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giovedì 15 aprile - Aggiornato alle 01:23

Perugia e la sua crisi d’identità: sindaco e rettore avviino una riflessione sulla città universitaria

L’intervento di Antonio Bartolini sul futuro del capoluogo: «Bisogna partire dal proprio miglior passato per tracciare il futuro»

Antonio Bartolini

Prosegue con Antonio Bartolini, professore di Diritto amministrativo ed ex assessore regionale alle Riforme, la serie di interventi sul futuro di Perugia. Nei giorni scorsi Umbria24 ha ospitato quelli di Francesco Zuccherini, Francesco Vignaroli e Giacomo Leonelli.

di Antonio Bartolini

Perugia Capitale europea e italiana della cultura. Perugia Capitale europea dei giovani. Perugia Capitale verde d’Europa. Cronaca di tre fallimenti. Perugia Città del cioccolato. Perugia città del cachemire. Perugia Città del Jazz. Perugia Città degli stranieri. Perugia Città universitaria. Perugia Città etrusca. Perugia Città della mobilità sostenibile. Perugia Città capoluogo. Questo lungo elenco di idee di città, nascondono in realtà una crisi di identità. Una città in cui la sua notorietà proviene o da efferati crimini o dalla cronaca giudiziaria o, guardando al presente, dai pessimi record in materia di Covid. La risposta è stata – come spesso dico – quella di guardarsi nell’ombelico. Perugia ai perugini è stato lo slogan di alcune campagne elettorali.

Quale identità La città e tutte le sue componenti – politiche economiche e sociali – hanno smesso di guardare al mondo e si sono chiuse dentro le mura etrusche e medioevali. In un guscio protettivo, che porta però all’immobilismo. Come uscirne? Lavorando innanzitutto sull’identità e sulle identità della città. La risposta non è sicuramente richiamarsi all’età di mezzo tra medioevo e signoria rappresentata da Perugia 1416. Perugia non è Siena o Gubbio. Perugia, invece, è città universitaria per eccellenza. È da qui che bisogna ripartire. Bene ha fatto il Magnifico rettore a celebrare i 700 anni della Facoltà di Medicina, coinvolgendo tutte le istituzioni a partire dal cardinal Gualtiero Bassetti e dalla presidente della giunta regionale Donatella Tesei. Il sindaco Andrea Romizi, e con lui tutta la città, dovrebbe cogliere questo momento celebrativo per avviare una riflessione sulle opportunità di sviluppo che offre l’idea di «Perugia Città universitaria». Sia per quanto riguarda l’asse formazione e istruzione, sia per quanto concerne ricerca e innovazione.

Città universitaria Una vera identità, con più di 700 anni di storia. «Università di Perugia 700 anni di modernità»: così s’intitolava un famoso libro del compianto rettore Giancarlo Dozza. Ma questo richiede poi delle politiche. Capacità di intercettare i fondi del Recovery plan destinati alla transizione ecologica e digitale, mettendo l’Università di Perugia come centro di innovazione e sviluppo. Capacità di pensare le politiche urbanistiche mettendo al centro i due Atenei. Dando più attenzione anche ai particolari: il degrado in cui versano i marciapiedi che portano alla Conca ne è un segno tangibile; a proposito di decoro urbano… Mi appello al sindaco Andrea Romizi, al rettore Maurizio Oliviero e a tutte le forze vive di questa città, affinché convochino immediatamente un tavolo interistituzionale in cui venga messa al centro la questione di Perugia Città universitaria. Perché la città ha bisogno di ritrovare e pensare alla propria identità, partendo dal proprio miglior passato per tracciare il proprio futuro. Perugia Città Universitaria.

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