mercoledì 23 ottobre - Aggiornato alle 10:46

Regionali, crescono i no contro il 20 ottobre. Dal «cantiere civico» appello all’unità

Il Psi: «Niente accelerazioni, e non abbiamo dato l’ok a nessun candidato». I civici: «Tutte le energie vanno aggregate fin da subito»

Un elettore in un seggio di Perugia (©Fabrizio Troccoli)

di D.B.

Mentre è partito il conto alla rovescia in vista della pubblicazione del decreto con cui, tra pochi giorni, il presidente della Regione Fabio Paparelli indirà il voto anticipato, nel mondo politico umbro cresce il fronte di chi dice no all’ipotesi di portare l’Umbria al voto il 20 ottobre, data che si è fatta largo negli ultimi giorni. Contro l’accelerazione si schiera il segretario regionale del Psi Carlo Carini: «I socialisti umbri – dice – si dichiarano totalmente contrari a questa ipotesi. La costruzione del percorso per un centrosinistra rinnovato ha bisogno del coinvolgimento di tutti i rappresentanti il campo democratico e riformista. Abbiamo assistito in queste settimane a una serie impressionante di forzature che dividono invece che unire. Invitiamo a una riflessione seria coloro i quali dirigono oggi il Pd umbro».

L’ATTIVISMO DI FORA E IL POSSIBILE SCHEMA A 5 PUNTE

I no E di fronte alle indiscrezioni sul candidato presidente circolate negli ultimi giorni, i socialisti mettono una serie di paletti e spiegano di «non essere mai stati contattati per dare un parere favorevole alle varie candidature che circolano negli ambienti del commissario del Pd umbro. Quindi da parte nostra, ovviamente, non c’è nessun assenso a nessun candidato». Un no secco arriva anche da parte dell’ex assessore Stefano Vinti, secondo il quale «questa data sarebbe esclusivamente funzionale alla guerra tra le correnti interne del Pd. Una data che impedisce, con tempi così ristretti, l’organizzazione di progetti alternativi credibili (almeno sperano) al di fuori degli interessi dei soliti, immarcescibili, 4-5 candidate/i democratici. Una provocazione all’intelligenza degli umbri, un insulto alla democrazia e un bel regalo alla destra e alla Lega».

NUOVO CONSIGLIO REGIONALE, LE SIMULAZIONI

La data Chiarezza sulla data in tempi brevi è quanto chiede poi il consigliere regionale Claudio Ricci, che da tempo sta lavorando alla sua candidatura, sostenuta da tre liste: «Siamo pronti – scrive – anche se si votasse a ottobre, ma credo che sia arrivato il momento di conoscere la data, che non può essere una scelta di parte. Se si vuole anticipare a ottobre noi siamo pronti, ma non si può decidere questo nelle segreterie di un partito in relazione alle proprie strategie (seppur legittime); bisogna almeno sentire la conferenza dei gruppi in Consiglio regionale». A parlare sono anche alcuni amministratori pd dell’Alto Tevere come Michele Bettarelli (vice sindaco di Città di Castello), Paolo Fratini (sindaco di San Giustino), Letizia Michelini (primo cittadino di Monte Santa Maria Tiberina), Gianluca Moscioni (sindaco di Lisciano Niccone) e Mirco Rinaldi (sindaco di Montone).

Gli amministratori In una nota i dem chiedono di «favorire l’allargamento della coalizione di centrosinistra» in vista di quel voto che sarà un vero e proprio «passaggio epocale». Gli amministratori spiegano che ora bisogna ascoltare le comunità e costruire una «piattaforma quanto più possibile inclusiva e larga», lasciando alla fase successiva l’individuazione del candidato anche attraverso le primarie; gazebo proposti anche dal sindaco di Gualdo Tadino Massimiliano Presciutti, contrario all’ipotesi 20 ottobre.

I civici Intanto è in grande movimento anche il fronte civico o presunto tale. Mentre «Umbria dei territori» (cioè il fronte guidato dal duo Floriano Pizzichini-Stefania Proietti), spiega che entro agosto ci saranno programma e candidato, il cantiere civico uscito allo scoperto nei giorni scorsi con un documento sottoscritto da oltre 200 persone, sposa l’appello all’unità fatto dal sindaco di Gubbio Stirati: «Siamo convinti – scrivono – che sia necessario e possibile che tutte le energie civiche che si stanno aggregando nella nostra regione si incontrino, già a partire dai prossimi giorni».

LA LETTERA-MANIFESTO DEL CANTIERE CIVICO

Unità In un comunicato si parla delle «risorse positive» che ci sono nelle città, da «Umbria dei territori» a quel pezzo di sinistra radunatosi sotto le insegne di «Cambiamo l’Umbria» fino a Demos, e che dovrebbero unirsi «in una coalizione capace di mettere al centro le persone, la tutela dell’ambiente e dei diritti, la dignità del lavoro, una richiesta di forte e netta discontinuità alla politica unendo il meglio delle forze laiche, cattoliche, ambientaliste e riformiste di questa regione. Tutto ciò – conclude la nota – deve spingerci a verificare quanto prima le possibili e necessarie convergenze per un progetto vincente».

Twitter @DanieleBovi

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