lunedì 20 maggio - Aggiornato alle 23:14

Pd, Zingaretti: «No a giustizialismo di partito». È polemica: «E allora l’Umbria?»

Ala renziana all’attacco: «Questione di corrente?». La replica: «Nessuna differenza tra Marini e Oliverio»

Marini e Zingaretti

«C’è solo una cosa peggiore del giustizialismo, ed è il giustizialismo di partito, per il quale si fa dimettere una persona per l’interesse del partito.La politica deve valutare la scelta migliore da fare, a salvaguardia del territorio». Questa frase del segretario del Pd, Nicola Zingaretti, ospite di “Porta a Porta”, fa scatenare un putiferio nel partito. La domanda era sul caso del governatore della Calabria, Mario Oliverio, indagato dalla procura di Catanzaro, ma subito una parte dei dem ha paragonato la linea con quella applicata in Umbria, con le dimissioni della presidente Marini. Poi, il giorno dopo è arrivata la precisazione: «Non c’è alcuna differenza di posizioni tra il caso Calabria e il caso Umbria. La politica deve sempre garantire trasparenza, difesa del territorio e selezione delle classi dirigenti. Semmai c’è stata una differenza di valutazione delle inchieste da parte del M5S: quando gli indagati sono il sindaco di Torino o di Roma si mantengono gli incarichi come nulla fosse, quando non sono del loro partito si diventa giustizialisti».

Dimissioni Marini «Con la Marini – ha aggiunto Zingaretti – ho detto che le inchieste hanno un percorso e che la politica valuti le scelte migliori, è l’atteggiamento più corretto da avere. Non farò mai come Salvini che, il giorno dopo, era sotto il balcone a chiedere le dimissioni della governatrice dell’Umbria». La presidente umbra in diverse interviste e anche nel suo intervento in consiglio regionale in cui ha ribadito le dimissioni, ha lamentato l’atteggiamento giustizialista del suo partito che, di fatto, la ha indotta a lasciare. Gli strali più violenti erano arrivati da Calenda, mentre Zingaretti ufficialmente ha lasciato a lei la decisione. Una posizione di certo non di strenua difesa della presidente umbra.

I renziani insorgono L’uscita di Zingaretti ha fatto subito scattare l’ala renziana del partito. In primis Giachetti: «Senza alcuna polemica – scrive su Twitter – ma solo per|capire vorrei sapere come funziona nel “nuovo pd” sta storia del no al giustizialismo di partito. Umbria sì, Calabria no? Donna sì, uomo no? Marini sì, Oliverio no? Ma davvero solo per capire. Di tutto il resto ne parliamo dopo il 26». Poi anche Alessia Morani: «Zingaretti sul caso Oliverio dice ‘No al giustizialismo di partito’. Mi trovo d’accordo con il segretario, solo che non capisco perché vale per la Calabria e non per l’Umbria. Pare quasi giustizialismo di corrente».

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