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martedì 17 maggio - Aggiornato alle 01:08

Peste suina e caccia al cinghiale, la Lega mette di nuovo nel mirino Morroni

L’assessore ribadisce il no alla proroga e il partito attacca: «Scelta politica». A febbraio incontro sull’attivazione della filiera

Roberto Morroni (©Fabrizio Troccoli)

di Dan.Bo.

È ancora tensione dentro la maggioranza tra Lega e Forza Italia sul tema della caccia al cinghiale e in particolare della proroga del calendario venatorio che, secondo i leghisti, contribuirebbe a evitare il pericolo di una possibile diffusione della Peste suina africana in Umbria, regione dove al momento non è stato registrato alcun caso. Mercoledì in consiglio regionale rispondendo a un’interrogazione della leghista Francesca Peppucci sull’attivazione di una filiera regionale della carne di cinghiale, l’assessore Roberto Morroni ha nuovamente sottolineato che la legge nazionale vieta una proroga che, comunque, «sarebbe impropria e inopportuna, perché favorirebbe la dispersione dei cinghiali».

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Morroni La 157 del 1992 fissa infatti in un massimo di tre mesi la caccia al cinghiale «e siamo in una regione dove vige la legge nazionale. Dopo tale termine, l’attività può prevedere soltanto il contenimento e il controllo. L’allungamento della caccia al cinghiale proposto da alcuni consiglieri per fronteggiare l’eventuale epidemia di peste suina africana – ha proseguito Morroni – è quindi improprio e inopportuno. Ricordo infatti che dove è stata accertata la presenza di peste suina africana è stata inibita la caccia, perché favorisce la dispersione degli animali». Al momento notizie relative a una proroga del calendario fino alla fine di gennaio arrivano solo dalla Regione Molise e in Umbria, come spiegato giorni fa da Morroni, si andrà avanti solo con la caccia di selezione.

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La Lega Alcune ore dopo il capogruppo della Lega Stefano Pastorelli e i colleghi Manuela Puletti e Valerio Mancini sono andati all’attacco di Morroni parlando, a proposito dello stop all’ipotesi di una proroga comunicato giorni fa, di una «scelta dettata dalla volontà politica di cui si fatica a comprenderne le motivazioni». «Non reputiamo sufficienti le osservazioni prodotte dall’assessore forzista – spiegano – e lo invitiamo a un confronto con le associazioni venatorie, alcune delle quali ancora oggi non hanno avuto modo di incontrarlo». Ricordando poi quanto fatto dal Molise e le posizioni di Ispra e Zooprofilatico (secondo i quali una volta presente il virus per limitarne la diffusione servono interventi di contenimento) i tre si chiedono «perché in Umbria si faccia resistenza a questo tipo di soluzione».

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Il fronte aperto Quello sulla Psa è solo uno dei fronti sui quali Lega e FI si sono affrontati in Umbria parlando di caccia. Nell’agosto scorso, a proposito delle pre-aperture, il deputato leghista Riccardo Marchetti aveva attaccato frontalmente Morroni, accusandolo di non ascoltare il mondo venatorio che, per tutti i partiti, rappresenta da sempre un importante territorio di caccia. A difesa di Morroni era intervenuto tutto lo stato maggiore di FI anche perché all’epoca, sullo sfondo, c’era il tema del rimpasto e di quella delega alla caccia che alla Lega non sarebbe dispiaciuta affatto.

La filiera Tornando alla seduta di mercoledì, a proposito dell’attivazione della filiera Morroni ha ricordato che per garantirne la sostenibilità operativa ed economica il rifornimento di materia prima non potrebbe essere garantito solo dalla caccia. La legge prevede che i capi abbattuti sono di proprietà di chi li ha abbattuti, mentre in caso di caccia di contenimento la proprietà è della Regione: «In questo caso – ha detto – possono essere organizzate forme di sfruttamento della risorsa selvaggina che garantiscano un flusso regolare e costante consentendo l’immissione sul mercato di carne pregiata ed il recupero di somme da utilizzare nella gestione faunistica, compreso l’indennizzo dei danni causati all’agricoltura. Pertanto, l’attivazione di questa filiera è auspicabile e fattibile». Gli uffici dell’ assessorato sono al lavoro su una proposta e a febbraio ci sarò un confronto con il mondo agricolo e venatorio.

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