sabato 25 maggio - Aggiornato alle 15:35

«Progetto Perugia» tra programma e ‘brand’ Romizi: «Lega? Non ho timori, rapporti franchi e sinceri»

Al Mater Gratiae 250 persone per la conferenza programmatica. Sicurezza, obiettivo è aprire un Centro per il rimpatrio

Un momento della conferenza (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Al Mater Gratiae, come recita la preghiera misericordiosa e in grado di proteggere dai nemici, il vero protagonista è il sindaco uscente Andrea Romizi il cui nome sembra sempre più esibito come un santino dagli effetti elettorali miracolosi. Domenica erano oltre 250 le persone che alla struttura diocesana, con strepitosa vista sull’acropoli, hanno partecipato alla conferenza programmatica di Progetto Perugia, la lista con dentro tanto mondo cattolico che punta alla doppia cifra e a competere con la Lega; una partita decisiva in vista degli equilibri futuri dell’ipotetico Romizi bis. In mattinata si sono riuniti i tavoli programmatici e poi, nel pomeriggio, sono state tirate le conclusioni insieme al sindaco. In prima fila molti dei candidati della lista, cioè il presidente del consiglio comunale Leonardo Varasano, gli assessori uscenti Wagué, Cicchi e Casaioli, i consiglieri Vignaroli e Marcacci mentre l’ex Udc Numerini è al tavolo accanto al sindaco e al moderatore dell’appuntamento, il professor Marco Angelini, ordinario di Diritto penale all’Università di Perugia.

I CANDIDATI DELLA LEGA

Chi c’era In sala Pietro Laffranco, uno dei grandi registi dell’operazione Progetto Perugia insieme a Francesco e Filippo Calabrese, i consiglieri forzisti Fronduti e Cenci, Giuseppe Capaccioni (della Consulta degli operatori del centro storico), altri candidati come Nicola Volpi (genero di Sergio De Vincenzi) e Gino Puletti, fratello del più noto Virgilio, presidente delle farmacie comunali Afas; tra gli avvistati anche Gianluca Carini, presidente del cda di Umbra Acque e, accanto all’assessore Calabrese, Michele Ragni, nel 2014 candidato in quota Bocci della lista Pd (709 preferenze). Al centro dell’attenzione però come detto c’è Romizi, il cui nome troneggia sul simbolo della lista e al Mater Gratiae, visto quello di Fratelli d’Italia dove l’ostensione del nome del sindaco occupa più spazio di quello del partito, c’è chi sibila così nei confronti degli alleati: «Lo mettessero più grande». Un anno fa, alle politiche, Romizi è apparso su foto, santini e appuntamenti del centrodestra più e meglio della Madonna del giro mentre ora, per qualche tempo, Forza Italia ha accarezzato l’idea di presentarsi con il simbolo «Forza Romizi».

M5S, ROSETTI PRONTA A RICANDIDARSI

Brand Romizi Insomma, il ‘brand’ legato alla figura stessa del sindaco e alla sua capacità di ‘passare’ tra le persone in modo trasversale, è l’asset su cui il centrodestra perugino punta buona parte delle carte. Tra le fila di Progetto Perugia si percepisce l’ambizione di puntare in alto, cioè di superare abbondantemente la doppia cifra dopo il 4,8% del 2014, ed è chiaro che ora, col profumo della vittoria nell’aria, c’è grande facilità a coinvolgere le persone nel progetto. Tra quelli in sala non sono pochi coloro che avrebbero preferito un Romizi sganciato dalla Lega e a capo di una coalizione a trazione ultra civica; le cose però hanno preso un’altra piega e così si aspetta il 26 maggio per fare la conta. Prima di salire sul palco, al cronista che gli chiede come imposterà i rapporti con i salviniani, Romizi risponde così: «Nella massima franchezza e sincerità; non ho timore e sono molto sereno. A oggi – dice – ci sono tutte le condizioni per trovare una sintesi e non c’è quel clima (vedi gli attacchi del centrosinistra che dipingono un Romizi ostaggio della Lega, ndr) che alcuni vogliono descrivere».

Macchina comunale Tra le cose migliori di questi cinque anni Romizi vede «il risveglio di una comunità che vuole tornare a essere protagonista», mentre tra quelle da migliorare «la priorità è irrobustire la macchina comunale e riorganizzarla; anche per le difficoltà finanziarie non abbiamo potuto assumere il personale di cui i servizi hanno bisogno». Tanti gli interventi nel corso del pomeriggio. Gabriele Giottoli si è concentrato sui temi della Perugia digitale parlando di progetti futuri come la cittadella della scienza, un crowdfunding cittadino per lo sviluppo economico dei quartieri , un marchio per la valorizzazione del made in Perugia, trasporti e così via.

Programma Edi Cicchi e Maria Grazia Marcacci hanno parlato di Welfare mentre Leonardo Varasano di sicurezza; su questo fronte il presidente dell’assemblea ha spiegato che le priorità del possibile secondo mandato saranno la realizzazione dei progetti legati a Fontivegge (tra i quali il posto fisso di polizia), più telecamere, luci e agenti della municipale, reti territoriali di volontari per la tutela di arredo urbano e parchi e un Cpr, cioè quei Centri di permanenza per il rimpatrio che dovrebbero sorgere in ogni regione. Di bilancio si è invece occupata l’assessore uscente Bertinelli, mentre Waguè ha parlato di giovani, scuole e sport, Casaioli di mobilità, Vignaroli di cultura e turismo e il giovane ingegnere Alberto Gambelli insieme all’avvocato Sabrina di Cola (entrambi sono candidati) di ambiente.

Twitter @DanieleBovi

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