mercoledì 8 luglio - Aggiornato alle 23:05

Pillola abortiva in day hospital, Comune di Narni dice no all’abrogazione: battaglia Psi

Approvata dal consiglio la mozione Novelli, ora la lotta per i diritti delle donne sull’interruzione di gravidanza si sposta in Senato

«Esprimiamo soddisfazione per il fatto che il Consiglio abbia largamente condiviso la nostra iniziativa». Questo il commento del consigliere Psi Federico Novelli, promotore della mozione presentata dal suo gruppo politico contro l’abrogazione della legge regionale che consentiva l’interruzione volontaria di gravidanza in regime domiciliare e di day hospital. Narni è così il primo Comune ad approvare un documento in tal senso, su una questione che ha fatto tanto tanto discutere nelle ultime settimane e che ha fatto scendere in piazza migliaia e migliaia di persone domenica scorsa a Perugia.

Consiglio comunale di Narni La mozione impegna la giunta «a sollecitare la presidente della Regione Umbria Donatella Tesei a ripristinare l’Ivg in regime domiciliare e di day hospital al fine di tutelare il principio di autodeterminazione delle donne e al fine di garantire la piena applicazione della legge 194/1978. Ad attivare, ai fini della piena applicazione delle Legge 194/1978, l’Ivg farmacologica in tutte le strutture sanitarie e ospedaliere partendo proprio da quelle site nei capoluoghi di Provincia (Perugia e Terni). A garantire la contraccezione gratuita per tutti i cittadini Umbria. Ad adoperarsi al fine di raggiungere la piena operatività dei consultori, ricollocando personale (sia ginecologico che ostetrico), risorse e riqualificando le strutture. A promuovere, al fine di prevenire il ricorso all’Igv, tutelando veramente la salute di donne e uomini, l’educazione affettiva e sessuale, l’educazione al rispetto degli altri e la pari dignità di genere nelle scuole. A promuovere percorsi di supporto e di sviluppo alla genitorialità. A promuovere e finanziare percorsi di sostegno psicologico ed economico alle neo madri, con particolare riguardo ai casi di maggiore difficoltà».

Psi Federico Novelli all’esito del voto ha commentato: «Riteniamo che il provvedimento regionale rappresenti un ostacolo gratuito al metodo farmacologico che meglio tutela la salute ed i diritti delle donne, per giunta nel bel mezzo di una situazione sanitaria emergenziale che espone a rischi inutili le donne costrette al ricovero. Un salto all’indietro nel percorso di affermazione dei diritti delle donne, della loro libertà, della loro autodeterminazione. La nostra battaglia prosegue al Senato della Repubblica dove il Senatore del Psi Riccardo Bencini, con analoga mozione, ha chiesto che l’Assemblea impegni il Governo affinché venga possa essere effettuata in tutta la Nazione l’interruzione della gravidanza mediante l’utilizzo della RU486 anche in regime di day hospital terapeutico/interventistico».

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