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domenica 29 gennaio - Aggiornato alle 14:09

Piano ospedali, botta e risposta senza fine. Paparelli: «Fuffa», la Regione: «Garanzie»

Stadio-clinica, il consigliere Pd: «La giunta pensa di propinare a ternani e imprenditori clamorose bugie»

Foto di Anna Shvets da Pexeles

Fin quando non sarà il ministero della Salute a pronunciarsi, le provocazioni politiche a colpi di botta e risposta potrebbero andare avanti all’infinito. Motivo della discordia, il piano dei fabbisogni ospedalieri preadottato dalla giunta regionale Tesei di recente e rispetto al quale il gruppo consiliare del Pd a Palazzo Cesaroni ha avvertito l’esigenza di attaccare l’operato di Palazzo Donini in conferenza stampa. Le accuse mosse da Fabio Paparelli e Simona Meloni hanno innescato prima la reazione dei ternani della Lega, poi quella dell’assessorato competente. Ma il Dem Paparelli non ci sta a incassare le repliche e controbatte.

Ospedali in Umbria «Il nuovo Piano dei fabbisogni della rete ospedaliera umbra – sottolineano dagli uffici dell’assessore Luca Coletto – è stato redatto nel pieno rispetto del Decreto Ministeriale ‘70/2015’ e  prevede un atto di programmazione che va a garantire una risposta al fabbisogno complessivo di posti letto anche rispetto alla localizzazione delle strutture ospedaliere presenti sul territorio, migliorando tra l’altro l’accessibilità ai servizi sanitari. In particolare, è necessario sottolineare che il parametro della popolazione pesata di riferimento, utilizzato per l’anno 2015, è quello trasmesso dal Ministero della Salute non solo all’Umbria, ma a tutte le Regioni italiane, per l’ovvio motivo che i parametri per la programmazione regionale sono definiti in maniera univoca, al fine di essere confrontabili a livello nazionale. Il decreto ministeriale 70/2015 non prevede infatti, che le Regioni possano ridefinire ogni anno l’offerta dei posti letto massimi in relazione alle variazioni demografiche regionali, attivando o disattivando posti letto ospedalieri, a seconda dell’incremento o decremento della popolazione residente e dei saldi di mobilità sanitaria».

Assessore Coletto «Per quanto attiene la programmazione dell’incremento dei posti letto, il Piano dei fabbisogni appena deliberato in forma di preadozione che sarà sottoposto a parere del Ministero della Salute e sarà adottato dalla Giunta regionale solo a seguito di parere positivo, vuole garantire i reali bisogni di salute della popolazione. L’unico iter corretto – insistono dalla Regione – è quello di determinare l’entità dei posti autorizzabili e accreditabili con una programmazione, mentre la precedente amministrazione ha autorizzato e accreditato strutture private in assenza di qualsiasi programmazione, e questo  è particolarmente evidente soprattutto per le strutture che erogano prestazioni di assistenza  specialistica in  regime  ambulatoriale,  ivi  comprese  quelle  riabilitative,  di diagnostica strumentale e di laboratorio, a proposito di illegittimità. Come previsto dalla normativa vigente, le aziende sanitarie possono stipulare accordi contrattuali con le strutture private accreditate in base al fabbisogno e pertanto gli accordi non sono affatto illegittimi, anzi specificatamente previsti per legge al fine di garantire le migliori performance del sistema sanitario regionale».

Paparelli Il consigliere Dem però insiste: «Secondo le recenti pubblicazioni della Fondazione Gimbe dal 2010 al 2019 l’Umbria è sempre stata tra le prime 5/6 regione italiane per raggiungimento dei Lea, quindi qualità dei servizi e sempre tra le prime tre, sul podio, per tenuta dei conti in equilibrio e qualità delle prestazioni. Oggi, invece, la sanità pubblica è disastrata e la Lega, dopo averla distrutta con grave danno per i meno abbienti, dopo aver relegato l’ospedale di Terni dal decimo al 105esimo posto tra gli ospedali italiani ha il coraggio ancora di parlare? Al contrario di ciò che si vuol far credere, l’operazione verità recentemente svolta ha teso a smascherare le bugie clamorose che la giunta pensa di propinare a ternani e a imprenditori dopo la bocciatura della vicenda stadio-clinica, tutta in capo alla Lega e alla destra e non certo all’opposizione».

Riequilibrio territoriale sanità «Non vogliamo – prosegue Paparelli – che venditori di fumo illudano i ternani. L’operazione messa in campo dalla giunta regionale va nella direzione di coprire incapacità manifeste, anche nella gestione e nell’organizzazione della sanità. Incapacità che potrebbero portare anche a particolari discese in campo alle prossime elezioni amministrative ternane. Per far questo sono state messe in campo deliberazioni surreali e pericolose per la tenuta del sistema sanitario regionale: anziché redistribuire e riequilibrare davvero i posti letto pubblici e accreditabili, spostandoli magari da una Asl all’altra, l’Umbria va verso un aumento incondizionato dei posti letto, in controtendenza con le politiche nazionali che vanno, dopo la pandemia, decisamente verso il rafforzamento della medicina di territorio e la deospedalizzazione. Chi amministra sa, o dovrebbe sapere, che la programmazione sanitaria parte necessariamente dai fabbisogni reali e dal rafforzamento della sanità pubblica universalistica e, utilizzare la sanità privata accreditata in modo sussidiario, mettendo tutti gli imprenditori nelle stesse condizioni di poter concorrere ai posti accreditabili in grado di coprire i fabbisogni residuali. Quello che sta avvenendo invece va in una direzione diversa e presenta forzature che non possono essere taciute e che continueremo a smascherare nell’interesse dei ternani e degli imprenditori che hanno bisogno di certezze e azioni concrete e non di promesse e delibere “fuffa” che non hanno alcuna possibilità di diventare realtà».

 

 

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