martedì 16 luglio - Aggiornato alle 10:14

Regionali, Calabrese lancia Romizi: «È la miglior scelta». Ma il sindaco chiude: «Non se ne parla»

In un lungo post su Facebook l’ex assessore propone il nome del sindaco, che però gentilmente declina: «Sono stato chiamato a fare altro»

Il logo della lista

di D.B.

Per il centrodestra «la migliore scelta» come candidato presidente alle prossime elezioni regionali anticipate «è il sindaco di Perugia, Andrea Romizi». A scriverlo, in un lungo post su Facebook, è Francesco Calabrese, ex assessore della giunta Romizi e tra le anime di Progetto Perugia, la lista che il 26 maggio ha conquistato quasi il 15 percento e che ora guarda al voto di ottobre, pronta a trasformarsi in «Progetto Umbria». L’opinione di Calabrese è personale, non riguarda la lista ma di sicuro spariglia il dibattito in un centrodestra dove, per ora, le ipotesi per la candidatura sono sostanzialmente due: la senatrice leghista Donatella Tesei o il consigliere regionale Marco Squarta, magari in ticket con il secondo come vice. Calabrese ha anche pubblicato il possibile logo della lista «Romizi presidente-Progetto Umbria», ma al di là di nomi e simboli dopo aver ricordato il lavoro fatto a Perugia spiega che il centrodestra deve presentarsi con un progetto politico-programmatico per l’Umbria, che non sia solo quello di «liberarla».

Il post Questo perché vincere le elezioni «senza porsi seriamente il tema dell’effettivo livello di governo regionale che avremo messo in campo una volta finito di stappare le bottiglie di spumante (l’Umbria liberata, evviva evviva), è lo scenario peggiore del quale saremmo, a questo punto, noi i responsabili». Secondo Calabrese Romizi sarebbe il miglior candidato perché «ha dimostrato, sul più difficile campo istituzionale possibile, di avere carisma e attributi che servono per comporre e guidare il riscatto umbro». L’ex assessore parla del lavoro fatto sui conti pubblici, del coinvolgimento delle «migliori energie che società e territori possono offrire», dello «spirito di servizio» e della capacità di motivare il personale: «Non voglio dipingere un santino – dice – i tanti che ormai conoscono Andrea Romizi sanno riconoscere queste descrizioni ed è con questa candidatura a presidente della Giunta regionale che si può comporre il vero e più alto progetto politico che serve all’Umbria».

Scenario atipico Di sicuro non è la prima volta che il nome del sindaco torna a far capolino tra quelli papabili per Palazzo Donini, e Romizi recentemente aveva gentilmente declinato le offerte in tal senso. È possibile interrompere un secondo mandato che, di fatto, inizierà ufficialmente il primo luglio mentre le regionali con tutta probabilità ci saranno il 24 novembre? Calabrese è conscio che si tratta di «scenario atipico ma a chi mi dice che i perugini, che dovrebbero tornare al voto la prossima primavera, “non capirebbero”, rispondo subito – scrive – che proprio loro in questi anni hanno dimostrato, non solo con il voto che nel 2014 diede il via alla ‘rivoluzione umbra’, ancora con quello di oggi, di avere un tale livello di partecipata e lungimirante maturità dal poter comprendere che la ‘missione perugina’ potrà procedere con ben altra efficacia e celerità se parte di un coerente contesto regionale. Dentro le nostre mura comunali non andremo molto lontano, mentre con Andrea Romizi a Palazzo Donini, peraltro a cento metri da Palazzo dei Priori, insieme alle altre comunità cittadine umbre, non può essere diversamente, ce la faremo».

Progetto Umbria L’ex assessore dunque chiede che nella definizione del percorso verso le regionali l’Umbria abbia la possibilità di decidere da sola «come ricostruire la migliore prospettiva», al di là del peso degli scenari nazionali: «Sui tavoli nazionali – dice – trovate gli ‘equilibri’ che ritenete, con le altre regioni o anche i collegi del prossimo Parlamento, fate come preferite, ma lasciateci decidere come ricostruire la migliore prospettiva per la nostra terra, mi verrebbe da dire “l’Umbria agli umbri”. Ogni altra ipotesi equivarrebbe ad altri cinque anni persi che, per come siamo messi, non ci possiamo più permettere. Una responsabilità storica che non ci sarebbe perdonata. Si mettano tutti una mano sulla coscienza, alzino lo sguardo dal proprio ombelico e consentano alle comunità cittadine umbre di potersi finalmente rialzare, tutte e tutte insieme». Al di là di chi sarà il candidato Progetto Perugia è pronta a trasformarsi in Progetto Umbria, ma è chiaro che il nome e il tipo di assetto politico della coalizione non sarà indifferente per la centralità della lista, che di sicuro con Romizi assumerebbe un altro peso specifico.

Romizi dice no Il problema è che Romizi non ha alcuna intenzione di lasciare Palazzo dei Priori a pochi mesi dalla rielezione: «È un pensiero di Francesco – spiega a Umbria24 – e non il mio. So con quale spirito ha detto queste cose ma non è assolutamente mia intenzione candidarmi alla presidenza della Regione. L’ho detto già nelle settimane e lo ripeto: non ho motivi per cambiare idea e sono stato chiamato a fare altro».

Twitter @DanieleBovi

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