mercoledì 23 ottobre - Aggiornato alle 23:13

Regionali, Cna: «Chi vince sostenga le piccole imprese coi fondi Ue e meno burocrazia»

Intervista al direttore regionale Giannangeli: «A breve le nostre proposte. In questi anni fatto poco sul credito. Infrastrutture, migliorare le strade»

Parla Roberto Giannangeli della Cna

Prosegue con il direttore della Cna Umbria, Roberto Giannangeli, la serie di interviste che Umbria24 sta dedicando, da qui alle regionali del 27 ottobre, ai protagonisti della vita economica, sociale e culturale della regione. Un’occasione per discutere dei temi e dei problemi che riguardano la vita degli umbri.

di Ivano Porfiri

In Umbria secondo Unioncamere le micro imprese ammontano al 78,5% del totale e sono la spina dorsale dell’economia ma creano solo il 12,7% del valore della produzione. Può reggere e creare lavoro questo sistema?

«In realtà ci risultano dati sensibilmente diversi. Una ricerca da noi commissionata lo scorso anno al centro studi Sintesi ci ha restituito un quadro in cui le microimprese da zero a nove addetti rappresentano il 95% del tessuto imprenditoriale, occupano circa 119 mila persone, corrispondenti al 50% degli occupati del settore privato, e realizzano il 37,7% del valore aggiunto. L’Umbria è questa. E partendo da questa premessa dobbiamo riuscire a immaginare un nuovo percorso di crescita in cui le imprese possano interpretare al meglio il loro ruolo di attrici principali dello sviluppo».

INTERVISTA A ANTONIO ALUNNI

Cosa ha funzionato in questi anni e cosa no nel rapporto tra imprese e Regione?

«Il confronto con la Regione è stato costante. In alcuni casi siamo stati ascoltati, in altri no. Uno dei temi principali di confronto è stato quello della programmazione dei fondi comunitari 2014/2020, sulla quale abbiamo avuto risposte solo parzialmente positive. Molta attenzione ci è stata riservata per quanto riguarda gli strumenti a sostegno dei processi di internazionalizzazione delle imprese, dove pensiamo sia stato fatto un ottimo lavoro. Siamo stati ascoltati molto meno, e tardivamente, sul tema del credito, dove non abbiamo fatto in tempo ad adottare i correttivi necessari per contrastare la restrizione del credito verso le micro e piccole imprese, ancora lungi dall’essersi risolto. A questo proposito non ha certamente aiutato l’abolizione della cosiddetta “lettera R” del decreto Bassanini da parte del governo gialloverde. Siamo stati ascoltati anche rispetto alla necessità di sostenere in modo trasversale gli investimenti in tecnologia, ma troppe risorse sono state impiegate nel supportare la ricerca attraverso strumenti dedicati a un esiguo numero di imprese. Non abbiamo ricevuto alcun ascolto, infine, sulla necessità di semplificare le procedure per la ricostruzione post sisma, come chiediamo da oltre due anni. Ma qui le responsabilità sono dei vari governi nazionali».

INTERVISTA A SGALLA (CGIL)

Concorsopoli ha tagliato la legislatura di un anno. Che impegni chiedete ai candidati? Quali sono i più importanti nodi da affrontare?

«Tra qualche giorno saremo in grado di presentare ufficialmente una proposta articolata a tutti i candidati alla guida della Regione dell’Umbria. Alcuni degli assi portanti saranno la spending review e la riorganizzazione degli enti e delle società pubbliche; la riorganizzazione dei servizi pubblici, a cominciare dal trasporto pubblico locale e dallo smaltimento dei rifiuti solidi urbani; un’adeguata programmazione dei fondi comunitari calibrata sulle reali esigenze del sistema produttivo umbro; una forte semplificazione burocratico amministrativa e nuovi investimenti pubblici; le infrastrutture».

Uno dei problemi di lungo corso è quello delle infrastrutture. Strade, aeroporto, ferrovie. Quale priorità per chi governerà?

«La priorità va alla manutenzione stradale, in parte già iniziata con i lavori sulla E45 ma che va estesa a tutta la rete. Vanno completate le opere già avviate nel più breve tempo possibile, in primis la Perugia – Ancona e la E78. Inoltre dobbiamo cogliere l’occasione, all’interno della discussione nazionale sulle ipotesi di raddoppio della linea dell’alta velocità Firenze – Roma, per far sì che il percorso della nuova tratta passi per l’Alto Tevere, l’aeroporto di Perugia e Foligno. Servono, infine, nuove infrastrutture dedicate allo sviluppo del turismo».

Si è appena insediato un nuovo governo nazionale. Cosa servirebbe per far ripartire l’economia?

«Innanzitutto una forte riduzione delle tasse, coniugata alla lotta all’evasione e, soprattutto, all’abusivismo. Poi servirebbe la definizione di alcune traiettorie per lo sviluppo per i prossimi dieci anni, lungo le quali attivare il maggior numero di investimenti pubblici. A questo va aggiunta la necessità impellente di una drastica semplificazione amministrativa e di una giustizia che funzioni».

Gli anni della crisi hanno assestato colpi durissimi, specialmente in Umbria: non ritiene che anche le imprese abbiano la loro parte di responsabilità?

«Sicuramente anche alcune imprese portano una parte di responsabilità, ma la miopia è stata soprattutto quella di una classe dirigente, compreso il mondo delle associazioni di categoria, che negli ultimi venti anni non si è accorta dei cambiamenti strutturali in corso nel sistema economico: oggi, in un regime di mercato ormai globalizzato, oltre il 30% della manifattura mondiale si trova in Cina, dove non si rispetta la maggior parte delle norme ambientali e sociali cui si attengono invece i Paesi più avanzati. Alla lista dei responsabili dobbiamo aggiungere le banche, che quando è arrivata la crisi – partita da speculazioni finanziarie – tutto hanno fatto meno che sostenere adeguatamente le micro e piccole imprese che rappresentano il 95% del totale».

La ricostruzione post terremoto ancora è al palo. Avete una ricetta da suggerire a chi governerà la Regione?

«Pensiamo che la prima cosa da fare sia semplificare drasticamente le norme che regolano la ricostruzione e le procedure per l’affidamento dei lavori. Ma è necessario anche restituire agli enti locali, a partire dalla Regione e dai Comuni, un ruolo centrale nella gestione del processo ricostruttivo».

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