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lunedì 1 marzo - Aggiornato alle 23:08

Più flessibilità sulle chiusure, decisioni in anticipo e ristori: cosa chiede l’Umbria al Governo Draghi

I presidenti delle Regioni sabato hanno preparato un documento unitario in vista del consiglio dei ministri di lunedì

Palazzo Donini, sede della giunta regionale (foto F. Troccoli)

di Dan.Bo.

Un maggior numero di vaccini anche ricorrendo, se necessario, alla produzione interna, decisioni in largo anticipo e non più il venerdì sera, ristori e meno rigidità sulle chiusure. Sono questi alcuni degli argomenti che la presidente della Regione, Donatella Tesei, ha messo sabato pomeriggio sul tavolo della Conferenza delle Regioni. Lunedì il consiglio dei ministri adotterà il nuovo decreto legge con le «ulteriori disposizioni urgenti in materia di contenimento dell’emergenza epidemiologica» e, in vista dell’appuntamento, le Regioni hanno deciso di presentare un pacchetto comune di proposte.

L’incontro I presidenti ritengono che «occorra un deciso cambio di passo nella campagna vaccinale e per la ripresa economica». Per quanto riguarda i vaccini viene chiesto al governo di «intraprendere ogni sforzo per reperire più dosi. Le Regioni – dice il presidente della Conferenza Stefano Bonaccini – sono a disposizione nelle forme e nei modi utili e possibili, a partire dal coinvolgimento diretto di aziende e filiere nazionali. È poi necessaria anche una verifica sul personale che occorrerà coinvolgere e stiamo già collaborando attivamente con il Governo per arrivare a un accordo quadro con i medici di medicina generale».

Le richieste C’è poi tutto il capitolo che riguarda il sistema delle regole. Tesei e gli altri presidenti hanno chiesto, visto che i dati vengono inviati il martedì, di sapere già a metà settimana le attribuzioni dei colori, senza arrivare al venerdì sera. Questo infatti, come accaduto nel corso degli ultimi mesi, comporta l’adozione di ordinanze che arrivano sulle teste di famiglie e imprese a poche ore dall’entrata in vigore. E a proposito delle ordinanze, Tesei ha chiesto che sui provvedimenti ci sia l’intesa del Ministero, così da poter accedere ai ristori. Sulle scuole, Palazzo Donini ha sottolineato che quando scattano le chiusure dovrebbero automaticamente arrivare anche i congedi parentali retribuiti e i bonus baby sitter.

Chiusure Sul sistema delle chiusure connesse all’attribuzione dei colori, Bonaccini sottolinea che «è necessaria una revisione e una semplificazione con la contestuale revisione dei criteri e dei parametri di classificazione. Serve un respiro più lungo e un’analisi approfondita dei luoghi e delle attività, anche in base ai dati di rischio già accertati». Tradotto, quando scattano le restrizioni più dure invece di chiudere tutto e di equiparare un negozio di vestiti a un ristorante o a un piccolo museo, le Regioni preferirebbero protocolli precisi, magari restrittivi, così da permettere ad alcune attività – laddove possibile – di rimanere aperte.

Twitter @DanieleBovi

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