martedì 31 marzo - Aggiornato alle 15:39

Perugia, anche una lista dei Verdi per Mandarini: «Un errore appoggiare Barelli. Noi la vera novità»

Presentata a Palazzo Cesaroni la candidatura dell’ex imprenditore, con lui Alternativa riformista. E si lavora a una terza lista

Mascia, De Paulis e Mandarini

di Daniele Bovi

Ci saranno anche i Verdi ad appoggiare con una loro lista la corsa di Marco Mandarini, che ha presentato la sua candidatura a sindaco di Perugia venerdì a Palazzo Cesaroni. A ufficializzare l’appoggio è stato Gianfranco Mascia, responsabile dei Verdi per l’Umbria: «L’onda verde come sta accadendo in tante parti d’Europa – ha assicurato – arriverà anche qui. Non sottovalutate Marco». Mascia ha parlato poi della «storia che abbiamo qui in Umbria. Questa candidatura servirà a rimettere le basi e magari a far tornare da noi i tanti che in passato hanno deciso di votare M5S. Sembrava che dovessero cambiare il mondo, invece hanno investito zero euro per le politiche ambientali».

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Alternativa Barelli Quanto alla lista, con i Verdi ci saranno «tanti cittadini e intellettuali», e l’adesione si può dare anche attraverso il sito dei Verdi. Con Mandarini, nipote di Francesco (presidente della Regione tra il 1987 e il 1992 e storico dirigente dell’allora Pci), anche Amato John De Paulis con Alternativa riformista (in sala anche Franco Trinca del movimento Siamo, che potrebbe creare una lista o esprimere proprie candidature). In campo dunque ci saranno sicuramente due liste, ma si sta lavorando anche a una terza «magari con la società civile». Alternativa riformista nel 2014 ha appoggiato Urbano Barelli, attuale vicesindaco della città che potrebbe ritentare la corsa con una lista a sostegno di Andrea Romizi: «Abbiamo fatto un errore ad appoggiarlo. Da allora – ha detto De Paulis – abbiamo imboccato percorsi differenti dato che questo Comune non ha dato abbastanza importanza all’ambiente».

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Le parole chiave Tra le parole chiave sulle quali Mandarini punterà durante la campagna elettorale ci sono «etica, custodia della bellezza, ambiente, salute e ascolto dei cittadini». Mandarini è conscio di «avere di fronte tre corazzate, cioè centrodestra, centrosinistra e M5S, ma noi abbiamo il piacere di fare una battaglia perché vogliamo bene a Perugia». La campagna elettorale «non sarà naïf ma ragionata» sostiene Mascia, mentre Mandarini sottolinea che si punterà molto su social network e riunioni nelle diverse zone della città (niente manifesti o 6×3). Spiegando i motivi che lo hanno portato a candidarsi, l’ex imprenditore ha parlato di una «sinistra che non ha capito nulla di quanto successo il 4 marzo» nonché di un’amministrazione «veramente negativa».

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Il programma «La politica del Comune – dice – è stata una grossa delusione. Perugia è una città complessa e ricca di storia, mentre l’amministrazione ha portato avanti una visione solo mercantilista; la città ha perso proiezione europea e il suo ruolo di capoluogo». Tra i punti negativi Mandarini mette manutenzioni e decoro urbano («non ci sono stati veri progressi»), le condizioni delle strade e le tariffe, l’abbattimento di «elementi di archeologia industriale come l’ex tabacchificio», la sicurezza («bisogna scongiurare il ridimensionamento della questura e rendere più incisiva l’attività dei vigili urbani») e le nuove strisce blu, il ruolo del centro e il dossier Ikea. E proprio per quanto riguarda l’acropoli, nei prossimi mesi Mandarini presenterà un progetto con al centro le politiche commerciali per rivitalizzare gli spazi vuoti. Tra i punti del programma anche il recupero dei rifiuti, l’agricoltura biologica e la creazione di «un grande contenitore per i giovani».

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Il Psi e Giubilei Sul fronte del centrosinistra invece mercoledì si è riunito il comitato comunale del Psi. Sul tavolo, ovviamente, le amministrative di maggio. Al termine della riunione il comitato ha dato mandato al segretario comunale Massimo Sportolari e alla delegazione di «proseguire il confronto con il tavolo del centrosinistra per definire i contenuti programmatici e individuare il profilo del candidato sindaco che, di comune accordo, dovrà essere tassativamente di estrazione della società civile». Il nome di Giuliano Giubilei non viene fatto, ma si tratta di fatto di un via libera.

Twitter @DanieleBovi

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