lunedì 24 giugno - Aggiornato alle 23:32

Pieve, Scricciolo non si ricandida col Pd: «Correre da solo? Non rispondo». Ora è rebus candidato

Il sindaco ufficializza una decisione che era nell’aria. Sullo sfondo la spaccatura nel centrosinistra. A Panicale listone gialloverde?

Fausto Scricciolo

di Daniele Bovi

Risolti i casi di Magione e Castiglione del Lago, dove rispettivamente scenderanno in pista Giacomo Chiodini per un secondo mandato e, così come sancito dalle primarie, Matteo Burico, il Pd e il centrosinistra devono ora risolvere il rebus di Città della Pieve. La città del Palio è, per quanto riguarda l’area del Trasimeno, la terza più importante per peso politico e numero di elettori alle urne. Da mesi il sindaco uscente Fausto Scricciolo, al primo mandato, è dato in bilico e a togliere ogni dubbio sulle sue intenzioni è stato lui stesso con un post su Facebook che può essere sintetizzato in questo modo: «Non mi ricandido».

Pd nel mirino «Ho confermato in giornata – scrive – la mia indisponibilità a candidarmi nuovamente con il Partito democratico. Una comunicazione già inoltrata da tempo e una decisione assunta dopo aver preso atto dell’impossibilità di continuare direttamente a perseguire un percorso di cambiamento e rinnovamento compatibile con il quadro politico dove invece questo processo fatica a farsi strada». Oltre a ricordare che nel corso del suo mandato ha lavorato «esclusivamente per il bene collettivo», Scricciolo mette nel mirino il Pd parlando di «logiche e dinamiche di ricerca del consenso che passano attraverso scelte mirate ad ampliare la base elettorale di fatto prive di valutazioni sull’operato e sul da fare».

Incompatibile Ma c’è dell’altro dato che il sindaco uscente sottolinea anche «comportamenti discutibili che minano il rispetto tra le persone, la sincerità nei rapporti umani, la ricerca del giusto, la stima. Queste motivazioni sono alla base della decisione, rendendo incompatibile la mia persona con un qualsiasi percorso che veda mettere in discussione tali valori». Insomma, il sindaco uscente chiude la porta a un secondo mandato con una certa amarezza e, contattato da Umbria24, rimanda al post su Facebook senza voler aggiungere altro: «Se mi candido indipendentemente dal Pd? Non rispondo». Tirare ora delle conclusioni però è prematuro, anche perché la recente storia politica cittadina è segnata da altre fratture tutte dentro il centrosinistra.

PD, SPARITE LE PRIMARIE PER I SINDACI

La spaccatura Nel 2014, quando il sindaco uscente era il dem Riccardo Manganello, in città si optò per le primarie di coalizione dalle quali uscì vincitore, per appena 62 voti, Scricciolo, espressione della galassia a sinistra del Pd. Manganello e i suoi masticarono amaro e la frattura si allargò, tanto che alle elezioni spuntò la lista (dove c’erano anche i socialisti) di Maria Luisa Meo, assessore della giunta Manganello che ottenne oltre il 23%. Da allora, in consiglio comunale quest’area ha fatto sempre opposizione e chissà che ora l’addio di Scricciolo non possa essere un fattore in grado di favorire una ricomposizione. Il problema, in caso, è trovare una figura in grado di mettere d’accordo tutte le aree così da superare la spaccatura. Un rebus che Pd e soci sono chiamati a risolvere nel giro di poco tempo dato che alle elezioni mancano tre mesi e mezzo. Il tutto senza primarie, ormai scomparse dall’orizzonte dei dem, e mentre M5S e centrodestra sono ancora a caccia di un loro candidato.

63 COMUNI AL VOTO: COSÌ PUÒ CAMBIARE IL VOLTO DELL’UMBRIA

Panicale gialloverde? Oltre ai Comuni già citati andranno al voto anche Tuoro, Piegaro, Paciano e Panicale; una zona, quella del Trasimeno, interessante per diversi motivi: Castiglione a parte, si tratta di sindaci tutti al primo mandato (a Tuoro Patrizia Cerimonia non correrà per un secondo mandato) e tutti di centrosinistra. E a Panicale nelle ultime ore è spuntata la lettera di Francesca Caproni, consigliere comunale con alle spalle molti anni di opposizione che, dopo aver militato nei Pds, Ds, Socialisti e Fi, ha provato a rientrare nel Pd con Renzi appoggiando nel 2014 la candidatura di Sandro Gallo e non dell’attuale sindaco Giulio Cherubini. Caproni, data ormai in orbita Lega, scrive che questa amministrazione «ha deluso più delle precedenti» e parla della necessità di un «“Patto per Panicale e per la Valnestore”, lasciando da parte simboli o appartenenze e tenendo conto invece dei soli programmi e della ormai irrinunciabile necessità di fare uscire questa comunità dal suo immobilismo». Un appello rivolto in particolare a M5S e giovani e un progetto per il quale si mette a disposizione, «non importa se davanti o dietro le quinte». L’ipotesi di un listone gialloverde dunque potrebbe prendere piede.

Twitter @DanieleBovi

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