domenica 26 maggio - Aggiornato alle 03:43

Primarie, i sostenitori di Zingaretti: «Vi annunciamo che il Pd è vivo e nuovo. E il centrosinistra c’è»

«Non siamo e non vogliamo diventare una corrente, ora partito con porte e finestre aperte, impariamo dagli errori»

L’orgoglio è evidente nelle espressioni, non soltanto per il risultato inaspettato fuori dal partito, ma anche per una certa gratificazione dentro il perimetro del Pd. Qui, nella sede regionale, i coordinatori della mozione ‘Piazza Grande di Zingaretti’ si sono dati appuntamento con la stampa per analizzare il dato delle Primarie ma anche per mettere le mani avanti rispetto all’ipotesi di diventare l’ennesima corrente. «Abbiamo vinto, ma il congresso è finito. Come è finita la fase autoreferenziale del Pd. Ora partito aperto», hanno detto. «Le primarie del 3 marzo sono state un grande momento nella vita democratica per il nostro Paese: in 7mila circoli (oltre 200 in Umbria) 35mila volontari (quasi 1000 nella nostra regione) hanno permesso la partecipazione di 1 milione e 800mila cittadini (più di 30mila umbri). A tutti loro va il nostro grazie per aver reso possibile questa festa della democrazia con la loro passione civile», e questo è il dato dell’analisi sui numeri inattesi, in Umbria come nel resto del Paese.

VIDEO: PARLANO I PROTAGONISTI

La nota «Anche qui – scrivono in una nota – vince in maniera netta Zingaretti, scelto da circa il 63% dei votanti (dato medio regionale) con comuni che superano la percentuale nazionale e i capoluoghi di Perugia e Terni (rispettivamente circa il 67% e il 69%) che sono in linea con la media italiana, con un dato di partecipazione che supera di molto anche le primarie regionali di pochi mesi fa. Finalmente il Partito Democratico e tutto il popolo del centro sinistra hanno dato un forte segnale di partecipazione e di reazione, dopo la sconfitta di esattamente un anno fa. Il centro sinistra è tornato, la passione politica e la partecipazione di tanti cittadini senza tessera di partito, che vogliono costruire un’alternativa credibile alla propaganda inconcludente, distruttiva e razzista del Governo giallo-verde».

I particolari E il messaggio potrebbe esprimersi così: «L’Umbria non si piega al Governo della paura e dell’odio», è stato detto ancora. Queste «sono state le primarie dell’Italia, non solo un appuntamento interno di partito. Un segnale che era già arrivato forte e chiaro dalle manifestazioni di piazza che via via ci sono state in giro per l’Italia. Tanti elettori sfiduciati, critici, delusi stanno tornando e con il voto di domenica hanno voluto aprirci un credito, darci un’altra possibilità . Ora è il momento di costruire un nuovo Pd e una nuova alleanza di centro sinistra nella società».  A proposito di unità, «fa piacere riscontrare – scrivono – che anche chi in Umbria non ha sostenuto Zingaretti (la stragrande maggioranza della classe dirigente del partito e delle istituzioni umbre), oggi ne riconosca l’autorevolezza e la necessaria solidità per guidare il difficile, ma indispensabile, percorso che il PD dovrà fare. E’ davvero un buon punto di partenza per un partito che dovrà essere inclusivo e plurale molto più di quanto lo sia stato in questi ultimi anni, nel quale le differenze dovranno essere un valore aggiunto». E a proposito di cambiamento «anche qui, nella nostra Regione, il tempo delle rendite di posizione e dell’autoreferenzialità delle classi dirigenti è definitivamente terminato: lo hanno chiuso in maniera inequivocabile gli elettori delle primarie domenica scorsa».

I commenti sono chiusi.