sabato 20 luglio - Aggiornato alle 17:52

Perugia, per il centrosinistra sconfitta epocale. Boccali perde ovunque voti mentre Romizi cresce

Andrea Romizi nel suo nuovo ufficio (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi e Antioco Fois

Una sconfitta epocale, arrivata contro il centrodestra più malandato degli ultimi anni. Quello che si è incartato per mesi nella scelta del candidato, quello che dopo l’esplosione del Pdl si è disperso in mille rivoli e che, qualche settimana fa, è riuscito nell’impresa di far ritirare dalla corsa l’avvocato Corrado Zaganelli 48 ore dopo averlo presentato; quello che, in affanno, ha infine scelto il giovane Andrea Romizi che, da ipotetica vittima sacrificale, da possibile terzo classificato dietro persino il Movimento 5 stelle, è ora il sindaco di Perugia. Un uomo di Forza Italia che vince in una delle roccaforti storiche della sinistra nel momento di massima debolezza del partito di Berlusconi e, al contempo, di un Pd che ha raggiunto alle europee l’Everest del 41% e che alle amministrative, in giro per l’Italia, è avanzato. Una sconfitta figlia del malcontento che è montato come un’onda, cavalcata da Romizi e soci, e che ha spazzato via le ambizioni di riconferma di Boccali; un voto dove c’è stata un’alta componente di protesta.

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Non vola una mosca Alla fine sul risultato pesa il dato dell’affluenza, che si è fermata al 49%, e nelle urne sembra essersi materializzato il fantasma più temuto dal centrosinistra: quello della scarsa mobilitazione. Dall’ottimismo del pomeriggio, quando alla bassa affluenza si associava una partecipazione in massa del popolo del centrosinistra, si è passati a numeri che hanno presto tolto il sorriso ai supporter di Boccali. Fin dai primi seggi è stato chiarissimo che qualcosa in città era radicalmente mutato: Romizi era davanti largamente non in centro storico, ma a Castel del Piano e in altre roccaforti  fino ad arrivare più «terrificante delle sconfitte», per usare le parole del segretario Pd Giacomo Leonelli. Al 30% delle sezioni scrutinate nel comitato di piazza Matteotti non vola una mosca. Al 60%, quando Romizi prende il largo, le prime lacrime. Al Comitato per la rielezione di Wladimiro Boccali va di scena una sconfitta storica. La conclusione di una scia positiva che durava da decenni.

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Responsabilità Al quartier generale del sindaco uscente attendono i risultati gli ex componenti della giunta, da Andrea Cernicchi alla senatrice Valeria Cardinali, da Giuseppe Lomurno a Ilio Liberati. Tra i big del partito l’ex sindaco Renato Locchi, l’ex segretario regionale Lamberto Bottini e l’attuale Giacomo Leonelli. Le facce sono incredule, via via che prende forma quello che fino a qualche ora fa era incredibile, fino a quando il distacco fra i due candidati si consolida a oltre 8 punti percentuali. Sotto di 8 mila voti, il sindaco uscente ammette la sconfitta in un’intervista a UmbriaTv: «Mi assumo la responsabilità di questo risultato» e poi «auguri a Perugia e al nuovo sindaco». A quel punto lo scenario inedito è diventato realtà, Andrea Romizi è il primo sindaco di centrodestra di Perugia. Davanti a Palazzo dei Priori centinaia di elettori festeggiano il nuovo primo cittadino. All’una di notte la saracinesca del Comitato elettorale Boccali è già abbassata.

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Torneremo a splendere Il nuovo sindaco, che ha atteso i risultati nella casa di Fiammetta Modena, esulta con un tweet: «Da domani Perugia sarà amministrata da chi ama la propria città. Uniti da una visione comune torneremo a farla splendere come un tempo!». Poi, ai microfoni di Umbria24: «Boccali mi ha chiamato per farmi i complimenti – dice – e per augurare buon lavoro. Sicuramente è stato un voto che ha espresso un malcontento ma noi a questo malcontento abbiamo dato un progetto credibile. Da una prima lettura molti dei nostri elettori che al primo turno avevano scelto il M5s o che non avevano votato per noi sono andati a votare. Ora c’è la gioia ma siamo concentrati perché in poco tempo dobbiamo are un governo per la città».

Boccali vince solo in pochi seggi La vittoria di Romizi ha probabilmente tra i suoi padri, al di là di Waguè, Barelli e l’astensione di parte del centrosinistra, il consenso che il M5Ssembra aver riversato sul candidato del centrodestra. Guardando a caldo i numeri che arrivano da tutti i seggi, Boccali vince in una ventina su 159, da Lacugnano a Montegrillo fino a San Sisto, Ponte San Giovanni, Mugnano, Sant’Egidio, Ramazzano, Casa del Diavolo, Solfagnano, Villa Pitignano. Nel resto del territorio invece il sindaco uscente va ko ovunque, perdendo dappertutto preferenze mentre Romizi le guadagna, ma sempre in numero inferiore rispetto al salasso subito da Boccali. Segno che nel centrosinistra interpretano come la mancata partecipazione proprio delle persone di centrosinistra.

2 risposte a “Perugia, per il centrosinistra sconfitta epocale. Boccali perde ovunque voti mentre Romizi cresce”

  1. mariosi ha detto:

    Che cosa si vuol discutere:purtroppo il copione del PD sembrava sempre lo stesso:consiglieri comunali famelici l’un contro l’altro,socialisti in attesa della scranno,sinistra divisa e presupponente con i soliti noti anni 80,i soloni che continuano a dar lezioni che nessuno vuole piu’ sentire.
    Una citta’ in piena decadenza ,smarrita e spolpata, come l’Italia.

  2. ALEX ha detto:

    Mi sono laureato a Perugia con il massimo dei voti,quando ancora il vecchio Policlinico Monteluce,era per i tempi al massimo splendore!Sono tornato per iscrivere mio figlio all’Università anch’egli al massimo dei voti,io umbro doc,lui umbro doc.Ho constatato una città spaventata,con il coprifuco, per i ragazzi dopo le 21!E purtroppo un’Umbria cambiata,abbandonata a se stessa,una classe politica arroccata sul proprio potere,anche livorosa,anche presuntuosa,ho cercato d’inviare molte lettere ai politici,spesso mi hanno risposto con arroganza,con incapacità di capire le problematiche di questa piccola meravigliosa regione!!Ben venga allora un ricambio generazionale,la democrazia è fatta di alternanza,di spazio ai giovani,eviterei la supponenza dei nostri dirigenti,degli amministratori locali legati mani e piedi alla poltrona,altrimenti non si spiegherebbe le manifestazioni di entusiamo per Andre Romizi.Nella nostra regione sembra di vivere in un regime social-comunista dei paesi dell’EST in una rigidità totale,economica sociale,come se chi non è alleato venisse messo da parte,escluso dove le buone proposte delle opposizioni siano d

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