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lunedì 8 agosto - Aggiornato alle 20:32

Punto nascite di Spoleto, Regione chiede la deroga ma è rebus su tempi e personale

Ripristino dei servizi: incognita anche sul ritorno di Pediatria e Cardiologia

Ospedale di Spoleto

di Chia.Fa.

Manca il personale, ma la Regione intanto chiede la deroga al tetto dei mille parti l’anno per riaprire il Punto nascite di Spoleto, smantellato nell’autunno 2020, quando l’ospedale è stato trasformato in Covid hospital, e mai più riaperto.

Punto nascite In questo senso, non c’è un orizzonte per la riapertura del servizio, come di fatto conferma lo stesso assessore alla sanità Luca Coletto, secondo cui «si sta aspettando la decisione della commissione tecnica che autorizzi la deroga, ma l’auspicio è che ci sia una modifica dei parametri stabiliti dal decreto ministeriale 70 peraltro condivisi dalla gran parte della politica». Alla carenza di personale si somma l’incertezza dei tempi, che è resa ancora maggiore dalla crisi di governo.

Pediatria e Cardiologia Il Punto nascite di Spoleto, comunque, è solo uno dei servizi mai ripristinati dalla Regione all’interno del San Matteo degli Infermi. Anche qui ad ammettere l’evidenza è lo stesso Coletto che, venerdì pomeriggio, con una nota, riconosce come all’appello manchino almeno i reparti Pediatria e Cardiologia. Anche in questo caso il problema è «rappresentato – afferma Coletto – dalla carenza di personale medico, a livello nazionale e locale, con bandi di reclutamento che finiscono deserti o quasi. Si stanno comunque attivando – dice – tutte le procedure per poter risolvere una situazione che – evidenzia l’assessore – era già presente in periodo prima del 2019».

Per la Regione sono problemi preesistenti Coletto, poi, punta il dito sul passato anche per quanto riguarda la carenza di personale denunciata ormai da tempo in Pronto soccorso, mettendo sul tavolo anche come qui si contassero già prima del Covid 25 mila accessi circa, mentre avrebbero dovuto essere 45 mila. L’assessore, invece, nulla dice sull’organico Anestesia e Rianimazione, che prima della pandemia non faceva registrare particolari criticità, mentre oggi è di nuovo in sofferenza.

Integrazione Spoleto-Foligno Infine, tanto al sindaco Andrea Sisti, che Coletto ha incontrato un paio di settimane fa, quanto alla delegazione dello Spoleto City forum, con cui ha avuto un confronto mercoledì scorso, l’assessore ha garantito che l’agognato lavoro del gruppo tecnico per l’integrazione degli ospedali di Spoleto e Foligno è in dirittura d’arrivo. Analoga indicazione era arrivata un paio di giorni fa dalla Usl 2 che, perlatro, ha voluto evidenziare come i due nosocomi siano distanti «circa 20 chilometri» l’uno dall’altro, quando in realtà il percorso che li separa è superiore a 32,5 km.

I posti letto Infine tanto Coletto quanto la Usl 2 hanno riferito in due tempi di 99 posti letto già riattivati a Spoleto a fronte di una disponibilità pre Covid di 127. Tuttavia, nel bilancio di quelli tornati disponibili vengono conteggiati anche i 16 della Rsa, che rientra nei servizi territoriali, malgrado occupi spazi del nosocomio.

Coletto «Con il nuovo Piano sanitario regionale – ha ribadito Coletto – è prevista la riorganizzazione della rete ospedaliera e i due presidi sono al centro di questo disegno sanitario,  con l’obiettivo di diventarne punti fondamentali della rete anche come Dea integrati con modelli organizzativi funzionali, razionali e sostenibili secondo il principio di organizzazione Dipartimentale e che abbia come fine ultimo la garanzia, principale, di prestazioni di qualità valutabile sulla base dei dati di esito e di professionalizzazione del personale quale presupposto per una maggiore attrattività».

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