mercoledì 23 gennaio - Aggiornato alle 08:21

Perugia, dopo oltre 400 anni biblioteca Augusta senza un direttore. Pd: «Giunta dica che vuol fare»

L'ingresso della biblioteca Augusta

Il primo direttore fu il fondatore Prospero Podiani, in carica dal 1582 al 1615; l’ultimo, Maurizio Tarantino, ha concluso il suo mandato nel 2014. Ad oggi invece l’antica biblioteca Augusta è priva di un direttore, «un qualcosa che non si era mai verificato in oltre 400 anni» denunciano i consiglieri comunali del Pd Tommaso Bori, Sarah Bistocchi e il capogruppo Diego Mencaroni. «Abbiamo la fortuna di ospitare nella nostra città – dicono – un’istituzione bibliotecaria internazionale e un punto di riferimento a cui tutti guardano nel mondo sin dal 1582». All’assenza di un direttore, dicono poi i dem, va sommata «la mancanza di direzione del sistema bibliotecario del Comune di Perugia», che comprende tante realtà, come ad esempio San Matteo degli Armeni o la Sandro Penna di San Sisto.

L’interrogazione Tutti motivi per cui i consiglieri hanno scritto un’interrogazione per chiedere a sindaco e giunta «criteri, modalità e tempi con cui si intende selezionare il nuovo direttore della Biblioteca Augusta e del sistema bibliotecario del Comune di Perugia». Mencaroni, Bistocchi e Bori poi puntano il dito contro l’eliminazione, fatta dalla giunta nell’ambito della riorganizzazione del settore dirigenza, dell’unità operativa che si occupava di biblioteche, ora accorpata a turismo e attività culturali. Dato che l’unità, come spiegano i tre, è prevista dal regolamento comunale, i consiglieri dem chiedono anche che del caso di occupi la commissione Controllo e garanzia, guidata dalla democratica Emanuela Mori, che dovrà valutare il rispetto del suddetto regolamento.

Bori «La presenza delle biblioteche a Perugia – conclude Bori – non rappresenta soltanto un servizio per i cittadini, ma anche una necessità imprescindibile per una città che si caratterizza come universitaria e deve offrire agli studenti spazi e orari adeguati agli standard europei. Per questo motivo lo smantellamento dell’unità operativa Biblioteche è stato un errore sia tecnico che politico, come lo è stato anche il suo successivo accorpamento al settore turismo, eventi ed attività culturali».

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