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venerdì 9 dicembre - Aggiornato alle 16:25

Politica in fermento per sicurezza a Terni e impianti idroelettrici: «Sindaco in silenzio»

Orsini chiede al primo cittadino comitato sicurezza, M5s: «Interessi comunità soccombono nei palazzi della Regione»

«Non c’è settimana che non veda uno o più episodi di  violenza degni di contesti imbarbariti come quella delle grandi città. Il barista rapinato, il barbone pestato a sangue sono solo solo gli ultimi atti di un problema rilevante, che vede il sindaco Latini assente. D’altronde per lui la sicurezza di una città consiste nella lunghezza degli abiti delle donne o  nei mendicanti che chiedono qualche spicciolo» a puntare l’attenzione sulla sicurezza a Terni e a chiamare in causa il primo cittadino è il consigliere di Azione Valdimiro Orsini, al quale dalla stessa Azione fa eco Michele Pennoni. Su un altro tema ma con gli stessi toni interviene il Movimento 5 stelle che parla di «silenzio del sindaco e delle forze politiche che lo sostengono sulle  grandi partite del territorio, partite che purtroppo vedono soccombere sistematicamente gli interessi della nostra comunità nei palazzi della Regione», tema? impianti idroelettrici.

Sicurezza a Terni Orsini chiede al sindaco un comitato di sicurezza: «A fronte di una situazione di insicurezza sempre più crescente – prosegue Orsini – si nota la mancanza del sindaco che in questi cinque anni ha prodotto solo ordinanze surreali. Nulla è stato fatto sul versante della prevenzione. Facciamo notare che sempre più spesso sono i giovanissimi protagonisti di episodi di violenza soprattutto nelle zone della movida. D’altronde le politiche giovanili in questo comune da tempo sono state marginalizzate. Sul versante contrasto dei reati violenti chiediamo ancora una volta al sindaco di promuovere il comitato di sicurezza e una collaborazione stretta e proficua con tutte le istituzioni deputate. Chiediamo per l’ennesima volta che le indubbie professionalità presenti nella nostra polizia municipale siano utilizzate al meglio sia sul fronte della prevenzione che del monitoraggio del territorio». Michele Pennoni di Azione rincara la dose: «In questi giorni crude notizie di cronaca degli ultimi giorni, ricordate dal consigliere Valdimiro Orsini di Terni in Azione ricordano che la sicurezza è stato uno dei cavalli che hanno condotto la Lega a prendere il comune ma una volta a Palazzo Spada le polveri si sono clamorosamente bagnate – si legge in una nota -. Sempre in questi giorni la fondazione cassa di risparmio di Terni e Narni chiede lumi su che fine abbiano fatto i milioni erogati per il palazzetto dello sport senza peraltro ottenere risposte che siano convincenti».

«Sindaco riconferma candidatura, ma intanto chi si occupa della città?» «Infine oggi, dalle pagine dei giornali, sembra che per districarsi dal flop elettorale (è riportato in virgolettato) ‘prendetevela con la Regione (a guida e assessorato leghista) che ha abbandonato Terni sul tema della sanità’ – continua la nota di Azione -. Ce ne eravamo accorti sig. sindaco ma ce lo dice così? Io immagino che un sindaco parli con la giunta regionale, specie se ha contribuito a farla eleggere. E se qualcosa non andasse che combattesse coinvolgendo la città, non che sia passivamente asservita rivelando la verità per difendersi dalle legnate di partito. Non è un bel periodo per il Sig. Sindaco, la Lega è crollata alle elezioni politiche e volano gli stracci nelle sedi. Mentre si attendono le rivendicazioni locali di chi le elezioni le ha vinte quello a cui assistiamo è stata la repentina preoccupazione di sbrigarsi a confermare la propria disponibilità alla ricandidatura. Ne siamo lieti ma intanto chi si occupa della città?».

Impianti idroelettrici «Come gruppo consiliare del Movimento 5 stelle riteniamo doverosa una forte presa di posizione da parte delle istituzioni locali verso quella giunta Tesei che a colpi di inerzia sta tenendo bloccata la legge regionale per regolamentare la gestione degli impianti idroelettrici regionali», si legge in una nota dei pentastellati.  «Ricordiamo inoltre – continua il comunicato – che la maggioranza di centrodestra, durante i lavori dell’assemblea legislativa umbra, ha bocciato la mozione del M5s per chiedere di utilizzare gli extra-profitti della multinazionali dell’idroelettrico per dare sollievo con un bonus di 500 euro ai nuclei familiari in difficoltà economica in Umbria, sul modello di quanto avvenuto in  altre regioni come la Basilicata che è riuscita ad ottenere sconti del 100% sulle forniture del gas facendo accordi con le multinazionali che estraggono idrocarburi in quel territorio. Una legge che tarda a  nascere in Umbria nonostante l’impulso di quanto disposto dal governo Conte uno proprio per regolamentare questo settore e garantire ai territori che ospitano impianti di grande derivazione maggiori benefici e che mette sul tavolo compensazioni per i territori. I ternani galleggiano sul petrolio e non se ne rendono conto. In pochi sanno quanta energia e quanti ricavi sono in grado di produrre gli impianti del polo idroelettrico di Terni.
Fiumi di soldi di cui vediamo ricadere solo le briciole sul nostro territorio. Eppure sarebbe energia in grado di dare risposta a tutti i nuclei familiari della regione e ricavi di centinaia di milioni di euro. Un vero e proprio saccheggio a discapito del territorio con il benestare della politica di oggi e di ieri».

 

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