giovedì 20 giugno - Aggiornato alle 05:36

A Perugia le civiche di Romizi ‘svuotano’ la Lega che però sfonda nelle frazioni: ecco i flussi

Progetto Perugia e le altre pescano in modo trasversale, anche da Pd e M5s. FdI ‘ruba’ oltre 4.400 elettori a Salvini. E Giubilei attrae gli elettori di sinistra

Andrea Romizi (foto M.G.)

di Daniele Bovi

Una Lega ‘svuotata’ dalle liste civiche a sostegno di Andrea Romizi, in un quadro caratterizzato da scelte molto differenti tra europee e comunali. Parte del dossier presentato martedì a Perugia dal professor Bruno Bracalente è dedicato all’analisi dei flussi che hanno caratterizzato le comunali perugine. Così come successo in tante altre zone dell’Umbria, anche nel capoluogo «il fenomeno del voto differenziato tra le due consultazioni è molto rilevante, e riguarda tutti i principali partiti». La Lega, ad esempio, ha toccato il 31,5% alle europee e il 15% alle comunali: dove sono finiti questi voti? Ben 10 mila elettori che alle europee avevano optato per Salvini, cioè più di un terzo del totale, alle comunali hanno scelto una delle civiche a sostegno del sindaco.

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Civiche pigliatutto Nel complesso questo blocco di civiche ha attratto oltre un terzo degli elettori che alle europee hanno votato centrodestra. Forza Italia ha ceduto a questo blocco di liste un terzo dei voti così come FdI, ma la pesca è stata trasversale ed è questo uno degli elementi chiave per capire la larga affermazione di Romizi: il M5s ha ‘donato’ oltre il 18% (2.200 voti), Più Europa il 45% (mille), il Pd 2.300 voti (10%). E se si guarda al tasso di fedeltà tra europee e comunali, il record spetta ai sostenitori di Fdi (64%), seguiti da quelli di M5s (60%), Pd (60%), liste di sinistra (57%) e FI (55%). Nel campo del centrodestra, quasi il 10% degli elettori che avevano scelto Fi alle europee hanno optato per la Lega alle comunali, mentre da FdI non sono arrivati flussi. Da notare poi come la lista dei Fratelli d’Italia sia stata, dopo il blocco di civiche, l’approdo preferito degli elettori leghisti: 4.400 voti.

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Centrosinistra In casa del centrosinistra, nel Pd passato dal 26,5% delle europee al 17% delle comunali è da notare il travaso di elettori dem verso le civiche di Giubilei (un gioco dunque a somma zero per il giornalista), che è però riuscito ad attrarre il 20% degli elettori delle liste di sinistra.Da queste parti gioca un ruolo anche il non voto, opzione scelta alle comunali dal 12% degli elettori di sinistra e dal 22% di quelli di Più Europa, per un totale di oltre 2.400 voti. I pentastellati invece sono andati a ingrossare le fila del centrodestra e in particolare, oltre alle civiche di Romizi, FI (mille voti) e FdI (900).

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Area urbana e frazioni L’analisi presentata martedì affronta anche un altro capitolo interessante, cioè quello della differenza tra il voto delle frazioni e quello delle aree urbane. Partendo dalle europee, la Lega è forte in particolare nelle frazioni (34% contro il 28% dell’area urbana), mentre il voto del Pd è bilanciato (27% contro il 26%). Se però si prendono in considerazione i dati delle politiche del 2013 e del 2018 il Pd, storicamente il partito delle frazioni, concentra progressivamente il proprio consenso nell’area urbana, mentre la Lega si rafforza nelle frazioni. Ancor più sbilanciato verso l’area urbana è il consenso delle liste di sinistra e centrosinistra, e lo stesso vale per FI e FdI. Un quadro sostanzialmente confermato dai numeri delle comunali, anche se in questo caso il Pd torna ad avere più consensi nelle frazioni (18,4%) che nell’area urbana (15,6%), principalmente per il fatto che le civiche di Giubilei gli hanno sottratto voti nell’area urbana.

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I fattori «Il voto di appartenenza – commenta Bracalente – è finito, non esiste più; gli elettori votano in modo diverso anche nello stesso giorno». Per spiegare questa differenza si possono tirare in ballo molti fattori come la forte mobilità elettorale, le diverse leggi elettorali, l’elevato numero di candidati e la diversa offerta elettorale, in primis a causa delle tante civiche. Ma non ci sono solo questi elementi: «Sono forse la personalizzazione – è stato detto martedì – e la domanda di tutela, protezione e cambiamento a guidare i cittadini elettori verso scelte che, anche prescindendo dallo schieramento politico, appaiano in grado di incarnare e interpretare una risposta a tali esigenze».

Twitter @DanieleBovi

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