martedì 11 dicembre - Aggiornato alle 00:49

Parte la fase due di Giubilei: «Non prometto rivoluzioni. Priorità sicurezza, vivibilità e bellezza»

Da Ponte Felcino la sfida a Romizi: «Vorrei campagna senza prenderci a schiaffi». A metà gennaio la presentazione del programma: «Mi muoverò con libertà»

Giuliano Giubilei (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Giacca e cravatta, seduto da solo sulla scrivania e circondato dalle telecamere. Giuliano Giubilei sembra quasi il ‘mezzobusto’ che per anni ha condotto l’edizione nazionale del Tg3. Quel quasi però è importante dato che il giornalista è ufficialmente, da venerdì mattina, la figura sulla quale il centrosinistra punta per riconquistare Perugia e non più, dunque, un ‘mezzo candidato’. Dalla Torre del molino della catasta di Ponte Felcino Giubilei ha infatti sciolto la riserva e lanciato la sua corsa verso Palazzo dei Priori. La sensazione è che si sia chiusa la fase uno, quella iniziata con le indiscrezioni di alcune settimane fa e proseguita con i primi incontri, le prime interviste e i faccia a faccia con i partiti.

Appena accesa Venerdì Giubilei, che di fatto è stato il ‘big bang’ di tutta la scena politica cittadina, ha sostanzialmente ripetuto molte delle cose dette negli ultimi giorni: sul piano programmatico per il momento c’è solo una cornice, alcuni grandi e generici temi tutti da declinare; insomma, la macchina si è appena accesa – per di più in pieno inverno -, i giri sono ancora bassi e il candidato deve entrare pienamente nella parte. Una prima reale misurazione dell’intero progetto politico potrà essere fatta solo a metà gennaio: tra una quarantina di giorni infatti Giubilei organizzerà «un evento in cui presenterò il programma e la squadra» che lo supporterà. Al momento dunque solo «linee generali» dato che il programma vero e proprio «sarà scritto con la città nel corso delle prossime settimane». Fuori dalla sala della Torre ci sono i gatti, le oche, le caprette e tutti gli altri animali del bucolico Bosco didattico, mentre dentro non c’è nessun esponente di partito.

Le periferie e il dialogo Giubilei non recita la parte dell’ingenuo, sa che il ‘bosco politico’ è lì fuori e che le «pressioni arriveranno»: «I partiti però – spiega – hanno capito l’impronta civica che voglio dare; questo non vuol dire che non ci sono, ma la mia avventura deve essere caratterizzata da un’impronta civica molto forte. Svolgerò il mio ruolo in totale autonomia e libertà». Ponte Felcino è stata scelta perché «simboleggia l’attenzione per le zone periferiche della città. Il recupero dei quartieri sarà prioritario». Giubilei racconta che nelle settimane passate ha ascoltato molto, «movimenti locali, imprenditori, professori, politici, persone incontrate nei mercati e dopo questa prima fase ho deciso di mettermi a disposizione della mia città». La chiave sarò «far riconquistare alla città un ruolo guida, di capitale, di modello per le altre città dell’Umbria; un ruolo che ha un po’ perso».

Le priorità Quanto alle priorità sono, in questo ordine, «sicurezza, vivibilità e bellezza». E ai giornalisti che gli fanno notare come l’enfasi sul primo punto può far pensare a una sorta di introiezione di un tema della destra, lui risponde così: «Come successo con quello della patria, la sinistra che lo ha colpevolmente lasciato in pasto alla destra, che l’ha usato per cavalcare le paure delle persone. La gente delle periferie che votava per noi si è sentita abbandonata. Il tema bisogna affrontarlo responsabilmente e con saggezza». A Ponte Felcino non è risuonato lo slogan «tolleranza zero» ma Giubilei ha voluto sottolineare che «bisogna usare tutti i mezzi possibili per ripristinare legalità; e serve la massima severità». Questioni che esulano dalle competenze di un sindaco ma sulle quali Giubilei ha voluto lanciare dei messaggi all’elettorato. «Però – continua – la repressione non basta. Va ricostruito un tessuto sociale, e sicurezza vuol dire anche lavoro».

Vivibilità e bellezza Sulla vivibilità, il leit motiv è quello degli ultimi giorni: «Stop al consumo di suolo, dato che per 50 anni la città ha già ricevuto una bella dose di cemento; bisogna recuperare l’esistente». Attenzione anche a viabilità e traffico: «Ci sono troppe auto, ieri sera una era parcheggiata pure sulle scale del Duomo. E l’anello di Piazza Italia mi convince poco, diventerà un carosello dato che i posti non ci sono. Io amerei un centro senza auto, però non voglio fare crociate antistoriche e lo so che ci sono le esigenze dei commercianti, ma bisogna trovare una via sensata, dando alle persone la possibilità di arrivare in centro». Quanto alla bellezza, «bisogna puntarci di più e servono politiche culturali all’altezza. Pochi eventi hanno alzato il livello della città. Non demonizzo 1416 e la guardo con rispetto, ma non possiamo presentarci solo con quella». Sull’Università, Giubilei punta a coinvolgere per i grandi progetti «le grandi teste che ci lavorano» e «a stabilire un dialogo più stretto», che è mancato secondo il giornalista per responsabilità di entrambi i fronti.

Lo stile In generale il giornalista, dai toni sobri e misurati, non attaccherà a testa bassa gli avversari: «Io – dice – voglio puntare su una proposta mia e non prometto rivoluzioni rispetto al passato perché so che amministrare non è facile. Non ci saranno crociate e non sono interessato a una campagna elettorale fatta coi coltelli. Apprezzo lo stile di Romizi e se potremo fare una campagna senza prenderci a schiaffi sarei contento». Due, negli auspici, le liste che faranno direttamente riferimento al candidato sindaco, ma niente presentazione della squadra di assessori in anteprima: «È prematuro. Mi muoverò con una certa libertà». Respinta al mittente anche l’accusa, formulata «dal portavoce del sindaco Emanuele Prisco», di essere un «radical chic»: «Mi si può dire tutto tranne quello, la mia è tutta un’altra storia. Sono nato in via Cortonese, mia madre è stata operaia alla Spagnoli per 40 anni e ha fatto sacrifici per farmi studiare». Ultimo accenno alle beghe congressuali del Pd, dalle quali Giubilei vuol tenersi alla larga: «Non parlo di queste cose, non sono mai stato iscritto e ovviamente non voterò alle primarie, regionali o nazionali che siano anche se auspico una guida forte e autorevole». La corsa del giornalista è iniziata.

Twitter @DanieleBovi

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