venerdì 21 luglio - Aggiornato alle 22:34

Perugia, radicali e Pd protestano: «Impedite le raccolte firme da Comune e Sipa»

Conferenza stampa per denunciare la limitazione dell’agibilità democratica: «Ecco cosa è successo a Pian di Massiano e in centro»

Conferenza stampa dei Radicali

«Negli ultimi mesi si sono moltiplicati i casi di difficoltà nel poter raccogliere pubblicamente sottoscrizioni per proposte di legge di iniziativa popolare, cioè un istituto costituzionalmente tutelato». Lo denunciano i Radicali di Perugia in una conferenza stampa tenuta sabato mattina e rappresentati da Michele Guaitini e Andrea Maori, rispettivamente segretario e tesoriere. Hanno partecipato anche la consigliera comunale Pd, Sarah Bistocchi, e Francesca Candori del Comitato per la democrazia costituzionale.

Sipa impedisce presenza Il movimento radicale è impegnato a raccogliere firme su proposte di legge relativa alla iniziativa “Ero straniero” e su nuovi diritti di partecipazione. «Il caso più eclatante – è stato detto – è quello di Pian di Massiano dove la Sipa ha impedito la raccolta durante i giorni del mercato con la motivazione che è possibile fare solo informazione. Ma l’informazione serve per raccogliere firme. Come denunciato dai Consiglieri comunali Tommaso Bori e Sarah Bistocchi del gruppo Pd, che su questo hanno presentato un’interrogazione al sindaco Andrea Romizi, altri gruppi politici hanno potuto raccogliere firme, senza problemi. Radicaliperugia ha potuto dimostrare che in base alla convenzione tra Sipa e Comune la gestione commerciale e non commerciale nei giorni di mercato è di esclusiva competenza del Comune. Quindi è il comune a concedere le autorizzazioni di suolo pubblico».

Niente raccolta firme in centro Ma ancora più gravi, secondo i Radicali, sono i divieti che vengono dati durante tutte le iniziative pubbliche che si svolgono nel centro della città. «Non siamo stati autorizzati a raccogliere firme durante tutta la settimana della manifestazione del 1416 durante il quale tutto il centro è stato bloccato e in questi dieci giorni di Umbria jazz durante i quali fioriscono iniziative spontanee di ogni genere. Di tutto questo – denunciano i Guaitini e Maori – sono responsabili gli uffici, regolamenti interpretati in modo molto restrittivo e l’incapacità della politica a porvi rimedio. Rispetto a questa situazione viene quindi chiesto che la giunta si esprima quanto prima a partire da una risposta all’interrogazione dei consiglieri. Tutta la situazione si svolge in una difficoltà complessiva a trovare generalmente autenticatori tra cui i consiglieri comunali per le proposte di legge di iniziativa popolare».

Dispositivi per le petizioni Altro punto dolente, è stato denunciato, «è la mancata applicazione dei dispositivi di applicazione delle petizioni sottoscritte con firme autenticate e certificate da centinaia di cittadini di Perugia sulla trasparenza dei lavori del consiglio comunale e delle commissioni. Già da dicembre sono state approvati i dispositivi della petizione sulla trasparenza online dei lavori del consiglio, delle commissioni, della messa in rete di tutte le sedute, verbali, eccetera. Insomma è stato tutto approvato tranne una revisione dei criteri di assegnazione dei gettoni di presenza. Al momento il dispositivo della petizione non è stato messo in opera».

Legge di iniziativa popolare Infine, è stata presentata una proposta di legge nazionale di iniziativa popolare sulla partecipazione, trasparenza e misurazione della qualità dei servizi promossa da Radicali italiani, insieme ad altre forze politiche tra cui il Coordinamento per la democrazia costituzionale. Tra i vari punti della proposta – su cui si stanno raccogliendo le cinquantamila firme previste dalla Costituzione – ci sono anche quelle di rendere obbligatori i referendum propositivi, abrogativi e confermativi gli statuti di tutti i Comuni, di dare la possibilità agli immigrati residenti da almeno 3 anni i referendum comunali e i referendum comunali su aumenti di tributi e tariffe per interventi di scopo così come per chiudere o privatizzare società partecipate e la pubblicizzazione del patrimonio immobiliare dei Comuni. Infine la proposta di legge propone di rendere più agevole la raccolta firme con una semplificazione dell’autentica delle sottoscrizioni.