lunedì 14 ottobre - Aggiornato alle 07:44

Pd, Verini sull’inchiesta: «Ci ha fatto vergognare e chiediamo scusa ma ora ci rialziamo»

Il commissario dem a Marsciano presenta i candidati alle elezioni Amministrative e Europee: «Mai più favoritismi e clientelismi»

Verini interviene a Marsciano

«Questo incontro si tiene in un momento difficile della storia politica nostra e dell’Umbria. Ma la nostra storia, la storia della sinistra e delle forze democratiche ci ha insegnato che è proprio mei momenti difficili, è proprio dagli errori – anche gravi – dal riconoscimento sincero di questi errori che si può trovare la forza di rialzare la testa, guardare al futuro, costruire strade nuove». Il commissario del Partito democratico dell’Umbria, Walter Verini, apre così l’evento di lancio dei suoi candidati per le elezioni Amministrative ed Europee del 26 maggio.

VIDEO: INTERVISTA A VERINI

L’evento Da Marsciano, teatro Concordia, i dem umbri hanno voluto raccogliere energie e passione, presentare i volti e i progetti per le città al voto e per l’Umbria in Europa, suonare la carica in vista dell’appuntamento col voto. In sala più di cinquanta candidati sindaco del Pd e sostenuti dal Pd. E poi sindaci uscenti, amministratori e militanti, candidati consiglieri. Sul palco, insieme a Verini, i candidati sindaco Stefano Massoli (Marsciano), Giuliano Giubilei (Perugia), Luciano Pizzoni (Foligno), Giuseppe Germani (Orvieto), Elisabetta Corbucci (Stroncone), e la candidata umbra alle europee Camilla Laureti.

Vergogna per Concorsopoli Verini, nel suo intervento, non ha schivato l’argomento più spinoso, l’inchiesta Concorsopoli. «Quello che è accaduto in pezzi del sistema sanitario e amministrativo – ha affermato – è una cosa che ci ha fatto vergognare. Per la quale ancora una volta, come ha fatto subito l’assessore Bartolini, chiediamo scusa. Ai cittadini, ai giovani e alle persone che partecipavano ai concorsi. Quello che è accaduto non doveva accadere. Dovevamo essere noi a capire che in aspetti dell’Umbria si erano diffusi e consolidati metodi estranei ai valori e alle idee originarie del Pd. Il rispetto delle regole, del merito, per noi non sono un optional. E non mi riferisco, nel dire che ci siamo vergognati, agli aspetti penali».

Marini e gli sciacalli Auspicando che «coloro che sono stati colpiti da provvedimenti giudiziari sappiano dimostrare la loro estraneità ai reati» e un garantismo convinto, Verini ha ribadito di aver «compreso e condiviso la scelta difficile e dolorosa della presidente Catiuscia Marini. Con il gesto che ha voluto compiere ha scelto di mettere al riparo le istituzioni dagli attacchi e dagli sciacallaggi politici, avendo la piena libertà di tutelare la sua posizione. Certo, sappiamo che questa sua scelta porterà allo scioglimento anticipato del Consiglio, ma è una scelta che conferma come le istituzioni vengano prima degli interessi personali, come lei ha dimostrato nella sua esperienza politica, di presidente, di eurodeputata, di sindaco di Todi».

Pd di gente perbene «Ma detto questo – ha aggiunto – diciamo ad alta voce un’altra cosa. L’Umbria non è una terra di criminali. La politica umbra non è il regno del malaffare. Il Partito democratico è un partito di gente perbene. L’Umbria è una terra di gente perbene. Per questo ci candidiamo ancora a guidare le nostre città. e non possiamo, non dobbiamo lasciare a quegli incapaci e incompetenti di Di Maio questioni che non sono state al centro del nostro impegno, ma che sono nostre. Che debbono essere nostre. Penso a nuove regole, vere, applicate non declamate, per le nomine nella sanità e nelle partecipate pubbliche. Merito, competenza, capacità. Trasparenza. Queste debbono essere le uniche bussole. Lo stesso vale per le procedure di evidenza pubblica e per i concorsi pubblici. Mai più favoritismi, clientelismi».

Politica e potere «Anche se negli ultimi anni non è apparso sempre questo – ha detto ancora Verini -, noi dobbiamo tornare a considerare – e praticare – la Politica e il Potere nell’unico modo possibile: un mezzo, non un fine. Un mezzo per cambiare in meglio la vita delle persone. Un mezzo per costruire il futuro collettivo, non per le carriere personali. Ce la possiamo fare? Io sono convinto di sì. Se fossi convinto del contrario, non sarei qui. Non avrei accettato questo incarico». Verini ha rivendicato un Pantheon di rigore etico e morale come Enrico Berlinguer, Aldo Moro, Sandro Pertini, Vittorio Foa. «Ma nel nostro Dna – ha aggiunto – ci sono anche le radici dell’antifascismo e della Costituzione, che noi onoriamo non solo per le ragioni di ottanta anni fa, ma per i rischi di oggi». E giù strali contro «il Ministro della paura, la felpa di ricino Salvini» e il «disastroso governo gialloverde».

Europee e amministrative Parlando dei candidati, Verini è partito dalle Europee «dove abbiamo candidati di grande livello». Tra questi, presenti in platea Nicola Danti, europarlamentare uscente, e Massimiliano Smeriglio. Oltre ovviamente all’umbra Camilla Laureti, la «nostra candidata». Poi ha ringraziato tutti i sindaci uscenti, a partire dal marscianese Alfio Todini, e ai candidati in campo ora, da Giuliano Giubilei a Perugia a Luciano Pizzoni a Foligno. E poi da Lucio Raspa a Bastia, a Simona Fabrizzi a Città della Pieve. «E grazie, infine – ha aggiunto – a tanti giovani e giovanissimi candidati, che hanno deciso di mettere la loro passione e il loro impegno per una politica nuova. Abbiamo dunque le carte in regola per farcela, per rialzare la testa. Tutti insieme».

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