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giovedì 22 ottobre - Aggiornato alle 02:06

‘Professione mamma’, infuria la polemica: «Comune di Perugia ci riporta al Medioevo»

Attacchi contro la manifestazione. Pd: «Visione retrograda tipica della destra becera» e Lega: «Clima ostile intorno a relazioni naturali uomo-donna»

«Ci riportate al Medioevo, anzi al 1416». Infuria la polemica a Perugia per l’iniziativa “Professione Mamma 6.0”, che si terrà sabato 26 settembre dalle 15 alle 19 ai Chiostri dell’Abbazia di San Pietro. Nel lancio dell’iniziativa si parla di «incontri e laboratori interattivi per imparare cose nuove, scambiarsi idee e consigli in cui tante mamme, ognuna con il suo “stand”, mettono a disposizione gratuitamente le esperienze, capacità e creatività, in cucina, nell’ordine della casa, nella forma fisica e bellezza, nell’istruzione dei figli, nella salute di tutta la Famiglia».

Pd: «Siete al Medioevo» All’attacco è andato il Pd. «Il periodo medioevale, come testimonia la manifestazione Perugia 1416 istituita 4 anni fa, sembra proprio piacere a questa amministrazione comunale che non perde mai occasione di riportare le lancette del tempo indietro per farci scoprire sempre più comportamenti ed usanze di quel periodo», si legge in una nota. Il Pd accusa «la giunta di centrodestra a trazione leghista ed ultraconservatrice» di «organizzare una manifestazione che mette al centro la figura della mamma, e della donna in generale, cui compito sarebbe quello di accudire marito e figli a discapito di carriera lavorativa ed indipendenza economica. Come nella più classica delle ideologie di destra becera e conservatrice, la donna viene ancora una volta vista come custode del focolare domestico e non come essere umano con legittime ambizioni e progetti. Stupisce e preoccupa – prosegue il comunicato – come nel XXI° secolo non si sia ancora capito che in una famiglia il ruolo di “massaia” o “casalinga” non sia più solo appannaggio di un solo sesso ma sempre più spesso coinvolge in maniera totale e congiunta entrambi i partner. Chiediamo quindi al Sindaco e la sua Giunta di salvaguardare il ruolo di entrambi i genitori e di fare un passo indietro sul titolo della manifestazione abbandonando l’idea quattrocentesca di famiglia e riportando le lancette dell’orologio nell’era contemporanea».

Attacchi sui social Ma sui social in molti hanno attaccato sullo stesso argomento. «Perugia 1416 – ironizza il presidente di Omphalos Stefano Bucaioni – presenta “Professione Mamma”: un concentrato di stereotipi e patriarcato da fare invidia all’epoca medioevale più buia. Direttamente dal chiostro di San Pietro, con il patrocinio, la collaborazione e la partecipazione del Comune di Perugia, potrete assistere alla celebrazione della donna angelo del focolare domestico, con tanto di stand con mamme esperte di cucina, gestione domestica, forma fisica, giardinaggio e ricamo. Gli stand dei papà per ora non pervenuti, ma ho seriamente paura di conoscere quali siano».

Lega: «Clima ostile su relazioni uomo-donna naturali» A respingere le accuse è il gruppo consiliare Lega Perugia  secondo cui «l’evento non mortifica la figura e il ruolo femminile né intende esaltare una donna e mamma antitetica alla donna  lavoratrice o impegnata a qualunque titolo in una propria realizzazione sociale». Gli esponenti del partito di Salvini pensano che «si possa essere Donna (con la D maiuscola), madre e lavoratrice, pensiamo che la modernità sia in questa commistione» e «dove sia l’antitesi tra la libertà di emancipazione della donna e l’importanza e bellezza del ruolo naturale di madre vero  scopo dell’iniziativa, facciamo grande fatica a comprenderlo» scrivono i leghisti. Il gruppo del Comune di Perugia conclude dicendo di «credere che la grande polemica sollevata sul tema sia il frutto del clima ostile alle relazioni uomo e donna naturali, creatosi per effetto di campagne promosse con l’obiettivo di distruggere il ruolo della famiglia naturale, di cui il Ddl Zan, Scalfarotto-Boldrini è la punta dell’Iceberg».

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