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domenica 19 settembre - Aggiornato alle 13:35

Polo idrogeno, il Pd rilancia le critiche di Federmanager e accusa Tesei: «Assenza di visione»

Lavoro, ambiente, università e Pnrr, Lombardini e Terenzi: «Perché Gualdo Cattaneo e non Terni? È più di una questione politica»

Terni dall'alto
A Terni esistono già diverse realtà coinvolte nella produzione di idrogeno, competenze sedimentate sia nel privato che nel pubblico (dalla decennale produzione del c.d idrogeno ‘grigio – dal quale gradualmente partire per arrivare al ‘verde’ e altri gas tecnici all’esperienza Fuell Cell di Ansaldo). Il polo universitario ternano, con i laboratori di ingegneria e le tante collaborazioni attive sul territorio, può essere partner qualificato per ricerche su diversi aspetti della filiera idrogeno: dai materiali per lo stoccaggio alle tecnologie di controllo per passare allo sfruttamento innovativo di questa risorsa. Le risorse energetiche green a Terni sono presenti grazie al nucleo idroelettrico, che potrebbe essere un elemento fondamentale in questa partita; inoltre è noto che in Ast c’è una grande disponibilità di calore che al momento non viene recuperato al 100% e potrebbe essere oggetto di progetti specifici. Esistono insomma tutte le condizioni per creare un vero hub dell’idrogeno ma la giunta Tesei ha scelto Gualdo Cattaneo». A parlare sono Daniele Lombardini, responsabile Lavoro Pd Umbria e Andrea Terenzi, responsabile Ambiente, università, ricerca e istruzione del Pd di Terni che rilanciano le critiche già mosse alla Regione da Augusto Magliocchetti di Federmanager.

Polo regionale idrogeno «Non possiamo non sottolineare una contraddizione – proseguono Lombardini e Terenzi -: è stato presentato nel Novembre 2020 un progetto definito ‘pioneristico’ dal sindaco Latini in collaborazione con Ast, Busitalia, Linde e Atc per lo sfruttamento del surplus di idrogeno prodotto all’interno dell’area industriale e candidare nel futuro Terni come ‘città pilota’ di questa nuova frontiera del settore dei trasporti. Cosa è successso poi? Il centrodestra in Regione ha idee diverse dal centrodestra di Terni? Proprio in questi giorni la vicenda Thyssenkrupp-Ast sta vivendo una fase decisiva con le visite dei gruppi industriali interessati all’acquisto del sito produttivo. Un Pnrr lungimirante dovrebbe contenere tutti gli elementi di contesto, di fattori di localizzazione, di ricerca in grado di valorizzare i propri siti industriali, nello specifico uno di quelli che ‘pesa’ quasi il 15% del Pil regionale. Non è una questione di campanile ma di capacità di spendere bene le risorse che saranno messe a disposizione dal Recovery Plan, senza disperderle in una raffazzonata logica di gettoni georeferenziati più su di una logica elettorale che non sulla razionalità dello sviluppo del territorio. Si dice che il diavolo si nasconda nei dettagli. Qualche volta no. Il Pnrr targato centrodestra umbro ci offre continue grossolane dimostrazioni di quanto manchi nella giunta Tesei una capacità di visione e di progettazione per l’Umbria di domani. Basta sfogliare le sue pagine per comprendere quanta approssimazione e poca conoscenza della realtà territoriale ci sia nella costruzione di questo importante documento, attraverso il quale la nostra Regione si gioca una partita fondamentale per i prossimi anni. Il caso del ‘polo regionale dell’idrogeno’ ne è un esempio. Il fatto che sia previsto a Gualdo Cattaneo, come sottolinea Federmanager in un recente intervento, desta diverse perplessità. È più di una questione politica, attiene al rispetto per il lavoro, dei lavoratori e delle comunità dell’Umbria».

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