lunedì 23 settembre - Aggiornato alle 02:38

Prove tecniche di nuova coalizione, Fora: «Se altri si vogliono fare avanti escano allo scoperto»

Assemblea con partiti e movimenti: «Discontinuità, no autocandidature e dialogo con i 5s». Il presidente di Confcooperative: «Non mi pongo in modo vincolante»

Andrea Fora

di Daniele Bovi

Prove tecniche di centrosinistra, anzi di una nuova coalizione tra danza politica – i famosi passi indietro o di lato – citazioni di massime bolsceviche («meglio meno, ma meglio» ricorda il compagno Brutti), evocazione di climi cubani («anche a L’Avana c’è l’aria condizionata», protesta Vinti visto il clima subtropicale della sala), dilemmi leninisti («Che fare, senza punto interrogativo» dice sempre Vinti) e il tratteggio di un finale quasi da film: «Chi ha fatto un passo avanti, chi ha accelerato – osserva il professor Ferrucci – è bene che torni indietro per abbracciare tutti». Se lo spettro che si aggira per l’Umbria non è quello del comunismo bensì quello di «una destra autoritaria e sovranista», tutti quelli che potrebbero dare vita a una coalizione di centrosinistra, con confini al momento tracciati sulla sabbia, si sono incontrati giovedì al Park hotel di Ponte San Giovanni per l’assemblea convocata «Da sinistra, per l’Umbria del futuro».

FOTO: L’ASSEMBLEA AL PARK HOTEL

Chi c’era Un po’ seduta di autocoscienza, un po’ il primo vero e pubblico confronto tra le forze in campo in una fase molto tattica. Oltre ai già citati e agli animatori del movimento, avvistati il candidato in pectore Andrea Fora, Luciano Bacchetta («Che dirò? Che non ci sono padroni»), Silvano Rometti, Rossano Pastura (segretario del Psi di Terni), Fiorello Primi, Katia Bellillo, Piero Mignini, Valerio Marinelli, Ulderico Sbarra con tanto di libro di Hannah Arendt, Simona Fabbrizzi, Lamberto Bottini, Attilio Solinas, Donatella Porzi e Massimo Monni. In platea, ovviamente, anche il commissario pd Walter Verini, Floriano Pizzichini e Marco Sciarrini dell’Umbria dei territori (sabato, a Todi, la loro «assemblea costituente»). Molti degli occhi, ovviamente, erano puntati su Fora: «Io – ha precisato in uno dei passaggi significativi – non mi pongo in modo vincolante; ho solo detto che c’è la mia disponibilità».

ALLEANZA DELLE COOPERATIVE, FORA SI DIMETTE

Parla Fora «Mettiamoci a confronto – ha detto il presidente di Confcooperative rivolgendosi ad altri eventuali candidati – e uscite allo scoperto, basta con tatticismi e posizionamenti. Poi si sceglierà la guida migliore tra quelli che riescono a fare sintesi. Io non sono il candidato del Pd ma una persona come altre che si è messa a disposizione». Fora vista la situazione dell’Umbria è partito ricordando che «bisogna scrivere un libro nuovo» e che occorre «promuovere un cantiere civico di responsabilità, anche se il civismo in sé non è un valore; servono civiche vere e non per dare spazio a qualche rancoroso». Il presidente di Confcooperative ha poi spiegato che il centrosinistra può condividere una cornice di valori, dal no ai voucher alla sanità pubblica fino al tema dell’accoglienza e dell’integrazione, ma che «ognuno deve rinunciare a un piccolo pezzo di identità. Servono tutti, la sinistra, i civici e i moderati che non votano la Lega, un partito con il quale si può competere e che è una minaccia per l’Umbria».

