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venerdì 12 agosto - Aggiornato alle 16:44

Pnrr, per l’Umbria sfida da centinaia di milioni. Il ministro: «Avremo un’Italia migliore»

A Perugia venerdì ha fatto tappa il tour nazionale «Italiadomani-Dialoghi sul piano di ripresa e resilienza»

Un momento del convegno

Grazie al Pnrr avremo «un’Italia molto più connessa, un’Italia più sostenibile, un’Italia in cui non solo le imprese avranno maggiore competitività ma i cittadini avranno una migliore qualità della vita». A dirlo è stato il ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, venerdì a Perugia per la tappa umbra del tour nazionale «Italiadomani-Dialoghi sul piano di ripresa e resilienza». Il ministro ha parlato di «investimenti nell’ottica della sostenibilità ambientale ma anche della riduzione dei divari, in particolare quelli territoriali e, dunque, un forte investimento, oltre 69 miliardi complessivamente per il nostro ministero a valere sul Pnrr e sul piano complementare».

I fondi Risorse alle quali si aggiungeranno quelle relative a legge di bilancio, fondo nazionale dello sviluppo e della coesione e stanno per arrivare nuovi fondi europei: «Quindi – ha detto Giovannini – inizia la seconda parte della partita, il momento in cui le Regioni e gli enti locali devono essere loro a programmare nuovi investimenti e nuovi interventi in sinergia con quelli che abbiamo già disegnato nel Pnrr». Ma non solo: in ballo c’è anche la nuova fase di programmazione dei Fondi UE 2021-2027: «Bisogna parlarne adesso – ha detto – perché Regioni e Comuni devono decidere cosa farne ora. Bisogna fare attenzione a non ritrovarci con i tempi stretti». E rivolgendosi agli amministratori presenti ha ricordato di «attivare subito il momento della coprogettazione dei territori per non arrivare tardi».

Le opere La tappa perugina del tour si è tenuta alla sala dei Notari dove erano presenti, per una tavola rotonda, anche la presidente Donatella Tesei, il sindaco Andrea Romizi e Fiorello Primi, presidente dell’associazione I borghi più belli d’Italia. Per Perugia e per l’Umbria, tra gli altri, ci sono 600 milioni per infrastrutture e mobilità sostenibili (come il Bus rapid transit), interventi sulle reti ferroviarie, progetti come quelli del Pinqua, 28 milioni per i borghi storici, il treno a idrogeno lungo la tratta Terni-Rieti-L’Aquila, fondi per la medicina territoriale, per l’offerta educativa e per la formazione dei lavoratori.

Tesei «Siamo molto soddisfatti – ha detto Tesei – ma ancora non abbiamo portato a termine tutti i nostri progetti per i quali ci sono interlocuzioni molto concrete». «Ci sono anche altre cose che sono in corso di definizione – ha aggiunto – e nel colloquio che abbiamo avuto prima dell’incontro, il ministro ha dato la disponibilità a incontrarci con il suo staff e tecnici al più presto e anche con il presidente della Regione Toscana per il discorso della MedioEtruria. Ci sono progettazioni già pronte, altre che sono in corso ma ci sono anche cantieri che a breve dovranno iniziare». Nel complesso, Tesei ha parlato del Pnrr come di una «grande opportunità per invertire la rotta che, per anni, ha visto la nostra regione in sofferenza, e costruire un’Umbria all’avanguardia». Una mole di risorse per spendere le quali, in Umbria come nel resto d’Italia, serve personale che in molti casi manca: «Non c’è dubbio – ha detto il ministro – che stiamo soffrendo un po’ tutti, perché le amministrazioni pubbliche hanno carenze di personale, ma attraverso molti concorsi stiamo cercando di recuperarle».

Il sindaco Per Romizi c’è davanti «una sfida epocale che va ben oltre l’aspetto economico, pur rilevante. Le città avranno un ruolo chiave: non solo nella costruzione di progettualità tecnicamente adeguate, ma, prima ancora, nella presentazione di proposte convincenti per le proprie comunità». A testimonianza della fase eccezionale, il sindaco ha ricordato che il Piano triennale delle opere pubbliche a Perugia vale per il 2022 227 milioni, «cinque volte tanto rispetto ai piani degli ultimi sette anni e dieci volte tanto rispetto a quelli precedenti. Tutte risorse destinate a cambiare il volto della nostra città e, soprattutto, il nostro modo di viverla».

Il ruolo dei borghi Dalla sua Primi ha invece sottolineato che «non si era mai vista una tempesta così perfetta tra crisi, pandemia, guerra e ora siccità, che non ci lascia tempo per ragionare ma per fare. Se non si riconnette il Paese con i suoi borghi, che caratterizzano l’Italia, sarà difficile riuscire a prefigurare un futuro». E a proposito del ruolo dei borghi l’associazione si sta battendo affinché, alle parole «promozione dei borghi», venga aggiunto il termine «strategica». Il Pnrr, infatti, ha gettato le basi per una pianificazione importante con circa «1.585 progetti presentati dai Comuni. Di questi, 583 sono stati selezionati, ma ne saranno finanziati 229». Per questa ragione, Primi ha lanciato un appello a Governo e Regioni affinché si faccia di tutto per finanziare anche i progetti finora rimasti esclusi.

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