mercoledì 20 novembre - Aggiornato alle 23:56

Quote rosa, Merli e Grandi: sul Romizi bis è stallo. Cultura, spunta lo ‘spacchettamento’

La Lega punta sull’ex Pdl per un posto in giunta, dove potrebbe rientrare Bertinelli. Sulla presidenza battaglia social tra Giubilei e Arcudi

Il sindaco Romizi il giorno del voto (foto U24)

di Daniele Bovi

Per sistemare tutte le tessere del puzzle al loro posto serviranno ancora dei giorni, di sicuro non meno di una settimana. A Palazzo dei Priori continuano le ‘consultazioni’ del sindaco Andrea Romizi, chiamato a dare vita alla sua nuova giunta sulla quale, per il momento, è stallo: venerdì, in mattinata, è stata la volta di una delegazione ‘pesante’, cioè quella di Progetto Perugia, che per una manciata di voti ha mancato l’obiettivo di diventare la prima forza della coalizione. Nello studio del primo cittadino sono saliti i fratelli Filippo e Francesco Calabrese e i cinque eletti, cioè Edi Cicchi, Gino Puletti, Leonardo Varasano, Otello Numerini e Cristiana Casaioli. L’incontro è durato un’oretta e la richiesta sul tavolo è sempre quella: tre assessorati, che dovrebbero andare a Numerini (Infrastrutture e mobilità), Cicchi (Welfare) e Varasano.

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Lo stallo Per quest’ultimo le ipotesi sono due: o la Cultura, per la quale è in lizza anche l’esterno Matteo Grandi, o la Scuola, con la prima nettamente in cima alla lista delle deleghe preferite. Una soluzione è spuntata venerdì nel corso del pranzo, lungo Corso Vannucci, tra Varasano e il sindaco: ‘spacchettare’ la Cultura assegnando i grandi eventi forse al giornalista e blogger e il resto a Varasano. E questa mossa suggerisce una chiave per decifrare la partita sulla formazione dell’esecutivo: l’attenzione non va posta solo sui nomi ma anche sulle deleghe, una trentina in tutto. Passando all’altro alleato di peso, cioè alla Lega, oltre al probabile vicesindaco Gianluca Tuteri per vicende legate agli equilibri interni del partito torna alla ribalta il nome di Luca Merli al posto di quello di Patrizia Angeli. Una scelta che avrebbe un impatto sulla giunta perché senza Angeli servirebbe una donna per raggiungere il numero minimo di quattro; a questo punto dunque potrebbe tornare in ballo, riprendendo tra le mani le deleghe relative al Bilancio, Cristina Bertinelli, con la conseguenza che Grandi (voluto dal sindaco) rimarrebbe fuori. Ecco perché, per ora, è stallo.

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Il puzzle Per il resto, poche novità: Romizi punta sullo schema 7+2, cioè i tre di Progetto Perugia, i due leghisti e la coppia rosa di Fratelli d’Italia, formata da Clara Pastorelli e Fotinì Giustozzi; per i due esterni, al di là della vicenda che lega Grandi e Bertinelli, il punto fermo è Michele Fioroni, al quale toccheranno con estrema probabilità Urbanistica e Sviluppo economico. Considerando però che nel 2014 gli ultimi ritocchi vennero fatti, sul banco degli uscieri, un minuto prima di entrare in aula, è bene non escludere sorprese. L’incertezza invece è finita su un altro fronte, quello della proclamazione degli eletti che verrà fatta lunedì intorno a mezzogiorno: a quel punto si capirà se ci saranno novità nella composizione del consiglio dove in certi casi (vedi quello del forzista Massimo Perari, fuori per una sola preferenza e pronto al ricorso al Tar) le distanze tra eletti e non sono minime.

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La proclamazione Da lunedì dunque Romizi avrà 10 giorni di tempo per convocare la prima seduta del nuovo consiglio, che dovrà tenersi entro i 10 successivi; il fischio di inizio della nuova consiliatura quindi, tenendo conto del fatto che il sindaco si è preso altro tempo per formare la giunta, dovrebbe esserci intorno al 20 del mese. Venerdì intanto è andato in scena su Facebook lo scontro tra Giuliano Giubilei e Nilo Arcudi, probabile nuovo presidente del consiglio comunale in quota Perugia civica. L’ex vicesindaco delle giunte Locchi e Boccali è stato messo nel mirino dal candidato del centrosinistra, che giudica «inaccettabile che per la presidenza venga proposto Nilo Arcudi, riciclato delle precedenti amministrazioni, evidentemente considerato un buon cavallo da far correre alle elezioni, ma politicamente impresentabile per un posto in giunta».

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Scontro social Giubilei ricorda che il presidente è un organo di garanzia dei lavori e che «deve rimanerlo ai massimi livelli». «Nel malaugurato caso la maggioranza dovesse andare avanti con questa forzatura – dice – siamo pronti a portare lo scontro alle estreme conseguenze». «Non è nel mio stile – risponde Arcudi – sparare sulla Croce Rossa soprattutto perché la risposta chiarissima a Giubilei come sempre, in democrazia, l’hanno già data liberamente e democraticamente i cittadini di Perugia il 26 maggio, così come l’hanno data sulle scelte di Perugia civica. Umilmente e modestamente segnalo solo che i perugini non amano la violenza gratuita e gli attacchi personali, tra l’altro fatti da un signore paracadutato a Perugia pochi mesi fa che parla quindi di vicende e persone di cui non sa niente». La prima seduta è lontana ma il clima è già rovente.

Twitter @DanieleBovi

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