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giovedì 30 giugno - Aggiornato alle 22:14

Pmal Terni, esposizione di armi storiche da tutto il mondo: criticità per vero museo

Commissione consiliare in visita all’ex fabbrica di viale Brin e incontro con Rsu del Polo militare, Pepegna: «Presto summit»

di M.R.

La carenza di personale con maestranze prossime alla pensione senza prospettiva di turnover resta il problema principale dell’ex Fabbrica d’armi, più volte data al tramonto come Polo militare proprio per l’assenza di un’iniziativa incisiva da parte del ministero della Difesa e questo vale anche, e a maggior ragione, ipotizzando quella che potrebbe essere una possibilità turistica per la città di Terni con un’apertura al pubblico, affinché possa apprezzare l’esposizione delle armi ivi conservate. «Al momento un’esperienza limitata a un solo sabato al mese». A parlare è la presidente della Seconda commissione consiliare di Palazzo Spada, Rita Pepegna di Fratelli d’Italia che assieme agli altri commissari ha effettuato un sopralluogo allo stabilimento proprio per valutare tale opzione.

Ex fabbrica d’armi La conservazione delle armi in bacheche di legno, considerato che la maggior parte di esse sono funzionanti e a disposizione dell’esercito italiano come di altre autorità ad esempio per prove balistiche, sono alcuni degli aspetti che il personale avrebbe messo in evidenza anche in termini di sicurezza. L’attività del Polo è concentrata proprio sulla manutenzione e riparazione di armamenti e lo stesso ha avuto un ruolo anche in occasione della spedizione di dispositivi in Ucraina allo scoppio di una guerra che si protrae ormai da ben 115 giorni. «Da parte dell’amministrazione c’è interesse, come confermato anche dall’assessore alla Cultura Maurizio Cecconelli. Ci sono armi di assoluto interesse storico, pezzi del 1500-1700, dispositivi utilizzati nel corso della prima guerra mondiale. Sicuramente si rivelerebbe una straordinaria attrazione ma molte cose sono da sistemare e principalmente il nodo più importante da sciogliere è quello delle dotazioni organiche. Per la sola visita della commissione di questa mattina – rivela Pepegna a Umbria24 – sono state sospese temporaneamente le attività ordinarie della giornata tipo proprio per il numero esiguo di lavoratosi a disposizione». A stigmatizzare questo stato di cose i delegati sindacali (Rsu) che i commissari hanno incontrato all’uscita dal sito. Da parte della presidente di commissione l’impegno a convocare una seduta dedicata con i soggetti preposti quantomeno a favorire una soluzione: «Sono aspetti in capo al ministero, ma per quel che ne so la Regione ha già compiuto alcuni passi per affrettare i processi necessari alla sopravvivenza del Polo che rappresenta un’eccellenza e un pezzo di memoria storica importante»

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