lunedì 17 febbraio - Aggiornato alle 18:03

Referendum sulla riduzione dei parlamentari, in Umbria si struttura il fronte del «No»

Verso la costituzione dei comitati sia a Perugia che a Terni: «La riforma mortificherebbe il ruolo e le funzioni del Parlamento»

Un seggio elettorale (foto ©Fabrizio Troccoli)

di D.B.

Si comincia a strutturare in Umbria il fronte del «No» alla riduzione del numero di parlamentari. Il 29 marzo gli italiani sono chiamati alle urne per decidere se confermare o meno la riforma in base alla quale Camera e Senato saranno formate in tutto da 600 parlamentari e non più da 900. In caso prevalessero i sì, l’Umbria vedrebbe fortemente diminuita la propria rappresentanza parlamentare visto che passerebbe da 16 parlamentari a 9, 6 alla Camera e 3 al Senato. A Perugia, nella sede della Cgil, c’è stata una prima riunione operativa alla quale hanno partecipato alcuni tra i promotori del comitato per il «No» (da Stefano Vinti ad Attilio Gambacorta fino ad Andrea Caprini, Gianluca Schippa e Francesco Tanzarella), mentre a Terni si è già costituito.

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Il ruolo del Parlamento Per i promotori «il taglio di 230 deputati e 115 senatori non ha altro scopo se non quello di indirizzare un fondato sentimento di rabbia popolare non contro le cattive politiche attuate da tanti governi, ma contro il bene più importante di una buona politica, quello della centralità del Parlamento». «È importante – è detto ancora nella nota – che si apra un dibattito pubblico sul ruolo e sulle funzioni del Parlamento, su come queste possano essere migliorate e su quali conseguenze potranno scaturire dalle modifiche approvate. Non siamo certo contrari a qualsiasi modifica della Costituzione, e siamo consapevoli che il Parlamento così come è funziona poco e male, ma siamo anche convinti che queste modifiche non faranno che peggiorare il suo già mortificato ruolo, aumentando la distanza tra cittadini e istituzioni».

Nessun quorum Non trattandosi di un referendum abrogativo bensì confermativo, non è previsto quorum: qualunque sia il numero degli elettori alle urne, il taglio sarà confermato solo se i consensi supereranno i voti sfavorevoli. In questo caso, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella promulgherà la legge, altrimenti tutto rimarrà com’è ora.

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