domenica 22 settembre - Aggiornato alle 14:12

Perugia, comitati anti-spaccio e meno tasse per le famiglie più povere: la ricetta di Iacobelli

Intervista al candidato sindaco del Popolo della famiglia: «No all’apertura indiscriminata dei centri commerciali nei giorni festivi»

Iacobelli (al centro) con i candidati della sua lista (foto ©Fabrizio Troccoli)

di Daniele Bovi

Prosegue con Salvatore Iacobelli, sostenuto dal Popolo della famiglia, la serie di interviste ai candidati sindaco in vista delle elezioni comunali di domenica.

I 631 CANDIDATI DI PERUGIA

COME SI VOTA: LE REGOLE

Ritiene possano esserci margini per tagliare tasse e tariffe? Se sì, in quale misura?

«Non si può pretendere una riduzione delle tariffe e un taglio delle tasse e, contemporaneamente, assicurare lo stesso servizio alla cittadinanza. Possiamo però ridistribuire le risorse privilegiando le famiglie e le politiche familiari e il sostegno alla vita e alla maternità (addizionali e tributi che non penalizzino le famiglie numerose, ma tengano conto del quoziente familiare), innalzando il livello minimo del reddito Isee per beneficiare delle riduzioni».

La sicurezza, anche quella percepita, è uno dei problemi più sentiti dai cittadini: coi mezzi che avrà a disposizione come sindaco, cosa intende concretamente fare?

«Per risolvere la questione sicurezza non può bastare la videosorveglianza; questa va estesa, potenziata nei luoghi più vulnerabili (scuole, piazze, stadi…), ma va sempre privilegiato il presidio. Come Popolo della Famiglia proponiamo di attivare i “Comitati popolari anti-spaccio”, un distretto comunitario fatto di cittadini residenti, formati e addestrati a interloquire con le forze dell’ordine, una risposta alla latitanza dell’amministrazione comunale. Le forze di polizia locali, già sotto organico da anni e che vanno necessariamente coadiuvate e potenziate, sarebbero liete di una compartecipazione al controllo del territorio».

Le due Università sono tra i più importanti ‘motori’ cittadini: quali progetti porterebbe avanti insieme a loro come sindaco?

«Perugia è una delle più antiche università europee, un primato che fa onore a una tradizione di ospitalità e di cultura che la rende unica nel suo genere, una vera e propria capitale europea della cultura al di là dei riconoscimenti ufficiali. Perugia merita di più, l’abbiamo ripetuto più volte in questa campagna elettorale, e l’Università di Perugia può costituire un metodo per far sì che i cervelli rimangano, cooperino e permangano come ricchezza di questo territorio».

Da pochi giorni è stato modificato l’assetto della Ztl, che permette a tutti di arrivare in piazza Italia 24 ore su 24: è un provvedimento che la convince? Lo modificherebbe?

«Non sono mai stato un bigotto della chiusura del traffico, a volte esasperare le chiusure per ragioni ideologiche, non aiutano la città, che voglio comunque difendere dal traffico caotico ed incontrollato, ma senza creare privilegi, o penalizzazioni. Arrivare in Piazza Italia senza limiti di orario è un provvedimento che apprezzo che non crea squilibri, peccato non averci pensato prima».

Quali sono i suoi piani per il centro storico e per i suoi tanti spazi vuoti?

«Gli spazi vuoti sono soprattutto nei parcheggi: i dati dell’occupazione media annuale dei parcheggi sono bassi, molto bassi (piazzale Europa è al 6%!) si vede un evidente sottoutilizzo. Con Romizi sono state ridotte alcune tariffe, ma si può fare di più, molto, e senza oneri per l’amministrazione: aprire i parcheggi in orari socialmente utili a tariffe minimali finalizzate solo a coprire i costi marginali del servizio. Proponiamo, nell’interesse comune, una alleanza fra le attività commerciali del centro storico con la Sipa., risolvendo la problematica di un centro storico che risulta sempre meno vivibile alle famiglie».

Quali sono i suoi piani concreti per la mobilità? Porterebbe avanti il progetto del Metrobus avviato dalla giunta?

«Credo che senza misure forti, fortissime, di contrasto alla denatalità non sia possibile affrontare nessun progetto ambizioso di sviluppo urbano. Per una popolazione che si riduce e si invecchia, un sistema del genere non può essere un motore di benessere e sviluppo. Come diciamo da anni: #primalafamiglia, poi, se l’Italia e l’Europa ci aiutano, possono essere messi in campo anche progetti più ambiziosi, ma mai a scapito delle risorse premianti le politiche familiari».

Come intende intervenire sul funzionamento della macchina burocratica comunale?

«Con la digitalizzazione della pubblica amministrazione si sta perdendo un contatto diretto di fiducia e confronto che va a discapito delle persone più anziane e più vulnerabili. Questa è già la seconda generazione in cui i figli hanno più competenze digitali dei padri, una volta era il contrario. Vorrei privilegiare sempre la relazione umana, anche nella macchina burocratica».

Quali sono i provvedimenti concreti per rendere Perugia, nella sua interezza, uno spazio più ‘accogliente’ per le imprese e per aiutare il mondo del commercio?

«La famiglia è e sarà sempre il motore di qualsiasi economia su scala mondiale, continentale, nazionale e comunale. Promuovendo le imprese familiari, sia artigianali, sia turistiche, introducendo i prestiti d’onore con convenzioni particolari con gli istituti bancari. Vogliamo aiutare il mondo del commercio, ma senza esasperarlo e liberandolo da un meccanismo perverso, a tratti disumano che risulta senza limiti e regolamentazione nei diritti dei lavoratori (e delle loro famiglie) con l’apertura indiscriminata dei centri commerciali nei giorni festivi».

Twitter @DanieleBovi

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