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domenica 22 maggio - Aggiornato alle 18:21

Piano sanitario, dopo la bocciatura da parte dell’Università il Pd chiede alla giunta di ritirarlo

I consiglieri dem: «Ennesima brutta figura. Ripartire con un vero percorso partecipativo»

L'aula del Consiglio regionale

Dopo la bocciatura da parte dell’Università di Perugia, che ne ha chiesto una «sostanziale revisione», il gruppo consiliare del Pd chiede alla giunta di Donatella Tesei di ritirare il nuovo Piano sanitario e di «ripartire con un vero percorso partecipativo e dare risposte alle istanze dei cittadini». Per il gruppo dem le dieci pagine del decreto rettorale, ratificato martedì dal Senato accademico, «fanno rimediare alla giunta l’ennesima brutta figura, certificando il fatto che questo esecutivo regionale non è in grado di rispondere con i fatti ai tantissimi proclami con cui continuano a nascondere il caos e l’inconsistenza della loro amministrazione».

LA BOCCIATURA DEL PIANO DA PARTE DELL’UNIVERSITÀ

La nota Nel mirino dei consiglieri finisce in particolare il percorso attraverso cui si è arrivati alla preadozione, nel novembre scorso, del documento: «Ci si è trovati di fronte a un Piano – dicono – redatto senza un minimo di partecipazione e coinvolgimento dei territori, tanto che gran parte dei sindaci sono insorti chiedendone modifiche. È stato necessario anche l’intervento di parlamentari dello stesso partito della presidente Tesei, trasecolati di fronte alla schizofrenica nuova geografia dei distretti sanitari. Ma non si può attendere anche il più insigne e illustre degli onorevoli per fare delle modifiche. La condivisione va strutturata a monte, attraverso un percorso partecipativo collegiale e trasversale». Da qui la richiesta di ritirare l’atto e di riavviare la macchina.

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