorra percorrere strade nuove. La nostra formazione ha sempre lavorato per costruire l alleanza più larga possibile. Ora spetta al Pd e alle altre forze politiche battere un colpo e indicare con chiarezza le loro intenzioni».

Sinistra per Umbria “Da Sinistra per l’Umbria del futuro” dice «sì a una coalizione di nuovo conio». «Il tempo è ormai limitato – si legge in una nota -, ma è ancora possibile una sintesi inclusiva, competitiva e vincente. È evidente che siamo ad una svolta per la nostra regione. Pertanto, chiediamo a tutti i soggetti politici e civici che non si sono rassegnati alla vittoria della Lega di contribuire – sulla base del modello di coalizione dell’attuale governo nazionale – positivamente a invertire le previsioni elettorali e a contribuire a una nuova fase per l’Umbria, che vuole lasciarsi alle spalle anni di declino economico e sociale». “Da Sinistra per l’Umbria del futuro” alla luce dei nuovi sviluppi, riunirà l’assemblea regionale, martedì 17 settembre, per definire il quadro generale e particolare.

Terzo polo apre Anche la coalizione ‘Civica, verde e sociale’ apre al confronto e chiede «l’apertura immediata di un tavolo aperto comune con le altre forze politiche» incaricando Floriano Pizzichini. «Seguendo il nostro percorso abbiamo definito un metodo, anteponendo progetto e programma alla candidatura a presidente della Giunta regionale. Il senso di responsabilità e la coerenza del nostro percorso politico intrapreso non può che prendere favorevolmente atto delle dichiarazioni del M5s».

Parla Salvini «Di Maio è evidentemente disperato e supplica il Pd per evitare che M5S possa sparire anche in quella regione – ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini -. Fortunatamente i cittadini umbri potranno votare, a differenza degli altri italiani, e quindi chi ha preferito la poltrona alla dignità ha le ore contate. Pd e M5S non possono scappare dai cittadini per sempre. Dopo 50 anni di sinistra, in Umbria c’è voglia di cambiare: non c’è trucco di palazzo che possa evitarlo». Anche il segretario regionale della Lega Virginio Caparvi bolla come «civismo da ultima spiaggia solo per nascondere simboli impresentabili» l’offerta di Di Maio al Pd. «Di Maio come un serpente in muta propone l’accordo con Pd e Leu per la Regione Umbria. Che schifo»: dice Barbara Saltamartini, commissario della Lega Terni.

FdI «Il 27 ottobre una valanga di voti per il centro destra boccerà l’alleanza tra Partito democratico e Movimento 5 stelle», secondo il portavoce di centrodestra al Consiglio regionale, Marco Squarta. «Il 27 ottobre – prosegue – gli umbri potranno scegliere se continuare con il Pd, anche se mascherato da civici, o realizzare un vero cambiamento. Questa alleanza è così innaturale che sono convinto che gli umbri la bocceranno». «Ben venga anche in Umbria l’alleanza tra il Movimento 5 Stelle e il Partito democratico» – afferma in una nota il senatore Franco Zaffini -. Di Maio prova a imporre le regole confessando allo stesso tempo di non essere pronto a governare l’Umbria ma Verini, rispondendo che l’intesa si può praticare, sottostando alle condizioni dettate dal M5s, fa quasi tenerezza. Entrambi dovranno fare i conti dentro i rispettivi partiti dove non tutti staranno facendo i salti di gioia. L’accordo, se vogliamo trovare qualcosa di buono, produrrà una semplificazione del quadro politico ripristinando finalmente il bipolarismo e non ci sarebbe più quel terzo partito, i grillini, a barcamenarsi tra chi governa e chi ha perso, a seconda della convenienza». il deputato Emanuele Prisco: «In Umbria si vota anticipatamente a causa del fallimento del PD che ha tradito non solo le aspettative, ma anche storia ed ideali della sinistra. Il vento del cambiamento non lo fermeranno ne’ i responsabili del PD,ne’ gli eventuali complici del movimento 5 stelle, che si dovessero prestare a replicare “alchimie” che funzionano forse per i giochi di palazzo romani, ma che sono inspiegabili ai cittadini».

Forza Italia Da Forza Italia parole simili. Per la capogruppo alla Camera Mariastella Gelmini la lettera di Di Maio «è un patetico espediente, per avviare il confronto spartitorio con il Pd per le altre tornate elettorali regionali». «Con l’ennesima giravolta – le fa eco la presidente dei senatori Fi Annamaria Berrnini – Di Maio ha già sdoganato l’accordo col Pd alle regionali, cercando di nasconderlo dietro il paravento di un non meglio precisato “patto civico”. Un escamotage per dar vita in realtà a una nuova spartizione di posti di potere nel tentativo impossibile di rispolverare la verginità politica ormai irrimediabilmente perduta dei Cinque Stelle». Secondo la senatrice Fiammetta Modena «siamo di fronte ad una riedizione della stessa maggioranza che ha sempre governato questa regione. La sinistra, la sinistra post ideologica e la sinistra ultra ideologica. Le liste civiche, quelle vere, non abbocchino all’amo. Potrebbero fare la fine della foglia di fico, per poi venire masticate e digerite senza troppi complimenti. L’Umbria è chiamata al voto per risorgere, per ritrovare se stessa, per coltivare e realizzare i propri sogni. Non facciamoci ingannare».

Ricci: «Non si parla di Umbria» Il candidato presidente Claudio Ricci interviene nel dibattito: «Osservo, dopo annunci di possibili accordi e conseguenti repliche, molta agitazione, nazionale, per le sorti dell’Umbria. Non entro nelle “dicotomie” difficili anche da sintetizzare. Vedo, sentendo i commenti delle persone “in piazza” anche sui Social Network, che molti sono “disorientati” perché si parla poco dei problemi dell’Umbria e sembra, ormai, una elezione nazionale mentre, invece, si elegge il Presidente della Giunta e il Consiglio Regionale dell’Umbria. Soprattutto ora siamo convinti che aver puntato su chiarezza (una reale coalizione solo di tre liste civiche: Ricci Presidente, Italia Civica e Proposta Umbria), competenza (per aver già fatto, in passato, e promosso 30 incontri di formazione tematica per candidati) e contenuti (500 proposte per l’Umbria in 5 linee guida: amministrare bene, sviluppare lavoro, muoversi veloce, innovare ambiente e curare umanizzando) orienterà il voto degli umbri soltanto per l’Umbria. La sensazione (anche dai sondaggi) è che si voterà molto, per il candidato presidente e i candidati consiglieri, ben oltre le strategie nazionali».

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