venerdì 21 settembre - Aggiornato alle 20:01

Perugia, ‘teoria’ gender: in Comune ko l’odg che chiedeva alla giunta di ritirare dalle scuole due libri

Libri genericamente contestati foto archivio

di D.B.

Con un voto trasversale venerdì la commissione Cultura del Comune di Perugia ha respinto l’ordine del giorno dei consiglieri del Misto Pittola e De Vincenzi con cui si chiedeva alla giunta di ritirare, dalle scuole comunali, i libri per i bambini che trattano della questione di genere e delle diverse tipologie di famiglia. Cinque i voti a favore (De Vincenzi, Pittola, Felicioni, Vignaroli, Pietrelli), due gli astenuti (Nucciarelli, Fronduti) e sette quelli contrari (Bori, Mori, Mirabassi, Giaffreda, Bistocchi, Sorcini, Perari). Nel mirino dei due consiglieri c’è (l’inesistente, come ormai sottolineato da più parti), «teoria del gender» che sarebbe propugnata da volumi come «Il libro delle famiglie» (Edizione Piemme) e «Piccolo Uovo» (edizione Lo Stampatello). Una questione, quella dei libri, in cui si parla anche nel bel volume di Michela Marzano («Papà, mamma e gender»), studiosa cattolica che proprio sulla questione del gender nel suo libro fa chiarezza sfatando miti e smontando molte inesattezze.

I libri I volumi finiti nel mirino di Pittola e De Vincenzi fanno parte del progetto «In vitro» volto a stimolare la lettura (ideato dal Centro per il libro e la lettura del Ministero per i beni culturali). Ma che cos’è ad esempio «Il libro delle famiglie?». In trentadue pagine destinate ai più piccoli il disegnatore, Tod Parr, spiega come oggi esistano più tipi di famiglie. Ci possono essere quelle numerose oppure formate da un solo componente, quelle dove i figli sono adottati, quelle dove ci sono genitori con un differente colore della pelle, oppure dove fratelli o sorelle hanno genitori differenti, quelle dove ci sono due mamme o due papà, quelle dove si amano cose differenti. Un testo, questo come altri, secondo i proponenti, che lamentano anche il mancato coinvolgimento delle associazioni delle famiglie, «chiaramente finalizzati all’introduzione nelle scuole, sin dalla tenera età, della teoria gender».

IL LIBRO DI MICHELA MARZANO

Chiave di lettura Una presunta teoria «disumanizzante, mistificatrice della verità profonda iscritta nella natura biologica di ogni uomo e di ogni donna, ed è rivolta a sviluppare una visione consumistica del genere umano creando disorientamento nei bambini, futuri cittadini del nostro territorio». In tutto sono stati distribuiti 90 libri e secondo le dirigenti della Regione responsabili del progetto i due citati «rispondono a criteri di ordine generale, chiarezza comunicativa, rappresentativi della realtà in cui si vive, dare una chiave di lettura del mondo, anche rispetto ad altri modelli di famiglia che sono oggi oggetto di dibattito e discussione e dare l’opportunità al bambino di sentirsi rappresentato». A prendere la parola è stato anche Ernesto Rossi, presidente del Forum delle Associazioni familiari dell’Umbria secondo il quale i genitori hanno «difficoltà quando si trovano a doversi relazionare con i loro figli, anche di tre anni, su temi così forti, senza aver avuto la possibilità di collaborare con le istituzioni».

LA MANIFESTAZIONE PER I DIRITTI CIVILI

Dibattito Nel corso del dibattito da parte del Pd con il capogruppo Mencaroni è arrivato un no netto all’odg e anche dentro Forza Italia ci sono più di un dubbio sul documento: per Sorcini non va censurato nulla e per Perari «il concetto di famiglia ha indiscutibilmente subito mutamenti nella storia ed oramai le famiglie di stampo tradizionale non rappresentano più la maggioranza delle formazioni». Niet, anche se con qualche distinguo tra Pietrelli (che vorrebbe una maggior condivisione dei programmi da parte delle famiglie) e Giaffreda, anche da parte del M5S, mentre a favore hanno votato il leghista Felicioni («non sono adatti ai bambini») e Vignaroli (Progetto Perugia), che ha criticato «la modalità con cui alcuni modelli sono presentati ed alle volte imposti».

Omphalos Sul voto di venerdì nel pomeriggio è arrivato il commento di Arcigay Omphalos Perugia, che attraverso la co-presidente Patrizia Stefani parla di «richiesta faziosa e totalmente fuori luogo che dimostra ancora una volta come certi personaggi e partiti politici non hanno per niente a cuore il benessere e l’integrazione della nostra società, ma solo l’imposizione della loro verità e la salvaguardia di una società basata sull’odio per tutto ciò che è diverso dal modello prevalente». «Dopo la bocciatura in Regione – le fa eco il co-presidente di Omphalos Emidio Albertini – il consigliere De Vincenzi ha tentato la strada del Comune di Perugia dove siede in maggioranza, ma la sua crociata da santa inquisizione è stata bocciata dai suoi stessi compagni di partito. Ancora una volta la favola della “teoria del gender” si è dimostrata per quello che è, cioè una mistificazione creata ad hoc dalle associazioni ultra cattoliche per combattere il processo d’uguaglianza delle persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali». «L’ordine del giorno – commentano poi Pittola e De Vincenzi – non ha mai messo in discussione la bontà del progetto, ma ha fatto registrare una contrapposizione tra chi vuole imporre una nuova visione antropologica dell’uomo in un’ottica individualista e chi concependo l’educazione come un mezzo di umanizzazione vuole tutelare in primo luogo il diritto dei bambini ad esser rispettati e accompagnati con verità e prudenza».

Twitter @DanieleBovi

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