mercoledì 17 luglio - Aggiornato alle 06:46

Perugia, per la presidenza Arcudi sul filo in prima battuta. Ed è ancora rebus sulle mini-deleghe

Lunedì l’insediamento di giunta e consiglio, all’ex vicesindaco servono 22 voti. Gli assetti dentro i gruppi di maggioranza e opposizione

Uno dei corridoi di Palazzo dei Priori (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

A poco più di 48 ore dalla prima campanella, sul tavolo del consiglio comunale di Perugia ci sono ancora diversi dossier aperti. Lunedì alle 15.30 si insedieranno la nuova giunta di Andrea Romizi e i membri dell’assemblea con un assetto istituzionale ancora da definire. Il primo capitolo da affrontare sarà quello dell’elezione del presidente del consiglio comunale che, nell’ambito delle trattative dentro la composita maggioranza di Romizi, spetterà a Nilo Arcudi di Perugia civica, ex vicesindaco delle giunte di Locchi e Boccali. La votazione sarà a scrutinio segreto e per centrare l’elezione lunedì servirà la maggioranza dei due terzi, cioè 22 voti. E 22, compreso Romizi, sono proprio i membri delle liste che appoggiano il sindaco.

Il presidente Il problema è capire se tutti seguiranno le direttive o se, come probabile, nell’urna finiranno mal di pancia e malumori vari per assessorati sfumati, antipatie personali, idiosincrasie politiche e così via. Quota 22 non sembra facilmente raggiungibile in prima battuta e se sarà fumata nera, entro due settimane si terrà un nuovo consiglio per eleggere il presidente; anche in questo caso si procederà a scrutinio segreto e occorrerà la maggioranza dei due terzi, ma se anche questo secondo tentativo dovesse fallire, a quel punto basterebbe la maggioranza assoluta. Eletto il presidente, a scrutinio segreto si procederà con la scelta dei due vice, uno alla maggioranza e uno all’opposizione. Il primo potrebbe essere il forzista Cagnoli, in corsa però anche per il ruolo di capogruppo e dunque non è esclusa l’opzione Cesaro; il secondo arriverà dai banchi della civica di Giubilei, che ha eletto Fabrizio Croce e Lucia Maddoli e che punta a un riconoscimento per il lavoro fatto in campagna elettorale.

Capigruppo Il Pd punta dritto alla presidenza della commissione Controllo e garanzia, che spetta come di consuetudine all’opposizione, e in casa dem è stata risolta in breve anche la questione capogruppo, ruolo che sarà svolto da Sarah Bistocchi la quale presiederà anche la prima seduta; la dem è infatti il «consigliere anziano», cioè il più votato, una volta tolta Edi Cicchi, confermata assessore. Il Pd come i civici di Giubilei non voterà Arcudi ma, nel quadro di una seduta molto istituzionale, non ci saranno né bagarre né uscite dall’aula nonostante lo strappo doloroso con l’ormai ex alleato. Tornando ai capigruppo, detto di FI e Pd, per Perugia civica ci sarà Pici, per il M5s dovrebbe essere la candidata sindaco Francesca Tizi, Per FdI Riccardo Mencaglia, per Progetto Perugia Francesco Vignaroli e per la Lega Lorenzo Mattioni.

Mini-deleghe Mettendo da parte il tema delle presidenze di commissione – quattro in tutto che serviranno in parte a compensare i malumori delle liste e di quei consiglieri che, candidatisi con molte ambizioni, sono rimasti con un pugno di mosche in mano – il Romizi tornato venerdì dalle brevi vacanze dovrà mettere mano al capitolo delle mini-deleghe. In corsa ci sono Pici di Perugia civica (Sicurezza e Fontivegge) e Giustozzi di FdI (Centro storico), ma qualcosa dovrebbero ottenere anche Francesca Renda di Blu e l’ex assessore di Progetto Perugia Cristiana Casaioli, che di sicuro avrebbe gradito una conferma. Molto probabilmente se ne riparlerà dopo lunedì, cercando di procedere un passo alla volta.

Twitter @DanieleBovi

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