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sabato 26 settembre - Aggiornato alle 06:19

Perugia calcio, il caso tamponi finisce in Regione: «Dubbi su affidabilità privati»

La dem Meloni ha presentato una interrogazione alla giunta: «Alzare l’attenzione e i controlli su un tema così sensibile»

Tamponi fatti in modalità pit stop (foto F.Troccoli)

di D.B.

Dallo stadio «Renato Curi» il caso dei tamponi effettuati sui tesserati del Perugia calcio finisce in consiglio regionale, con un’interrogazione della dem Simona Meloni che vuol vederci chiaro. Lunedì i test sono stati effettuati in modalita pit stop da un laboratorio privato del capoluogo umbro e, stando ai primi risultati, nove persone (dei quali sette calciatori) erano risultate positive; una cifra poi lievitata fino a oltre 20. Il tampone di verifica effettuato alcune ore dopo dalla Usl Umbria 1 però, invece che confermare il risultato come di solito accade lo ha integralmente ribaltato tanto che venerdì, in una nota, la società biancorossa ha spiegato che «tutti i tamponi della prima sessione, effettuati a staff tecnico e calciatori nella giornata di ieri presso la Usl Umbria 1, sono risultati negativi». Il problema è da imputare a un non meglio precisato «errore di laboratorio» e, sempre venerdì, è stato fatto un secondo ciclo di test i cui risultati saranno resi noti nelle prossime ore.

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L’interrogazione «La vicenda – scrive Meloni – non può che sollevare dubbi sul livello di affidabilità diagnostica di alcuni centri privati», motivo per cui la vicepresidente dell’Assemblea ha presentato un’interrogazione alla giunta regionale per conoscere «il livello di monitoraggio e controllo delle strutture accreditate dal servizio sanitario regionale ad eseguire prestazioni nell’ambito della diagnosi del Covid-19». A concedere ai privati la possibilità di fare anche i tamponi e non solo i test sierologici è stata la Regione con una delibera arrivata a fine luglio nell’ambito di una più ampia strategia diagnostica, centrale in questa fase di convivenza con il nuovo coronavirus.

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Aumentare i controlli Nel testo dell’interrogazione Meloni auspica che «quanto accaduto rappresenti soltanto un caso isolato e possa risultare utile alla giunta per alzare l’attenzione su un tema così sensibile per la salute dei cittadini e, conseguentemente, ad aumentare il livello e il numero dei controlli delle strutture accreditate, affinché – conclude -, tutti i cittadini umbri possano decidere di rivolgersi anche ai laboratori privati per la prevenzione e la diagnosi sul Covid-19 in piena sicurezza e con l’opportuna tranquillità». Intanto a rivendicare la correttezza del proprio operato è la clinica di Porta Sole: «Non facendo il nome del laboratorio coinvolto – dicono – si infanga sempre la figura di tutte le strutture accreditate. I nostri tamponi, fatti solo ed esclusivamente ai degenti, quindi non a pagamento, vengono processati direttamente dalla Asl».

Twitter @DanieleBovi

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