lunedì 10 dicembre - Aggiornato alle 21:59

Perugia 1416, Pd e M5s affossano la legge: niente soldi dal ministero per le manifestazioni storiche

Le astensioni dei dem e dei pentastellati non fanno passare la modifica che voleva abbassare da 5 a 3 anni il tempo per entrare nell’elenco. Cecchini: «Dimostri di meritarlo»

-© Fabrizio Troccoli

Niente soldi ministeriali almeno fino al 2020 per ‘Perugia 1416’. Non passa in Consiglio regionale la riduzione del periodo di 5 anni occorrente per l’iscrizione nell’Elenco regionale delle manifestazioni storiche, voluto proprio come norma “ad manifestationem” per la discussa rievocazione perugina. Ad affossarla le astensioni del Partito democratico e del Movimento 5 stelle. L’iscrizione è necessaria per accedere a contributi ministeriali. Va comunque ricordato che la Regione contribuisce con circa 20 mila euro l’anno.

Niente modifica Con 7 voti favorevoli e 12 astensioni l’Aula di Palazzo Cesaroni ha respinto la proposta di modifica della legge “16/2009” (Disciplina delle manifestazioni storiche) concernente la riduzione del periodo di 5 anni occorrente per l’iscrizione nell’Elenco regionale delle manifestazioni storiche. Favorevoli i consiglieri Squarta-FdI, Ricci-mistoRP, Morroni-FI, Fiorini-Lega, De Vincenzi-mistoUmbrianext, Solinas-mistoMDP e Rometti-SeR. Astenuti i consiglieri del Partito democratico e del Movimento 5 stelle.

Richiesta del Comune L’impulso alla modifica era sorto in Terza commissione consiliare, dopo la richiesta fatta dal Comune di Perugia in riferimento alla manifestazione “Perugia 1416” e alla possibilità di accedere con l’iscrizione in Elenco a contributi ministeriali. In pratica non si sarebbe toccato il limite di 5 anni, ma si sarebbe demandato a un Comitato tecnico scientifico la possibilità, caso per caso, di abbassarlo a 3. Ma in Aula i consiglieri del Partito democratico, attraverso gli interventi di Giacomo Leonelli e Carla Casciari, oltre che dell’assessore regionale alla cultura Fernanda Cecchini, hanno evidenziato l’inopportunità di cambiare la legge 16, poiché si sarebbe costituito un precedente sfruttabile da altre manifestazioni e sulla base di una quanto meno opinabile valutazione. Per i 5 Stelle la modifica avrebbe introdotto criteri di valutazione soggettivi e perciò non accettabili. Nella maggioranza, invece, favorevoli il capogruppo dei Socialisti Silvano Rometti, relatore in Aula del documento, e il presidente della commissione cultura Attilio Solinas (misto Mdp).

Il dibattito A favore della modifica si sono espressi in aula Claudio Ricci («ci sono casi in cui la solidità del richiedente rende indispensabile fare modifiche»), Solinas («se un assessore di un comune mi chiede di modificare una legge per ottenere maggiori finanziamenti dallo stato ritengo che come istituzione non dovremmo ostacolare una richiesta di questo genere»), Squarta («non è una legge ad personam ma una norma tecnica che rimanda a soggetti tecnici che dovranno decidere, potrà servire anche per altre manifestazioni») e Rometti («è una proposta di buon senso, quindi non attorcigliamoci su argomenti strumentali e politici». Contrari Leonelli («il fatto che questo atto proviene da una specifica richiesta dal Comune di Perugia non può non farci pensare a una sorta di norma ad personam») che ha chiesto il ritorno in commissione per analizzare i risultati di queste prime edizioni di Perugia 1416, Smacchi («serve un’ulteriore riflessione fra i consiglieri di maggioranza»), Casciari («non dico no a priori alla manifestazione ma devno essere i cittadini a valutare il pregio o il successo»), Carbonari («non conosco la manifestazione ma mi sembra che la proposta non sia giusta»).

Cecchini: «Dimostri di meritarlo» L’assessore regionale Fernanda Cecchini ha affermato di non essere «mai stata contraria a questa manifestazione, anzi la giunta regionale sostiene Perugia 1416, che dovrà dimostrare di essere degna di entrare nell’elenco delle manifestazioni storiche lo decideranno i cittadini stessi con la loro presenza e il loro interesse. Finora mi sembra più voluminoso il clamore sui media che il riscontro di pubblico. La legge 16 prevede almeno 5 anni per accedere all’elenco regionale, un ottimo elemento di scrematura, ci vuole serietà e non si può buttare giù tutto e affidare a una commissione la decisione, sulla base di che poi, di decidere se una manifestazione può essere regolata diversamente». Dopo la bocciatura Ricci ha espresso «ampio disappunto» sottolineando che la proposta puntava a inserire anche altre manifestazioni come il Palio del Cupolone di Santa Maria degli Angeli: «Le motivazioni – dice – sono solo politiche e non sostanziali. Un fatto culturalmente grave».

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