venerdì 22 febbraio - Aggiornato alle 13:40

Primarie, a Castiglione patto fra i tre candidati per non farsi del male e non far esplodere il Pd

Presentato il terzetto che il 3 febbraio si giocherà la candidatura a sindaco. Bocci sul documento: «Prova di serietà e attaccamento»

Da sinistra Meloni, Batino, Simona Meloni, Spadoni e Burico

di Dan.Bo.

Un patto per evitare fughe, corse solitarie in caso di sconfitta e strappi dolorosissimi in una città che nel recente passato – vedi il caso Fabio Duca – ha sperimentato fratture simili. Martedì mattina a Castiglione del Lago sono stati presentati i tre che, domenica 3 febbraio, si giocheranno la candidatura a sindaco del Pd in uno dei Comuni chiave della partita del 26 maggio: Castiglione è infatti tra gli otto dove potrebbe essere necessario il ballottaggio, previsto solo nei Comuni sopra i 15 mila abitanti. Per l’occasione in un bar del centro storico sono arrivati anche il nuovo segretario regionale Gianpiero Bocci, quello cittadino Maria Laura Sebastianelli, Simona Meloni (membro della nuova segreteria), il sindaco uscente Sergio Batino, che è anche segretario della Federazione dem del Trasimeno, e ovviamente i tre protagonisti, cioè Matteo Burico (imprenditore 40enne da anni nel partito) e gli assessori uscenti Alessio Meloni e Mariella Spadoni.

Lo schema e il patto Semplificando lo schema, Burico viene visto come il candidato che più garantirebbe la discontinuità rispetto all’era Batino, mentre al sindaco uscente (che pubblicamente non si schiererà) tutto sommato potrebbero andare bene sia Meloni (bocciano come il segretario della federazione lacustre) che Spadoni; in sintesi, Burico è tra due fuochi. Del patto, sintomatico del perché le primarie per la scelta dei candidati sindaci in Umbria non siano più esattamente di moda («abbiamo deciso insieme di farle qui e solo qui» ha detto il segretario regionale), Bocci ne parla come di una «prova di serietà e di attaccamento, direi di affetto, che essi hanno verso il partito e soprattutto verso Castiglione del Lago, con un confronto di idee mai personalistico». Il documento consiste in un «solenne impegno» dei due perdenti a lavorare «con energia e unità per la coalizione», candidandosi nella lista Pd al consiglio comunale ai primi due posti e «lavorando senza sosta dal 4 febbraio al 26 maggio».

63 COMUNI AL VOTO: COSÌ PUÒ CAMBIARE IL VOLTO DELL’UMBRIA

Parla Bocci «Le primarie – ha sottolineato Bocci – dovranno essere una giornata di festa e di partecipazione del nostro partito. La nostra non sarà una competizione tra i nostri tre candidati: la vera “battaglia” ci sarà a maggio quando, tutti insieme e uniti, dovremo spiegare la bontà del governo locale e soprattutto la validità delle scelte fatte, in accordo con quelle forze del centrosinistra che saranno nostre alleate, per far vincere la nostra proposta di valore culturale riformista, progressista e che ha a cuore il bene comune e il futuro di Castiglione, una realtà tra le più importanti in Umbria, insieme a Perugia, Orvieto, Marsciano, Gubbio, Bastia Umbra, Gualdo Tadino e Foligno che vanno al voto a maggio». Quanto ai candidati, sono «giovani che danno un segnale importante di ricambio e di innovazione, che noi come Pd vogliamo realizzare in fretta, per liberare le grandi energie e risorse presenti tra i nostri “ragazzi”».

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Spadoni Il 3 febbraio si voterà dalle 8 alle 20 non solo nei vari circoli dem del territorio ma anche, stavolta, al centro commerciale «I Tulipani»; per partecipare basterà portare la tessera elettorale e un documento (non è previsto il versamento obbligatorio di 2 euro). «Il nostro vero obiettivo – assicura Sebastianelli – è vincere al primo turno». Spadoni, assessore al Bilancio, ha rimarcato il valore dell’unità: «Voglio mettere in campo – ha detto – idee che siano la base per allargare il concetto di comunità nel nostro paese, una comunità più coesa e democratica, con un più alto livello di benessere e di felicità, con più sicurezza sociale e più sviluppo, lavorando con la condivisione dei cittadini insieme per il nostro paese». Tra gli elementi del suo programma cura dei beni comuni, scuole sempre più connesse con il tessuto produttivo, bilancio sociale partecipativo, acquisti verdi, consumo sostenibile, eliminazione dello spreco di beni e riuso.

Meloni e Burico Di politiche sociali e scuola si occupa invece l’assessore Meloni, di professione insegnante che punterà molto su «giovani e lavoro: la nostra scuola superiore Rosselli-Rasetti sta dando prova di grande efficienza e dobbiamo puntare ancora con maggiore decisione su questa ricchezza per dare maggiore impulso al territorio, con un “community hub” dove si possano incontrano le idee e la creatività dei nostri giovani con le imprese». Tra le parole chiave turismo, innovazione, sicurezza (in particolare vorrebbe altri 5 agenti della municipale) e welfare. In cima all’agenda di Burico c’è il lavoro che «insieme all’impresa sono il futuro di Castiglione. Siamo un territorio ai margini dell’Umbria e questo va detto con franchezza sui tavoli regionali: per molte questioni siamo abbandonati e non possiamo accontentarci delle briciole che cadono dal tavolo. Noi non vogliamo restare isolati. Abbiamo la grande opportunità di diventare un baricentro tra due regioni e non più un territorio di confine. Sullo sviluppo turistico dobbiamo anche copiare dai vicini toscani e cementare i rapporti con Cortona, Montepulciano e Chiusi: non c’è un muro al confine con la Toscana», regione con la quale Burico vorrebbe stringere accordi anche in campo sanitario.

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