giovedì 21 giugno - Aggiornato alle 12:34

Perugia, Albo d’oro: lunedì nuovo voto su Fondazione Cucinelli e Aucc. Romizi striglia i suoi

La Commissione mercoledì ha deciso di riportare nuovamente i nomi in consiglio. Il sindaco ha messo sul tavolo anche le dimissioni

Il consiglio comunale

di Daniele Bovi

Tutti compatti sulla Fondazione Brunello e Federica Cucinelli e sull’Aucc, l’Associazione umbra per la lotta contro il cancro; il problema è che anche giorni fa ci fu la medesima compattezza, squagliatasi per metà come neve al sole poche ore dopo. Mercoledì, d’urgenza, è tornata a riunirsi la commissione Albo d’oro con lo scopo di fare ordine dopo quanto successo lunedì in consiglio, dove un pezzo di maggioranza ha affossato due nomi su quattro tra quelli da iscrivere il 20 giugno all’Albo d’oro cittadino. Il niet alla Fondazione Cucinelli e all’Aucc dell’avvocato Giuseppe Caforio, con la figura barbina che ciò ha comportato, ha mandato su tutte le furie il sindaco Andrea Romizi.

La sfuriata Nei corridoi di Palazzo dei Priori si racconta infatti di sfuriate, con tanto di minaccia di dimissioni, nei confronti di alcuni consiglieri di maggioranza, rei di aver fatto mancare all’appello i voti che avrebbero permesso alle due associazioni di centrare la maggioranza assoluta dei due terzi. La Cucinelli e l’Aucc infatti hanno ottenuto 21 preferenze, una in meno di quanto necessario, mentre a superare lo scoglio è stata la Sir volley di Gino Sirci (22 voti) e lo sportivo Luca Panichi (25). Nel mirino ci sono almeno un paio di forzisti, un consigliere di Fdi e altri due membri di maggioranza, mentre il Pd e M5s rivendicano di aver dato compattamente il loro contributo (assenti lunedì solo Nilo Arcudi di Perugia civica, per lavoro, e la dem Emanuela Mori, tutt’altro che in sintonia con altri colleghi pd). Perché tanto nervosismo tra i banchi della maggioranza? Perché da settimane c’è battaglia sul caso Prisco, l’assessore di FdI eletto alla Camera che ha però deciso di mantenere il posto in giunta; l’ennesimo motivo per rinfocolare una tensione che, di fatto, tra Romizi e la sua maggioranza rimasta senza assessorati va avanti dal 2014.

Lunedì nuovo voto E ora che succede? In un primo momento si è pensato di tornare in aula per la votazione a scrutinio segreto venerdì ma, viste le troppe assenze in casa Pd, tutto è stato spostato a lunedì pomeriggio, ad appena due giorni dai festeggiamenti del 20 giugno, giorno in cui la città ricorda le stragi del 1859. Mercoledì durante la seduta della commissione, filata via liscia, è stato stigmatizzato il comportamento di alcuni consiglieri ed è stata chiesta compattezza onde evitare altre pessime figure; di sicuro a qualcuno, dentro la maggioranza, non dispiacerebbe il fatto di andare a vedere le carte del sindaco a proposito di quella minaccia di dimissioni.

Twitter @DanieleBovi

I commenti sono chiusi.