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lunedì 4 luglio - Aggiornato alle 17:26

Perugia, per la giunta Romizi conto da 517 mila euro sui derivati sottoscritti nel 2006

Quattro i contratti sottoscritti con Intesa San Paolo, per tutto il 2022 differenziale negativo di oltre un milione

Palazzo dei Priori, sede del Comune (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Il Comune di Perugia dovrà restituire a Banca Intesa San Paolo oltre mezzo milione di euro per una serie di contratti derivati che l’amministrazione, nel lontano 2006, aveva sottoscritto con l’istituto bancario. La decisione è contenuta in una determina dirigenziale di Palazzo dei Priori e si riferisce però solo al primo semestre dell’anno durante il quale, come si spiega nelle 17 pagine della nota informativa allegata al bilancio di previsione 2022-2024, è atteso un flusso di casa negativo pari a 1,046 milioni di euro. I contratti furono sottoscritti quando il sindaco della città era Renato Locchi e assessore al Bilancio Marco Vincio Guasticchi.

Il meccanismo La cifra da versare a Intesa, per il primo semestre, è par a 517.664 euro e 52 centesimi. In tutto il Comune ha sottoscritto quattro derivati con l’istituto bancario (e un quinto con Dexia Crediop), operazioni che «prevedono, come sottostante, indebitamento a tasso variabile e consistono – è detto nella nota informativa – in uno scambio di quote capitale e di tassi d’interesse». In estrema sintesi il derivato, sottoscritto da tantissimi Comuni per coprirsi dai rischi relativi ai finanziamenti, è agganciato al tasso Euribor 6 mesi: a seconda del valore, il Comune paga o riceve somme a San Paolo.

Il conto «La restituzione di quote capitale nette, incassate nei primi anni, e la discesa dei tassi d’interesse, avvenuta negli ultimi anni – prosegue la nota informativa – comporteranno per l’Ente la futura corresponsione di differenziali negativi». In particolare, oltre alla cifra da sborsare quest’anno per il 2023 il differenziale negativo atteso è pari a 1,016 milioni di euro mentre per il 2024 di 811 mila euro.

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