 L’INTERVISTA AD ANDREA FORA

Via le autocandidature Sostanzialmente tutti gli intervenuti hanno però sottolineato la necessità di rimuovere dal tavolo le autocandidature: lo ha fatto Sergio Santini, coordinatore del Movimento delle idee e del fare da dove sono partiti Fora e Ferrucci, Pastura («azzeriamo tutto e mettiamoci intorno a un tavolo») e Paolo Brutti, l’unico a dire chiaramente che dal Pd, «un partito non di sinistra, vanno prese le distanze». C’è poi il capitolo alleanze: da Vinti al professor Mauro Volpi fino a Marinelli e Verini le parole d’ordine sono apertura, inclusione, no al vecchio e consunto schema di centrosinistra e sì all’apertura di un dialogo con i 5S, che sicuramente un eventuale governo Pd-M5s potrebbe rendere più facile. «La sinistra-sinistra – ha preconizzato Volpi – da sola non supererebbe lo sbarramento in Umbria, serve un fronte largo anche se la data scelta è troppo ravvicinata. Bisogna mescolarci». Messaggio chiaro anche sul fronte liste: «discontinuità» e «totale rinnovamento» hanno spiegato molti degli intervenuti.

INCONTRO TESEI-SALVINI: NODO COALIZIONE E CRISI

Nomi e voti Tema che il Pd deve maneggiare come nitroglicerina: «Garantiremo radicale discontinuità – ha detto Verini – e speriamo che il partito me la conceda». Il commissario ha anche lanciato un affondo contro chi, a sinistra, si vorrebbe lavare le mani da responsabilità politiche e morali per quanto accaduto negli ultimi anni: «Siamo tutti investiti dalla questione morale, berlinguerianamente intesa». Dalla sua Verini ha rivendicato il 25% del Pd in Umbria alle europee che però, se unito ai risultati modesti delle altre liste di sinistra, fa sì che «il Pd da solo non può andare da nessuna parte. Abbiamo meno di un terzo dei voti. Da parte nostra nessuna egemonia, nessun candidato del Pd o tavoli: abbiamo fatto molti passi indietro, convocate incontri e il Pd verrà». La linea è chiara. Tantissimi, in circa 3 ore, i temi programmatici messi sul tavolo con un punto di partenza comune: l’arretramento dell’Umbria su molti fronti.

«DA SINISTRA», IL DOCUMENTO PROGRAMMATICO

Programmi Vinti ha parlato della necessità di un piano regionale per il lavoro e di dire no all’autonomia regionale differenziata («è la secessione dei ricchi»), Verini ha prospettato investimenti con le regioni vicine su molti versanti e parlato di alcuni problemi, come la denatalità, il nanismo delle imprese e le crescenti disuguaglianze, Pastura delle molte famiglie che vivono sotto la soglia di povertà relativa. Volpi si è invece concentrato su lavoro, ambiente (tema messo in cima alla lista delle priorità da Fabbrizzi), cultura, ricerca e anche assetti istituzionali: «Il consiglio – ha spiegato – deve avere più poteri». Responsabile del programma potrebbe essere Luca Ferrucci, che molti vedono come il candidato ideale di una coalizione di sinistra alternativa a quella dove c’è il Pd: «I nomi – ha detto – arrivano alla fine, io sono pronto a dare il mio contributo in termini di idee. Ho apprezzato Fora e non credo che chi ha fatto passi in avanti lo abbia fatto in malafede. Ora però bisogna includere e unire, credendoci tutti». Di sicuro c’è poco tempo: tra un mese vanno depositate le liste e per tutti è arrivato il momento di spiegare da che parte stare.

Tabacci Chi ha già scelto è Bruno Tabacci, presidente nazionale di +Europa che si schiera con Fora: «Le forze del centro sinistra a livello regionale – scrive – hanno ritenuto di puntare giustamente su una candidatura civica esterna ma non estranea alla cultura popolare e progressista. In questo quadro è emersa la disponibilità di Andrea Fora, appassionato dirigente delle imprese sociali nel mondo della cooperazione. Lo conosco da tempo e lo stimo per il suo impegno sociale e civile così ricco nel territorio umbro. Penso possa essere una ottima candidatura. Il mio è un parere non richiesto ma doveroso quando si consumano passaggi difficili».

Twitter @DanieleBovi

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