venerdì 6 dicembre - Aggiornato alle 20:17

Perugia, caos M5S: chieste spiegazioni a Di Maio, rottura sempre più vicina. Il malumore dei territori

Lettera spedita al vicepremier, nel fine settimana conferenza stampa. Il fondatore del MeetUp di Corciano: «Stiamo creando una nuova casta»

Rosetti in consiglio comunale (foto F.TroccolI)

di Daniele Bovi

La mail è partita nella giornata di mercoledì ed è arrivata sulla scrivania del vicepremier Luigi Di Maio, che è anche il «capo politico» del Movimento 5 stelle. Dentro c’è una richiesta di spiegazioni da parte di Cristina Rosetti, capogruppo del M5s a Perugia la cui lista, come noto, non ha ottenuto la certificazione del non meglio precisato «staff» pentastellato, mentre quella di Francesca Tizi sì. «Abbiamo scritto al capo politico del Movimento – racconta Rosetti a Umbria24 – chiedendo di spiegare qual è la motivazione politica, perché non credo che ce ne sia una personale, che ha portato alla non certificazione della lista».

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La rivendicazione Rosetti rivendica poi il lavoro fatto in questi anni: «La nostra – continua – viene riconosciuta come un’opposizione seria, e dal Movimento non ho mai ricevuto alcun richiamo o una sottolineatura. Ma la risposta non la devono solo a noi, bensì alla città che ha accolto sempre bene Di Maio». La richiesta di spiegazioni, mai arrivate a Spoleto (una delle culle del Movimento umbro dove nel 2018 l’unica lista presentata non fu approvata), assomiglia molto al primo passo verso lo strappo, cioè verso l’autosospensione dal M5S con conseguente presentazione di una lista guidata da Rosetti. Alla possibilità che Di Maio, o chi per lui, fornisca queste delucidazioni infatti non ci crede nessuno, ma la richiesta è un passaggio politico obbligato.

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La rottura Al momento una decisione definitiva non sarebbe stata presa ma secondo indiscrezioni il lavoro sulla lista già sarebbe in pieno corso e per il fine settimana è in programma una conferenza stampa. Da registrare poi il fatto che nella serata di martedì è andata in scena, a Deruta, una riunione del Movimento con militanti ed eletti provenienti da diverse zone della provincia, da Deruta ad Assisi, da Corciano a Castello. Una riunione come tante altre fatte nel corso del tempo, ma che assume decisamente un altro peso in un contesto dove il caso perugino ha scatenato il malcontento di molti territori.

I territori Esemplificativo, in tal senso, è il post apparso nelle scorse ore sulla pagina del M5s di Corciano. A firmarlo è Paolo Scura, fondatore nel 2013 del MeetUp corcianese: «Ritengo che una nuova classe dirigente – scrive – vada selezionata sulla base di ciò che fa sul campo». E poi aggiunge: «Certificare una lista con candidata sindaco una perfetta sconosciuta a Perugia è una decisione calata dall’alto che non mi è piaciuta e l’ho scritto. Tale situazione che si è creata, non può che nuocere al M5S dell’Umbria. Stiamo creando una nuova casta e nessuno lo fa notare. Se non cominciamo a fare pulizia di questi che pare abbiano dimenticato di essere dei semplici “portavoce”, il sogno di cambiare l’Italia tramonterà molto presto. Ecco perché in prima persona, non avendo alcuna ambizione di natura politica, farò il cane da guardia del M5S. E nessuno avrà sconti». Il clima è questo.

Twitter @DanieleBovi

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